Cosa conta davvero tra le novità di Apple? | Podcast

Luca Viscardi12 Settembre 2022
iPhone 14 Always On Display
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Podcast Mister Gadget Stories: nella nuova puntata del podcast con Antonio Monaco di HDBlog analizziamo tutte le novità di Apple di stagione.

Dopo il Keynote della settimana scorsa, siamo tornati su tutti gli annunci che sono stati fatti per capire quali degli annunci fatti rappresentino i temi principali e quali soluzioni rappresentano uno spunto davvero innovativo.

Insieme ad Antonio Monaco, un percorso tra le principali novità di iPhone 14, Apple Watch 8 e Apple AirPods Pro 2.

Trascrizione automatica del podcast

*la trascrizione automatica potrebbe contenere imprecisioni

Luca Viscardi: Buona giornata e ben trovati. Dopo il keynote di Apple andiamo a vedere tutte le novità presentate. Comunque, più che andiamo a vedere, andiamo un po a chiacchierare di tutte le novità che sono state presentate durante il keynote di Apple di settembre, quello di iPhone di Apple Watch e ieri anche ieri. Per chi ci sente, insomma, in prima battuta anche ai Pro due c’è un monaco h di blogger.

Antonio Monaco: Ciao Luca!

Luca Viscardi: Eccoci qui di blog, nativi e ovviamente anche cinque tacche sui social network e su tutte le piattaforme possibili immaginabili. Vedo che siamo tra i quattro malati anche essere sub.

Antonio Monaco: Abbiamo appena fatto anche un video ultimamente, ma noi dobbiamo sondare. Siamo noi, siamo scopritori, ne siamo esploratori.

Luca Viscardi: Quindi diciamo. Diciamo che dopo l’esperienza di un po di tempo fa di club house, cioè quando sembrava che il mondo cambiasse con club house e in realtà è successo niente. Adesso ci muoviamo più con i piedi di piombo?

Antonio Monaco: Assolutamente. Diciamo che clubhouse pausa. Quello che ha dato comunque ha creato un bel po di interazioni con persone tipo ho conosciuto persone che poi mi sono rimaste fra virgolette davvero amiche, quindi. Per cui per quel che è servito, per quello che per quel poco che l’abbiamo utilizzato a me, personalmente devo dire che è stato utile, ma ne parleremo, magari in altre occasioni.

Luca Viscardi: Ne parleremo in altre occasioni perché oggi abbiamo detto torniamo un po al keynote di Apple. Io, visto che oggi in questi giorni, insomma, la stragrande maggioranza dei commenti riguarda il tema prezzo, cioè perché i prezzi sono cresciuti notevolmente. Si è aperta molto la forbice che ci divide dagli Stati Uniti, ma non è quello da cui vorrei.


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Antonio Monaco: Lo lasciamo, lo lasciamo come commento. Un po più ai margini, ma non meno importante, assolutamente.

Luca Viscardi: Immagino che se state ascoltando questo podcast saprete già iPhone 14, iPhone 14 Pro e Apple Watch otto e Watch SE seconda generazione e Apple Watch Ultra e poi AirPods Pro 2. Partirei da queste ultime. Allora pare che il tema più interessante, perché poi lo vedremo applicato anche ad altri dispositivi e questo processore H2 e che è riuscito a miniaturizzare delle funzioni davvero avanzate.

Antonio Monaco: Alla fine diciamo anche design che vince non si cambia, perché effettivamente il design degli iPad Pro è sempre stato comunque assolutamente ben strutturato. È stato scelto nuovamente, sono state adottate e sono state colmate, secondo me, anche quelle che erano un po le mancanze. Ovviamente di solito nella seconda generazione si cerca un po di sempre di migliorare il prodotto. Mi fa piacere che siano state introdotte finalmente anche delle gesture per il volume, cosa che secondo me mancava sugli iPod di prima generazione. Poi questo processore che va comunque a migliorare tutte quelle che sono quelli che sono i sistemi di soppressione dei rumori, hanno messo questa trasparenza dinamica, cioè la possibilità di andare comunque ad ascoltare ciò che ci circonda. Perché ricordiamo che questi AirPods, rispetto a quelli classici, sono di tipo in-ear, quindi creano anche un po quell’effetto tappo per cui quando li mette nelle orecchie tende a non sentire più quello che accade nel tuo ambiente circostante. Quindi queste funzioni di trasparenza vengono proprio incontro a questa situazione. Però, appunto, ci sono quelle occasioni in cui vuoi comunque ascoltare quello che ti circonda, ma comunque ci sono ogni tanto dei rumori fastidiosi. Ecco, questo processore va con il suo algoritmo proprio ad analizzare questi aspetti, in modo comunque da mantenerti in questo appunto questo. Questo ascolto verso l’esterno, però ti va comunque a sopprimere quelli che possono essere dei rumori fastidiosi. Una via di mezzo.

Luca Viscardi: Tra l’altro. Ecco, c’è una cosa interessante anche da esplorare e poi da provare questo audio spaziale personalizzato, cioè si fa una foto del proprio orecchio e viene adattato.

Antonio Monaco: Nebulizzazione tramite il feed della fotocamera sud app dell’iPhone che ti fa questa sorta di.

Luca Viscardi: Analisi dell’orecchio?

Antonio Monaco: Analisi dell’orecchio per cercare di studiarne la conformazione ti da questa, ti da questa possibilità di fruire di questo audio spaziale in maniera ancora più immersiva.

Luca Viscardi: Che poi, tra l’altro qui ancora una volta entra in gioco quella che io chiamo the Apple way, cioè nel senso che la scansione dell’orecchio attraverso fotocamera la faceva Sony. Già qualche.

Antonio Monaco: Anno fa, però.

Luca Viscardi: Però, la modalità con cui la faceva Sony era al limite dell’impossibile, cioè.

Antonio Monaco: L’altro, ma tra l’altro parliamo anche di un rilevamento bidimensionale e un rilevamento tridimensionale. Perché appunto, usando la fotocamera TriDef è quella proprio con la fotocamera a infrarossi, quella che viene utilizzata per il riconoscimento del volto. Quindi viene fatta un’immagine dell’orecchio non soltanto diciamo piatta di quello che vediamo in 2D, ma anche in profondità. Quindi vengono studiate anche quelle che sono proprio quella che è proprio la conformazione decisamente più più precisa. Io devo dirti la verità, poi l’audio spaziale è una funzione interessante, però non satura. Usi molto tipi, allora io la.

Luca Viscardi: Uso, io lo uso, mi piace, se non fosse per il fatto che. Mi pare di aver capito che bisogna fare molta attenzione a quando si indossano gli auricolari, perché spesso mi rendo conto che io metto la testa dritta. E in realtà il suono mi risulta storto, storto la testa, il suono va.

Antonio Monaco: Fatta sempre una sorta di calibrazione.

Luca Viscardi: Questo mi ha portato a capire che è importante avere la testa dritta quando si indossano gli auricolari, perché la calibratura della.

Antonio Monaco: Nell’aprire il punto esatto di dov’è ipoteticamente deve essere la fonte dell’ascolto.

Luca Viscardi: Allora trovo che sia interessante con alcuni prodotti, non con tutti. Tra l’altro sono curioso adesso di sentire i prossimi prodotti che sono in arrivo, che saranno creati sapendo dell’esistenza dell’audio spaziale, quindi in funzione dell’audio spaziale, quello sarà curioso. Archiviamo gli auricolari, una questione che è poi Watch arriva con Apple Watch se di seconda generazione le Plus 18, insomma, la novità più rilevante. La verità è un’altra.

Antonio Monaco: Non è che poi anche qui non capisco perché c’è tutto, però c’è però ovunque. E qui invece no qua ultra perché ci poteva stare. Forse anche un pro? No, diciamo beh.

Luca Viscardi: Sì, in effetti poi è proprio questo.

Antonio Monaco: Anche perché poi durante il keynote hanno proprio mostrato qual è il target di questo di questo prodotto è quello di farlo utilizzare e di utilizzarlo in sport anche abbastanza estremi, perché ne abbiamo visto diversi. Comunque è un prodotto a mio avviso molto, molto interessante, perché va comunque un po si dice dalle parti meno aspro con le are, quello che è un po il terreno in cui Garmin, altri produttori Garmin su quelli che fanno gli sportwatch stavano godendo un po di libertà.

Luca Viscardi: Ma infatti Antonio Campo questo ci riporta poi al prezzo perché per chi di voi non avesse magari seguito il keynote, arrivano due iPhone due, Apple Watch 06:44 millimetri, due Paul Watch otto, 41 e 45 millimetri con il sensore per la temperatura corporea che introduce molte possibilità.

Antonio Monaco: Diciamo ancora un po limitato, diciamo secondo me un po ancora con le ali tarpate per il proprio futuro, perché in questo momento è stato è stato detto che verrà utilizzato quasi esclusivamente per l’ovulazione dell’ovulazione.

Luca Viscardi: Infatti questo sensore che viene usato per l’ovulazione. E poi c’è la Apple Watch Ultra. In mezzo a tutto questo c’è il crash alert e quindi la possibilità di riconoscere un incidente, mandare la chiamata ai servizi di assistenza.

Antonio Monaco: Come giustamente ho letto in queste in queste ultime ore, c’è la curiosità adesso di capire come i recensori proveranno questa funzione del crash test.

Luca Viscardi: Io ne avrei un paio che potrei avviare a sbattere contro muro, ma non è questo il momento di cui parlare? No, in realtà è il tema dell’ultra invece che l’ultra, con un quadrante più grande, con il titanio e aerospaziale con il vetro zaffiro.

Antonio Monaco: Ha decisamente più.

Luca Viscardi: Batteria, più grande, pulsante, customizzabile secondo profondità e secondo altoparlante. Si può arrivare a 300 metri di profondità e anche lì voglio vedere chi andrà fino a 300 metri.

Antonio Monaco: Testarlo, diranno, ci sarà profondità.

Luca Viscardi: Insomma, un prodotto che, come detto, fa pensare soprattutto ai prono C’è il percorso per tornare a casa se ci si.

Antonio Monaco: Perde questo colpo di mano ed è uscito fuori uno ultra, quello che prima ho detto, il discorso che comunque va un po a mettersi in competizione con quelli che sono gli sportwatch che conosciamo. Poi però diciamo che con quei limiti, fra virgolette ci sono, perché ovviamente parliamo di un prodotto dove non si possono comunque associare quelle che sono delle band. Quelle cose lì che vediamo fatti. Comunque è assolutamente un uno sportwatch per chi vuole qualcosa in più e onestamente devo dirti la verità. A me piace molto.

Luca Viscardi: E devo dire Antonio che tra l’altro questi 1.000€ che molti hanno discusso c’è. In realtà sono tanti soldi, ma non lo sono in relazione ad alcuni prodotti proprio di cui parlavamo prima. Professionali che in realtà costano di più, quindi.

Antonio Monaco: Sono un bel po di soldi. Quindi anche poi, tra l’altro, la differenza rispetto al lotto in acciaio, cioè questo ovviamente è in titanio, quindi parliamo comunque di un materiale assolutamente pregiato, di un metallo pregiato. Rispetto al modello in acciaio dell’Apple Watch otto c’è una forbice non tanto grande, cioè, quindi diciamo che chi si trova lì per scegliere un otto in acciaio, secondo me. Poi ovviamente è la differenza. Però ovviamente parliamo di un prodotto che di listino supera i 1.000€. Qui in Italia è assolutamente importante come prezzo.

Luca Viscardi: Però, insomma, prodotti sicuramente interessanti. Poi, insomma, la verità è che stiamo parlando ormai di evoluzioni, di dispositivi che sono già molto consolidati, che non hanno bisogno di rivoluzioni. Tutti gli altri no, quindi è normale che ci sia una crescita nel tempo, che non è una rivoluzione. iPhone 14 e iPhone quattro. Invece hanno sollevato un po di discussioni. Soprattutto perché, insomma, così a primo acchito iPhone 14 pare uguale all’iPhone 13.

Antonio Monaco: Diciamo che fondamentalmente sono prodotti assolutamente molto, molto simili a quello dello scorso anno, se no bellamente metterli uno a fianco all’altro. Sarà impossibile, secondo me, riuscire quasi a distinguerli. Ci sono quelle piccole novità dal punto di vista hardware la fotocamera anteriore in modo particolare, che è stata aggiornata. Poi è stata migliorata anche la fotocamera. Parliamo però di piccolezze, tant’è che stranamente poi in listino è rimasto ancora anche l’iPhone 13 ed è rimasto anche il Mini. Questa è una cosa che magari potrebbe potrebbe tornare utile per chi ancora cerca quel top di gamma compatto. Quindi il 13 Mini resta ancora in listino.

Luca Viscardi: Però lo sai che lo trova il grande incompreso? Perché in effetti il 13 Mini è un prodotto meraviglioso.

Antonio Monaco: Perché poi, dati alla mano, sembrerebbe che ovviamente parliamo sempre di tantissimi prodotti venduti, però messi in relazione da parte di Apple a quelli che sono magari gli altri prodotti. Si è deciso evidentemente di proseguire una strada diversa.

Luca Viscardi: Sai cosa mi fa sorridere? Che il poco dell’iPhone 13 mini milioni no, sono milioni. Sono numeri che alcune aziende non raggiungono, magari mettendo insieme tutto il.

Antonio Monaco: Portfolio, ha voluto sottolineare proprio questo in relazione a quelli che sono gli altri prodotti, è stato quello che ha venduto di meno e quindi si è deciso evidentemente di che di provare. Forse anche quest’altra strada. Perché appunto, negli anni scorsi hanno fatto un normale e un mini. Quest’anno invece si è scelto di fare un normale e un Max, quindi di andare su un plus, di portare anche un sei sette pollici che non sia il Pro per strizzare l’occhio proprio a chi vuole comunque un 14 se vuole comunque un prodotto di ottima qualità, senza però ovviamente andare a spendere quello che serve per una versione Pro che, come detto all’inizio di questa nostra chiacchierata, quest’anno ha dei prezzi decisamente importanti.

Luca Viscardi: Ecco, tra l’altro così a naso dico probabimente il plus funzionerà più del Mini, ma sicuramente. E poi devo dire forse giustifica.

Antonio Monaco: Che sai, essendo in alluminio secondo me un po più leggerino, ovvero bisogna vedere un po più maneggevole perché poi diciamo io personalmente quello che ho sempre trovato abbastanza, che non mi è piaciuto sempre tanto nei Mac. Se proprio la pesantezza pesa, perché sì, bello, un bel prodotto grande. Però l’usabilità ok, non è facilissimo da utilizzare con una sola mano, è quasi impossibile però veramente quello che si sente. Parliamo di una scocca in acciaio che dopo un po si fa sentire.

Luca Viscardi: È vero, vero? Verissimo. Il 14 Pro invece versione normale o versione Max sempre 6,1 6,7 pollici. Devo dire che a me è piaciuto tantissimo nella dimensione di quella pillolina con il.

Antonio Monaco: Sei, ma io tra l’altro vedi torniamo anche su quelli che sono stati quelli che sono state le nostre discussioni passate, anche quelle che sono le nostre discussioni, che ci facciamo molto spesso, anche a microfoni spenti, cioè proprio questo. Abbiamo spesso detto proprio che abbiamo parlato di Apple come quella società che fra virgolette non innova. Perché dire ok, ma non no. Che cos’è che ha portato di nuovo però a questa capacità di prendere quello che attualmente c’è e di farlo a modo suo e di trovare l’eccellenza anche in queste cose qui, cioè fino a oggi. Fino ad oggi è mai possibile che nessuna azienda aveva pensato che quel foro della fotocamera potesse essere utilizzato piuttosto che cercare di farlo scomparire come si sta facendo oggi? Perché certo quelli che vogliono fare il display per la display camera, quindi cercare di nasconderlo. Invece qui il contrario. Cioè tu vedrai sempre perché Apple ha trasformato quella che chiamiamo una, un fattore antiestetico in qualcosa di utile, un.

Luca Viscardi: Problema in un’opportunità. Se diciamo che tra l’altro devo dire Lander Display Camera, io la brucerei senza saperlo.

Antonio Monaco: Perché la qualità è.

Luca Viscardi: Non ci siamo.

Antonio Monaco: Non ci siamo proprio.

Luca Viscardi: Non ci siamo. Ecco, sono curioso di vedere poi come anche gli altri sviluppatori, perché questa è un’opzione che sarà aperta a tutti. Quindi, come gli altri sviluppatori, riusciranno a sfruttare questa opportunità e vedremo l’altro.

Antonio Monaco: Secondo te una cosa sarà un trend secondo te? Cioè vista questa cosa qui che ha fatto Apple, secondo te nel mondo Android ci inizieranno a pensare e scommettiamo? Però io dico sempre che questo è il grande vantaggio di chi si fa software e hardware, cioè tu quando hai l’opportunità di crearti appunto come fa Apple, sia la parte hardware di un prodotto, sia il software riesce comunque ad avere dei vantaggi assolutamente importanti nei confronti di chi. Comunque costruisce hardware ma poi deve prendere un software di terzi. Perché diciamo che tutti i produttori, a parte i pixel, sono comunque dei dei produttori che si fanno hardware e poi devono prendere Android, che è un sistema operativo che non sviluppano loro ma che devono comunque rendere proprio con delle ottimizzazioni, ma difficilmente a volte si riesce a pensare appunto all’hardware sviluppato apposta per il software o viceversa.

Luca Viscardi: Io sono curioso di vedere quali saranno le implementazioni anche degli altri sviluppatori, per avere anche un contesto coerente. Poi immagino che da questo punto di vista abbia messo dei limiti. Abbiamo posto dei limiti per cui la coerenza c’è.

Antonio Monaco: Però comunque ci sarà da parte degli sviluppatori una risposta importante. Sono sicuro, almeno l’abbiamo visto in questi in questi anni, ogni volta che c’è comunque da creare qualche cosa da parte di terzi per sfruttare quelle che sono delle caratteristiche hardware del sistema operativo di Apple, gli sviluppatori non si sono mai quasi tirati indietro.

Luca Viscardi: Io sono curioso di capire invece quello che succederà. Beh, intanto c’è un dettaglio che poter usare la modalità cinematic a 4K con 30 frame al secondo. Già, quello è un dettaglio non da poco. Sono curioso di vedere come il fotoniche engine entrerà invece nella produzione delle fotografie e come e quanto potrà migliorare l’immagine.

Antonio Monaco: Certo sì. Comunque diciamo che già quest’anno un bel salto in avanti lo si è fatto con finalmente, direi anche con un sensore da 48 megapixel con questo pixel building, perché comunque sono alla fine verrà prodotta per lo più una foto da dodici megapixel, anche se c’è comunque la modalità Pro che riesce a fare anche una foto a 48 megapixel. Già questo secondo me era un qualcosa che andava fatto, perché diciamo che comunque non si poteva più rimanere su quello che è un semplice sensore da dodici megapixel, seppur ottimo seppur di ottima qualità. Quello che mi ha un po stupito, anche se devo dire la verità, poi alla fine si deve badare anche un po alla sostanza, ma la mancanza di un otto k che comunque, in un periodo in cui bene o male si sente, si tende sempre ad aumentare. Però effettivamente badiamo al sodo lotto k produrre un contenuto a otto k è fine abbastanza se stesso, anche per quanto riguarda poi la possibilità di poterlo. Di poterlo vedere.

Luca Viscardi: Quindi è vero, però io sono onestamente molto curioso di vedere quale sarà il risultato finale e anche di vedere questo effetto della riduzione dei consumi perché almeno sulla carta, poi vedremo. Questo a 16 ha del risparmio energetico impressionante rispetto ai concorrenti e agli altri modelli di silicone. Quindi anche su questo fronte sono curioso di vedere che cosa succede. Secondo te ecco come sarà questa stagione di iPhone 14. Perché io stavo pensando soprattutto ai prezzi.

Antonio Monaco: Ma i prezzi sono proibitivi. Ti dico subito che sono assolutamente proibitivi, perché ormai parliamo di un prodotto che parte. Parliamo dei pro che sono alla fine, forse quelli che alla fine sono un po quelli un po più desiderati, quelli che più la gente magari vorrà cercare di provare ad acquistare. Partiamo da 1.400€ per una versione da 128 giga che onestamente già lo scorso anno sugli iPhone 13 però era abbastanza fuori dal mondo. Perché appunto parliamo di da un lato di contenuti video in alta qualità che vanno comunque ad occupare tantissimo spazio. Dall’altro poi non hai lo spazio a sufficienza, tant’è che sugli iPhone 13 Pro dello scorso anno alcune funzioni non erano possibili proprio per questa difficoltà. Questa carenza di memoria ad oggi con gli iPhone 14 sottolinea ancora di più secondo me l’inutilità forse di una versione da 128 giga, ma una versione da 256 giga siamo sui 1006. Certo, comunque.

Luca Viscardi: La versione da un terabyte.

Antonio Monaco: O sul terabit abbiamo abbiamo superato abbondantemente i 2000, parliamo di 2100. Qualche cosa per il Pro Max da allora è diventato importante.

Luca Viscardi: Allora io da un lato vedo una cosa vedo che Apple non mette più i suoi prezzi upfront come il primo dato che comunica. Cioè i prezzi sono comunicati con un tot numero di rate con una certa cifra al mese. Quella è la cosa, il comunicato che è arrivato ieri. Ecco, probabilmente noi cambiamo smartphone in continuazione. Siamo di quelli che da un anno con l’altro sostituiscono il telefono. Però possiamo dire che comprando iPhone oggi probabilmente lo userete per i prossimi 5 o 6 anni senza alcun tipo di difficoltà.

Antonio Monaco: Ecco, forse bisognerebbe entrare un po in quest’ordine di idee, però il problema sai qual è che? Ovviamente è bravissimo a far marketing, quindi ogni anno rende i suoi prodotti sempre molto desiderabili, quindi a volte partirei nell’acquisto di un prodotto e poi dover stare lì fermo. Diciamo che se l’anno scorso chi ha comprato un iPhone 13 Pro e magari si sta ancora pagando le sue rapine perché se ne fatte è un 24, quindi si deve stare due anni a pagare le rate e poi si vede un keynote dove c’è tanta enfasi su un qualche cosa che magari appunto alla fine non è tanto utile e mai scenografica. Però ti crea comunque quella hype, quel fattore di desiderabilità. E tu che fai quello?

Luca Viscardi: Quello è vero, quello vero.

Antonio Monaco: Però sì.

Luca Viscardi: C’è. La debolezza, è umana. Però però c’è anche la certezza che se tu riesci a resistere, insomma, la scimmietta che ti batte sulla spalla hai cinque sei dopo cinque, sei anni di serenità. Quindi? Tutto sommato, forse.

Antonio Monaco: Poi, ovviamente, diciamo anche un’ultima cosa, cioè che comunque non è che ce lo ha ordinato il dottore di acquistare un prodotto, quindi comunque giudicare. Facciamo un po il discorso della pizza e di tutto il resto. No, è un prodotto di fascia top. Sono prodotti di fascia top che hanno comunque come target sicuramente delle un pubblico alto, splendente.

Luca Viscardi: Quindi di che cosa sei? Un pubblico interessato perché non mi piace l’arte dell’idea.

Antonio Monaco: Ma non è che la posso comprare?

Luca Viscardi: No, di certo. Però c’è chi è vero. Però c’è chi è veramente super appassionato che diventa matto e prima o poi magari usa altre due ruote in meno.

Antonio Monaco: Il problema di in questo caso di questa tipologia di prodotti. Ecco, ci metto tanti altri prodotti in mezzo che sono quei prodotti che costano tanto ma che con un po di fra virgolette passami al sacrificio, nel senso che io che lo posso comprare. Ecco, bisogna un attimino poi capire fino a che punto conviene svenarsi per avere comunque in mano un prodotto che fa comunque le cose base, cioè le cose che fai comunque con tanti.

Luca Viscardi: Una cosa che noi non vi abbiamo mai detto. Abbiamo messo il passamontagna nel farlo, quindi ne verremo davanti a chiunque di Napoli avessero consigliato. E quello che oggi il vero affare iPhone 13.

Antonio Monaco: È assolutamente un iPhone 13. Ma ti dico, ti dirò per dire anche un iPhone dodici ad oggi se lo si riesce a trovare a prezzi si trova a prezzi interessanti. Restano ancora delle validissime validissime alternative per chi? Poi ripeto chi? Chi può? È giusto che magari.

Luca Viscardi: E chi non può. Appuntamento in piazza con il passamontagna perché stiamo cercando di individuare la banca giusta dove andare a risolvere il nostro problema. Non entriamo suonando dall’ingresso, quindi preparatevi.

Antonio Monaco: Che alla fine ti vedo io. Comunque un applauso fra virgolette ad Apple lo faccio perchè riesce comunque a creare con il minimo sforzo, perché poi alla fine vedi questa. Stiamo parlando comunque di uno sforzo non grandissimo, cioè c’è stato, ci sono stati dei cambiamenti, ma quei cambiamenti che sotto certi punti di vista non sono così radicali rispetto al prodotto dello scorso anno, però.

Luca Viscardi: Però è con taglio esclusivamente in 2 minuti, perché abbiamo ormai quasi sfiorato le 3 ore del nostro podcast. Però due cose fondamentali ci sono insomma. Intanto l’addio alla sim negli Stati Uniti.

Antonio Monaco: Che.

Luca Viscardi: È un’anticipazione anticipazione non da poco e quindi prima o poi arriverà anche da noi. L’altra cosa, insomma, il sistema di emergenza via satellite. Anche quella è un peccato non averlo anche noi, perché solo per il Canada e gli Stati Uniti sì.

Antonio Monaco: Sul primo aspetto questo della sim credo è quello che ci si augura che prima o poi accada un po dovunque. Tra l’altro, poi, è anche una mossa abbastanza furba, nel senso che sappiamo che in America i prezzi sono rimasti praticamente invariati rispetto allo scorso anno sugli iPhone e questa cosa qui frenerà sicuramente molto anche le importazioni, le esportazioni. Chi vuole andare a comprare certi quantitativi di prodotti in America per poi rivenderli nel resto del mondo, troverà comunque un freno hardware importante, perché magari ci sono certi paesi in cui la eSIM non è proprio nemmeno ancora decollata.

Luca Viscardi: E altri come il nostro, dove sono solo Tim e.

Antonio Monaco: Wind e TIM e Wind? Poi ci sono anche dei mi sembra, ci sono anche altri dei. Comunque stiamo ancora ai minimi termini, ancora non siamo a l’altro. L’altro discorso invece è molto, molto importante perché appunto, in caso di emergenza avete l’opportunità di collegarsi comunque a dei satelliti, anche se questo comunque è un sistema che un giorno diventerà diventerà a pagamento. Ma diventerà accecamento. Cioè perché questo mi sembra.

Luca Viscardi: Più anni nei primi due anni, i primi due anni gratuiti e poi dal secondo anno e dal terzo abbonamento.

Antonio Monaco: Ci sarà una sorta di abbonamento. A questo servizio ovviamente ci si abbona, ci si abbona a questo servizio soltanto se si praticano magari degli sport estremi. Torniamo un po al discorso di chi poi deve usufruire di determinate cose, però. È importantissima, quindi spero davvero che dopo questo questa fase pilota, chiamiamolo anche così, perché un po con tutte le cose che fa solitamente partono da lì. Mi dispiace che alcune poi tardano.

Antonio Monaco: Card, ormai le Paul Card piuttosto che i documenti, cosa importantissima nemmeno sotto forma di progetto pilota se ne sente ancora parlare. Purtroppo però è importante comunque che almeno ci sia la possibilità un giorno di averle queste cose che sono tutto sommato assolutamente importanti.

Luca Viscardi: E vero, allora non vogliamo portarvi fino a Natale, altrimenti non avete il tempo di comprare il nuovo album, ma ci.

Antonio Monaco: Andremo.

Luca Viscardi: Facilmente. Proseguendo, grazie ad Antonio ci troviamo sui social network come cinque tacche o su di blog Grazie Antonio Monaco.

Antonio Monaco: Ciao Luca, ciao a tutti alla prossima.


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