Recensione Mewgenics: l’odissea felina di Edmund McMillen è il nuovo standard dei Tactical RPG (mistergadget.tech)
Dopo dieci anni di gestazione, il simulatore di gatti più folle e profondo di sempre è finalmente tra noi: un mix brutale di genetica, strategia e umorismo nero.
+ Sistema genetico rivoluzionario
+ Stile unico “Gore-Cosy”
+ Localizzazione italiana
– Leggibilità visiva
Nel mondo del gaming indipendente, ci sono nomi che evocano immediatamente uno stile, un’etica e, spesso, un certo grado di “disgusto creativo”. Edmund McMillen è il re indiscusso di questo regno. Dopo aver ridefinito i platform con Super Meat Boy e aver praticamente inventato il roguelike moderno con The Binding of Isaac, McMillen ha passato l’ultimo decennio a rincorrere un’ossessione: i gatti. Ma non aspettatevi fusa e video adorabili da social media. Mewgenics è un mostro tentacolare di complessità, un simulatore di eugenetica felina travestito da gioco tattico a turni che, dopo oltre 150 ore di test, continua a spiazzarci, terrorizzarci e appassionarci.
In collaborazione con il talentuoso Tyler Glaiel, McMillen ha partorito quello che può essere definito il suo “progetto della vita”. Un titolo che non solo onora l’eredità dei suoi predecessori, ma la eleva a una potenza matematica e strategica senza precedenti.
Indice
- Un’attesa decennale: dalle prime bozze al capolavoro del 2026
- Il Sistema di Combattimento: 10×10 quadrati di puro genio tattico
- L’Eugenetica Felina: la gestione del rifugio
- I gatti come valuta: un approccio cinico alla sopravvivenza
- L’orrore degli imprevisti: l’importanza del Game Over
- Comparto Tecnico: tra gore, jazz e localizzazione italiana
- Criticità e sfide per il giocatore
- Perché Mewgenics è il gioco dell’anno (già a febbraio)
Un’attesa decennale: dalle prime bozze al capolavoro del 2026
La storia di Mewgenics è essa stessa una leggenda metropolitana del settore. Annunciato originariamente nel 2012, il gioco ha subito cancellazioni, rinascite e cambi totali di engine. Molti pensavano che sarebbe rimasto un vaporware, un sogno irrealizzato. Invece, l’attesa è servita a stratificare il contenuto in modo maniacale. Se The Binding of Isaac era un “riscaldamento”, Mewgenics è l’opera omnia: un gioco dove ogni singola run è una tesi di laurea in sinergie e probabilità.
Nonostante l’estetica “trash-cosy” — quel mix di gore semplificato e disegni che sembrano usciti dal diario di un bambino disturbato — Mewgenics nasconde sotto il cofano un motore RPG che farebbe impallidire i classici di Square Enix.
Il Sistema di Combattimento: 10×10 quadrati di puro genio tattico
Il cuore pulsante di Mewgenics si svolge su una griglia 10×10. Potrebbe sembrare uno spazio limitato, ma la densità di ciò che accade su quei cento quadrati è sbalorditiva. Il gioco si presenta come un Tactical RPG a turni che strizza l’occhio a pilastri come Final Fantasy Tactics, Dofus o Into the Breach.
Classi e Personalizzazione
Ci sono 12 classi iniziali (tra cui Fighter, Mage, Hunter, Tank e Necromancer), ma definirle “classi” è riduttivo. Ogni classe possiede un pool di 75 abilità uniche, portando il totale a oltre 1000 capacità sbloccabili. La cosa incredibile? Quando scegliete la classe per un vostro gatto, non sapete esattamente quali abilità riceverete. È come ricevere una mano di poker: devi giocare con le carte che ti sono state servite, improvvisando e adattandoti.

Le sinergie sono il vero segreto del successo. In una delle nostre run più memorabili, abbiamo creato una “macchina della morte” combinando:
- Un Monk capace di generare pezzi di carne (che solitamente servono per curare).
- Un Butcher (Macellaio) che trasforma la carne in piccoli servitori volanti (mosche).
- Un Druid che potenzia i famigli, trasformando quelle mosche in droni assassini capaci di ripulire la mappa in un solo turno.
Interazioni Ambientali e Logica Implacabile
Il mondo di Mewgenics risponde a regole fisiche che, sebbene bizzarre, seguono una logica ferrea. L’acqua conduce l’elettricità, il ghiaccio si scioglie diventando acqua, e il fuoco si propaga sull’erba. Tuttavia, il gioco ama sorprenderti con eccezioni assurde: i robot possono soffrire di emorragie o infestazioni parassitarie, e la classe del Macellaio potrebbe aver bisogno di un upgrade specifico anche solo per riuscire ad “agganciare” la carne con il suo uncino.
L’Eugenetica Felina: la gestione del rifugio
Se il combattimento è la mente di Mewgenics, la genetica è la sua anima oscura. Il nome stesso è un gioco di parole su “eugenetica”, la pratica (moralmente abominevole nella realtà) della riproduzione selettiva. Nel gioco, sarete chiamati a gestire un rifugio dove i vostri gatti vivono, mangiano, defecano e, soprattutto, si riproducono.
La gestione della casa avviene in una visuale 2D laterale. Qui dovrete organizzare i mobili recuperati durante le avventure o acquistati dai mercanti. Ogni pezzo d’arredamento ha una forma specifica (stile Tetris) e influenza statistiche come Stimolazione e Comfort. Un gatto stimolato e a suo agio avrà più probabilità di produrre prole di alta qualità, con mutazioni favorevoli.
Le mutazioni invece non sono solo estetiche (anche se vedere un gatto con gli “occhi da vampiro” o una coda infuocata è esilarante). Le mutazioni sono modificatori passivi che possono cambiare il corso di una battaglia. * Un gatto con una mutazione alle zampe potrebbe avere il 5% di probabilità di immobilizzare i nemici.
- Una mutazione alla coda potrebbe infondere l’elemento fuoco ad ogni attacco base.
- Tuttavia, bisogna fare i conti con i disturbi ereditari: autismo, aerofagia, malaria o depressione possono colpire i vostri cuccioli.
Tink, uno degli NPC più iconici, vi spiegherà che l’incesto (inbreeding) non è una buona idea, poiché aumenta drasticamente i difetti congeniti. La gestione della libido, del genere e persino dell’orientamento dei gatti (gay, bisessuali, etc.) aggiunge uno strato di complessità gestionale che non avevamo mai visto in un RPG.
I gatti come valuta: un approccio cinico alla sopravvivenza
Mewgenics non è un gioco per chi cerca una relazione affettiva con i propri pet. Qui, i gatti sono carne da macello o, nel migliore dei casi, valuta di scambio. Per far progredire il vostro rifugio, dovrete interagire con vicini bizzarri e inquietanti.
- Tink accetterà solo gattini appena nati in cambio di strumenti per tracciare la genetica.
- Butch richiederà gatti con mutazioni specifiche o veterani di guerra per espandere il vostro magazzino.
- Persino i gatti morti hanno la loro utilità per certi NPC occulti.
Questo distacco emotivo è necessario. In un RPG tradizionale, coltivi i tuoi eroi per ore. In Mewgenics, un gatto affronta una sola grande avventura prima di andare in pensione. Se sopravvive, diventa un mentore per la prole; se muore, le sue ossa potrebbero servire per qualche macabro esperimento del vostro datore di lavoro, uno scienziato pazzo convinto che i gatti siano la chiave per cambiare il mondo.
L’orrore degli imprevisti: l’importanza del Game Over
Il genere roguelite si basa sul fallimento, ma Mewgenics lo porta a un nuovo livello di narrazione emergente. Ogni sconfitta non è un vicolo cieco, ma una lezione. Il gioco è un incredibile generatore di storie personali che vorrete raccontare ai vostri amici (anche a quelli che non giocano).
L’aneddoto del guaritore depresso: Durante una delle nostre run più avanzate, il nostro guaritore principale è stato colpito da “depressione” a causa di un evento casuale. In Mewgenics, la depressione riduce le statistiche di chi ne soffre e di chiunque gli stia vicino. Risultato? Ogni volta che il curatore si avvicinava ai compagni per salvarli, riduceva involontariamente la loro Costituzione (HP massimi), diventando di fatto una minaccia peggiore dei nemici. Abbiamo dovuto finire l’atto separandolo dal resto del gruppo, trasformando un RPG tattico in un gioco di “distanziamento sociale”.
Questo tipo di interazioni — come i Gatti-Squalo che entrano in un loop di attacchi infiniti se avvertono il sangue — rende il gioco un puzzle costante. A volte avrete la sensazione che il gioco voglia solo vedervi fallire, ma quando riuscirete a “rompere” il sistema con una combo di oggetti leggendari, la soddisfazione sarà impareggiabile.
Comparto Tecnico: tra gore, jazz e localizzazione italiana
Dal punto di vista estetico, Mewgenics è coerente con la visione di McMillen: body-horror cartonesco, fluidi corporei ovunque e animazioni scattose ma piene di carattere. È uno stile che può respingere, ma che una volta accettato diventa parte integrante del fascino “sporco” del gioco.
Il comparto audio è un gioiello raro. La colonna sonora, con i suoi toni jazzy e loop ipnotici, stempera la tensione dei combattimenti più brutali. Le voci dei gatti sono registrate da esseri umani che imitano i miagolii, un dettaglio che strappa sempre un sorriso. Inoltre, il gioco include “cameo” di celebrità che hanno prestato la loro voce per i miagolii di certi gatti rari. Il tocco finale è il rumore della folla: applausi per le vittorie pulite e gemiti di orrore genuino quando uno dei vostri gatti viene fatto a pezzi.
Una sorpresa incredibile per un titolo di questa mole e provenienza: Mewgenics è interamente tradotto in italiano. La localizzazione è arrivata durante la fase finale del test e, nonostante la complessità dei termini tecnici e dei giochi di parole di McMillen, è di ottima fattura. Questo rende il gioco accessibile anche a chi non mastica l’inglese tecnico tipico dei dungeon crawler.
Criticità e sfide per il giocatore
Nessun gioco è perfetto, e Mewgenics non fa eccezione. La sua natura massimalista porta con sé alcuni spigoli:
- Leggibilità visiva: Quando la mappa è piena di nemici, fiamme, piante e ghiaccio, capire esattamente cosa stia succedendo può essere difficile. Fortunatamente, esiste una vista tattica che aiuta a fare chiarezza.
- Gestione dell’inventario: Non esiste ancora un modo rapido per vedere tutti i propri gatti in una lista stile foglio Excel. Quando ne avrete 40 che girano per casa, trovarne uno specifico con il tratto “ossa di vetro” per una particolare build può diventare tedioso.
- Durata delle run: Una run completa, una volta sbloccati tutti gli atti, può durare anche due ore. È un impegno temporale importante, mitigato però dalla possibilità di salvare e chiudere in qualsiasi momento (anche se il gioco sorveglia severamente il “save-scumming” — ovvero ricaricare un salvataggio dopo un errore: fatelo troppe volte e ne subirete le conseguenze!).
Perché Mewgenics è il gioco dell’anno (già a febbraio)
Mewgenics riesce in un’impresa difficilissima: essere contemporaneamente estremamente profondo e incredibilmente divertente. È un titolo che premia la pazienza e lo studio delle meccaniche, ma che sa anche farti ridere con un gatto di nome Sephiroth che soffre di aerofagia.
È un gioco che sfida le convenzioni degli RPG:
- Gli oggetti (gear) non sono eterni: durano qualche run e poi si rompono, forzandoti a non dipendere mai da una singola strategia (un po’ come le armi in Zelda: Breath of the Wild).
- Il progresso non è lineare: a volte una cucciolata “fallita” è la chiave per sbloccare l’NPC che vi permetterà di vincere la run successiva.
A chi è rivolto?
Mewgenics è per voi se:
- Avete amato la profondità infinita di The Binding of Isaac.
- Cercate un RPG tattico che non vi prenda per mano.
- Vi affascina la gestione genetica e non vi scandalizzate per l’umorismo nero e gore.
- Volete un gioco che possiate giocare per 200 ore trovando ancora nuovi boss e oggetti.
Non è per voi se:
- L’idea di vedere gatti cartonati mutilati vi turba profondamente.
- Odiate il sistema di combattimento a turni o le griglie tattiche.
- Preferite storie epiche e lineari alla narrazione emergente e casuale.
Considerazioni finali
In definitiva, Mewgenics non è solo un videogioco, ma un esperimento sociale e tecnico che sfida ogni etichetta.Edmund McMillen ha preso la sua ossessione per il grottesco e l’ha fusa con una profondità strategica che raramente si vede nel panorama dei roguelite moderni. È un titolo che richiede dedizione, stomaco forte e una propensione quasi masochistica all’apprendimento tramite il fallimento. Eppure, proprio quando pensi di aver visto tutto, il gioco ti lancia addosso una nuova mutazione, un boss assurdo o una sinergia tra oggetti che ribalta completamente la tua prospettiva.
È la celebrazione del caos controllato, dove ogni scelta genetica ha un peso e ogni morte lascia una cicatrice (e forse un nuovo cucciolo più forte). Se saprete guardare oltre il sangue, le feci e l’umorismo nerissimo, vi ritroverete tra le mani uno dei Tactical RPG più stratificati e rigiocabili dell’ultimo decennio. Mewgenics è sporco, spietato e brillantemente folle: un capolavoro di verticalità che vi terrà incollati allo schermo per centinaia di ore, a patto che abbiate il coraggio di giocare con la vita stessa.