MWC17: le mie considerazioni finali

Luca Viscardi2 Marzo 2017
MWC17: le mie considerazioni finali

Si chiude oggi il Mobile World Congress di Barcellona nella sua edizione 2017, anche se nella capitale catalana si troveranno solo gli addetti ai lavori delle aziende e pochi giornalisti temerari, perché già nella giornata di ieri c’era un’aria di smobilitazione totale.

La sala stampa era semideserta rispetto ai primi giorni, a tutto vantaggio di chi è rimasto in termini di velocità della rete e di facilità di compiere il proprio lavoro.

Ogni anno a Barcellona rimango sempre stupito dall’esercito della sala stampa: 3 sale enormi piene zeppe di piccoli nerd travestii da giornalisti, che fingono di lavorare, ma in realtà sono come bambini al luna park.

Ma quest’anno c’era davvero motivo di fare festa? Solo parzialmente, dal mio punto di vista, perché questo pare un periodo  di transizione, o forse perché mancava chi nelle ultime edizioni  ha monopolizzato la scena con il prodotto più importante, ovvero Samsung.

Sì, certo, ha presentato i nuovi tablet, Galaxy Tab S3 e Galaxy Book, ma quanto pesano sul bilancio di fine anno? Puntuale, nel cuore della fiera in cui se ne sentiva la mancanza, è arrivata la foto rubata del prossimo S8 ed è bastato uno sguardo per capire che il vero vincitore in realtà non c’era. Le vere star fanno così. Tutti ne parlano ma nessuno le vede.

Nel caso di Samsung Galaxy S8 penso si debba aggiungere “per ora”, perché ho la sensazione che nel giro di qualche settimana lo vedremo in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ma tutto sommato sono bastate le immagini rubate per qualcuno degli addetti ai lavori dichiarasse amore incondizionato.

Dentro la scatola ci potrebbe anche essere la versione tecnologia del famose mattone dell’autogrill di Teano, ma per noi rimane amore. Sapete di cosa parlo, vero? Il famigerato autogrill dove ti proponevano un super affare con un telefonino nuovo fiammante, che costava pochissimo, ma poi partivi e nella scatola c’era un mattone.

In quell’autogrill c’è chi ha comprato un videoregistratore, chi un telefonino, chi una suocera nuova, ma il risultato era sempre lo stesso: un mattone.

Ma come siamo finiti da Barcellona a Napoli? Torniamo ad attraversare il mediterraneo e riprendiamo il tema della fiera che si chiude oggi.

Dal punto di vista affettivo, ha vinto Nokia 3310. Lo stand di Nokia era affollato da persone che si prendevano a spinte e gomitate per vedere il brutto anatroccolo, perché va bene la nostalgia, ma il nuovo Nokia è poca cosa. Curiosamente, però, ha rubato la scena al prodotto che interessava di più, il Nokia 6, che a breve arriverà anche in Italia, così i soliti noti la finiranno di dire che il mondo sarebbe stato un posto migliore se Nokia avesse fatto un telefono Android.

Nokia 6 non solo non cambierà il mondo, ma non riuscirà nemmeno a suscitare grandi emozioni nel vostro cuore tecnologico, perché è abbastanza anonimo.

E gli altri? Sony ha presentato un “modellino”, un telefono finto che non si accendeva, un modo un po’ bizzarro di lanciare nuovi telefoni, ma ha promesso di portarci tutte le innovazioni del mondo con il suo Xperia XZ Premium. Quando il telefono immaginario diventerà realtà vi diremo se è vero, ma per ora posso solo dirvi che la tecnologia “motion eye” sempre molto interessante, sempre che nella vita reale assomigli a quanto è stato descritto durante la conferenza più odiata del MWC. Non perché quelli di Sony non siano simpatici, ma perché convocare i giornalisti alle 8 del mattino per una conferenza delle 8.30 è crudele, considerato quello che succede in un normale giorno di fiera, cioè il caso.

Per darvi un’esempio, ieri ho percorso 14 km a piedi dentro i padiglioni, in metropolitana e in città per tornare in hotel.

Huawei P10 è bello, ma mi perdonerà Riccardo Cocciante se gli rubo una canzone e aggiungo che è un po’ senza anima.

A parte gli straordinari colori, cosa è cambiato davvero rispetto ad un anno fa? Ce lo dirà la prova sul campo, probabilmente nel medio periodo, ma dopo due giorni sembra che le innovazioni siano molto ridotte. La fotocamera sembra migliorata, ma cosa saprà fare tra un mese Samsung il suo S8?

Però il P10 è di una bellezza imbarazzante per materiali e colori. La colorazione blu è un gioiello, quella Green altrettanto.

E gli altri cinesi? Ancora un’incognita. ZTE lascia l’Italia, nel senso che non avrà più una sua struttura ma solo la distribuzione dei prodotti, Xiaomi rimane un chimera, Meizu c’è, ma è come se non ci fosse, Oppo non è pervenuta, pur avendo riscosso un successo incredibile a casa propria;  terrei d’occhio Nubia, perché ha prodotti belli (vedi Z11) e in serbo alcune novità importanti, come la volontà di distribuire i nuovi top di gamma in contemporanea tra Italia e Cina.

LG vincerà invece il titolo di “incompresa”, perché continuo a leggere un sacco di scetticismo intorno ad un telefono che pare invece bellissimo: rimane l’incognita della batteria, perché sappiamo quanto povera fosse sul G5, ma se con questo modello ci fosse un’autonomia significativa, ci troveremmo davanti ad un prodotto davvero competitivo, ma temo che non sia in grado di emozionare. E’ un prodotto di ingegneria più che di design, pur essendo molto bello da vedere, e questo potrebbe essere il suo limite. Only time Will Tell diceva mia nonna, che parlava solo bresciano.

Alcatel ha presentato un prodotto curioso, direi divertente, ma parliamo di un mercato diverso, è come paragonare l’Osasuna al Real Madrid, giocano nello stesso campionato, ma ovviamente le ambizioni sono diverse.  Però mi ha colpito molto l’abbandono della linea Idol, che nel modello 3 è stato un successo clamoroso, ma nel quarto tentativo ha purtroppo fallito l’impresa di ripetersi.

In queste pagine leggo molto entusiasmo sul Blackberry KeyOne, ma siete sicuri di averlo visto bene? Io lo proverei bene, prima di esprimere giudizi, perché è un telefono che vale la metà di un OnePlus ma il prezzo è quasi doppio, siete sicuri di voler fare questo affare? Certo, c’è la tastiera, ma è una lontana parente di quella del vecchio bold o degli straordinari Curve del passato.

De gustibus eccetera eccetera,  ma in tutta onestà potete comprare di meglio ad un prezzo molto più competitivo e con le nuove tastiere su schermo scriverete molto più velocemente.

Ho lasciato in fondo Moto, perché merita un discorso a parte. G5 e G5 Plus sono prodotti molto pragmatici, semplici ed immediati. Non hanno l’ambizione di competere con i top di gamma, ma ho la sensazione che Moto sia il marchio da tenere d’occhio.

Moto Z e Moto Z Play sono due delle proposte più interessanti degli ultimi mesi, un’ottima prova generale in vista di un anno che si preannuncia intenso, con molti prodotti sulla roadmap..

Il flagship dello scorso anno, Moto Z, è bellissimo e per originalità compete con chiunque, peccato solo per la batteria che non è all’altezza. E se quest’anno colmassero quel gap?

Ce ne andiamo dal Mobile World Congress con l’idea che l’internet delle cose stia diventando una realtà e sia inesorabilmente destinata a rubare i titoli delle copertine agli smartphone, che in quanto ad innovazione sono un po’ al palo.

La fiera di Barcellona è uno sfinimento e un divertimento infinito insieme, ma se grattiamo un po’ la superficie e facciamo distinzione tra le tapas e ciò che abbiamo visto nei padiglioni, rimane un po’ poco.

Chissà che il mercato non sappia smentirci nei prossimi mesi, qualcosa mi dice però che le probabilità sono molto basse e che anzi vedremo un paio di frenate eccellenti. Lascio dire a voi di chi.


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