Auto elettriche: batterie, litio, Terravision, Tesla, auto usate e Silk-Faw

Luca Talotta14 Luglio 2022
Tesla Model 3
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E rieccoci, bentornati nuovamente al vostro podcast che vi racconta la mobilità sostenibile, Mister Gadget e-Wheeels. 

Spinti da Tesla, la maggior parte dei produttori di veicoli elettrici del mondo hanno iniziato una gara per ottenere più autonomia, come normale che sia, dai loro pacchi batteria. L’elettrico di lusso di Lucid Air, vettura che costa oltre 80mila euro, ha un’autonomia di 500 chilometri, attualmente la migliore del settore; ma all’orizzonte c’è anche Mercedes, che con il suo prototipo EXQQ promette fino a 1000 km. Ma cosa accadrebbe se i produttori di batterie e di veicoli elettrici trovassero un modo diverso per togliere l’ansia da autonomia progettando, magari, veicoli con batterie più piccole, meno costose e che potrebbero essere ricaricate molto rapidamente? Questo è il concetto che un certo numero di aziende stanno perseguendo, tanto che gli investimenti in questo ambito, secondo i dati di una ricerca di Pitchbook, sono addirittura triplicati nel 2021. Di certo batterie più piccole, economiche e veloci potrebbero dare una svolta significativa al mercato. 

Intanto in Italia assistiamo ad aziende che passano totalmente all’elettrico: come Terravision, i cui autobus collegano la Stazione Centrale di Milano all’aeroporto di Orio al Serio, hub principe di Ryanair. La società, che da 10 anni effettua il servizio navetta con autobus tradizionali a gasolio, ora annuncia la transizione green di tutta la sua flotta. Che all’orizzonte possa esserci un cambio anche in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina, magari servendo l’aeroporto di Malpensa?

I prezzi all’ingrosso delle auto usate sono diminuiti dell’1,3% a giugno rispetto a maggio, secondo il Manheim Used Vehicle Value Index di Cox Automotive. I veicoli usati in generale sono ancora più costosi rispetto a un anno fa, ma i prezzi stanno scendendo rapidamente. Se sia una conseguenza diretta del funzionare a singhiozzo della catena di approvvigionamento, con case che faticano a ricevere le materie prime, è probabile; di certo anche l’aumento dei tassi e dell’inflazione a livello mondiale non agevola. Mercedes, ad esempio, ha riportato un calo del 16% nelle vendite del secondo trimestre, BMW del 13%.

Una delle grandi paure dei consumatori e delle aziende si chiama Litio. Materia prima imprescindibile per le batterie delle auto elettriche, ma dove lo prendiamo? Ora scendono in campo Enel Green Power e Vulcan Energy, uno dei primi produttore di litio al mondo, che hanno siglato un’intesa ad ampio raggio per la ricerca sul litio geotermico. L’obiettivo è mette a fattor comune le rispettive competenze con iniziative congiunte nel sito laziale di Cesano. Il sito si estende su un’area di 11,5 km2 a pochi km da Roma. Ma non è questo l’unico progetto che ha al centro l’approvvigionamento del litio nel vecchio continente. Tra gli altri ricordiamoFuture Fast Forward, lanciata in Spagna da Volkswagen con 62 imprese locali. Prevedendo la creazione di un ecosistema che va appunto dall’estrazione del litio fino all’assemblaggio delle batterie. Insomma, un modo per ottimizzare i costi ed essere meno dipendenti dalla Cina. 

Rischia di fallire, invece, il mega progetto Silk-Faw per impiantare nel cuore della Motor Valley italiana una grande fabbrica di Hypercar elettrificate con marchio Hongqi. Qualche giorno fa l’azienda non si è presentata all’appuntamento fissato per sottoscrive il rogito di acquisto dell’area su cui dovrebbe sorgere la nuova fabbrica, alla periferia di Reggio-Emilia. E ora la Regione pretende chiarimenti e convoca i dirigenti per un incontro chiarificatore, pare fissato per il 14 luglio. Stando alle voci si sarebbero incrinati anche i rapporti fra il socio cinese Faw e il fondatore di Silk EV Jonathan Krane. Con quest’ultimo che sarebbe ancora alla ricerca dei finanziamenti necessari a realizzare il progetto.


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