Apple e la privacy: nuova campagna su come proteggere i propri dati

Luca Viscardi19 Maggio 2022
privacy apple

Con una nuova campagna pubblicitaria lanciata su scala globale, Apple torna sul tema della privacy e sul valore dei dati che generiamo.

Nello spot, di cui puoi vedere la versione internazionale, viene spiegato in modo molto semplice ed immediato quanto valgano le informazioni che noi produciamo utilizzando il nostro smartphone e come iPhone, così come gli altri prodotti dell’ecosistema Apple, offre pochi semplici strumenti che aiutano a capire quali dati le applicazioni tentino di carpire e in quale modo provino a condividerle.

La campagna pubblicitaria, che è partita nei paesi anglosassoni e arriverà nei prossimi giorni anche in Italia, spiega attraverso il racconto di un’asta quale sia il tesoro digitale che possiamo inconsapevolmente cedere a sconosciuti e che diventa la base di un business da 227 miliardi di dollari.

Per Apple il tema della privacy è sempre stato molto rilevante, ma è diventato un perno centrale delle sue scelte strategiche con le più recenti versioni del suo sistema operativo iOS, in particolare con la scelta di limitare le informazioni che le app possono raccogliere a nostra insaputa all’interno del nostro smartphone, mentre noi lo usiamo per scopi che sono apparentemente del tutto innocui.

Sono diversi gli strumenti che gli utenti possono utilizzare e che spesso non conoscono, per difendersi dalle intrusioni indesiderate o dall’uso distorto dei dati che spesso vengono intercettati quando noi ci muoviamo in applicazioni diverse da quelle che usano le nostre informazioni.

Resoconto sulla privacy delle app in Impostazioni

Quando attiverai questa opzione, probabilmente guarderai il telefono in modo diverso, perché sarà facile capire come le applicazioni agiscono in background senza che ce ne rendiamo conto.

Sul tuo iPhone, vai in impostazioni, scegli la voce privacy e seleziona l’ultima opzione “Resoconto sulla privacy delle app“: sarà possibile vedere ogni singola comunicazione che viene effettuata da ogni applicazione all’interno del nostro cellulare, con quale frequenza questo collegamento viene effettuato soprattutto verso quali domini.

A distanza di qualche giorno dalla sua attivazione, sarà possibile vedere quali dati sono stati raccolti, da quali applicazioni e verso quali siti sono partite comunicazioni per sincronizzare quelle informazioni.

Evitare questo tipo di attività, per cui ad esempio una applicazione per l’elaborazione delle foto può leggere quali siti visitiamo quando siamo dentro Safari, il consiglio che ti diamo è quello di rifiutare a priori che un’applicazione possa tracciare le tue attività. Non esiste alcuna ragione per cui Facebook debba sapere quali siti tu visiti mentre stai usando il tuo iPhone e quando si racconta che queste informazioni servono per una migliore esperienza su Facebook, si dice semplicemente il falso.

Il resoconto sulla privacy di Safari

Con la funzione del resoconto sulla privacy di Safari, quando si digita un qualunque indirizzo Internet, è possibile cliccare sul pulsante dedicato nella barra degli strumenti. In questo modo sarà mostrata la lista dei Tracker a cui è stato impedito di tenere traccia della tua attività all’interno di Safari. Per bloccare questo genere di attività è sufficiente impedire il monitoraggio tra i siti web quando si naviga su Safari.

Nello spot c’è un momento dedicato anche ai dati che possono essere raccolti da soggetti sconosciuti e sono relativi a ciò che noi facciamo con le nostre e-mail: molti messaggi che riceviamo, infatti, possono contenere quelli che vengono chiamati pixel, attraverso cui il mittente può sapere se noi visualizziamo un’e-mail e quante volte lo facciamo, se abbiamo aperto un messaggio che abbiamo ricevuto e nel caso in cui noi inoltriamo quella e-mail, possono essere addirittura intercettati il nostro indirizzo IP e altre informazioni relative al computer da cui scriviamo.


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È nostra abitudine, sia su Mac che su iPad che sull’iPhone, attivare la protezione della privacy in mail, per impedire a soggetti esterni di vedere ciò che noi facciamo sul nostro computer o sul nostro iPhone in relazione alla posta elettronica.

La privacy sugli acquisti di Apple Pay

Nei pochi secondi della campagna pubblicitaria che Apple dedica alla privacy, si nota anche come tra i dati in vendita ci siano le transazioni effettuate per gli acquisti online, informazioni che possono essere memorizzate da alcune delle applicazioni di pagamento.

Apple Pay, per rispettare la privacy dei suoi utenti, non tiene alcuna traccia di ciò che viene acquistato, ne conserva una cronologia degli acquisti per proporre messaggi pubblicitari che possano essere in linea con le nostre abitudini di consumo.

Lo stesso tipo di attenzione viene posta anche per quanto riguarda i servizi di localizzazione, che possono essere fortemente limitati, impedendo alle applicazioni di costruire una cronologia dei nostri spostamenti, quando non è strettamente necessario. Per molte delle applicazioni che usiamo, è opportuno scegliere di mostrare la nostra posizione solo nel momento in cui stiamo utilizzando la app.

Molte applicazioni, in passato, chiedevano l’accesso alla lista dei contatti anche quando questo tipo di informazione non aveva alcuna attinenza con la funzione dell’applicazione stessa, oggi attraverso i controlli di privacy è possibile impedire a qualunque applicazione di vedere i contatti che sono presenti nel nostro smartphone.


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