Un giorno senza portafogli, senza rinunciare a niente: si può

Luca Viscardi12 Maggio 2017
Un giorno senza portafogli, senza rinunciare a niente: si può

Ieri ho affrontato per caso una situazione non abituale: un giorno intero in giro tra Milano e Bergamo senza il portafogli, che avevo dimenticato a casa e per pigrizia ho deciso di non tornare a prenderlo.

Fino a qualche anno fa sarebbe stato un inferno, ieri devo dire che ho superato la cosa senza grossi patemi, ma la chiave di accesso alla vostra vita senza banconote è una sola: il vostro smartphone.

La mattina, a Bergamo, ho preso l’autobus usando l’applicazione di ATB: non è il massimo, perché non si può usare PayPal per gli acquisti e perché quando si acquista un biglietto entra “in funzione” immediatamente, ma comunque va.

Quindi sono partito per Milano con il treno e ho acquistato i biglietti con la app Trainline. Attenti solo ad un dettaglio: potete farlo fino ad un tot di minuti dalla partenza, se vorrete prendere un biglietto all’ultimo minuto, purtroppo non ci riuscirete, stessa limitazione dalla app di ferrovie. Non ho mai capito perché, ma immagino ci siano ragioni tecniche imperscrutabili per cui questo accade.

Quindi eccomi a Milano, è il momento di usare la metropolitana e la app di ATM funziona perfettamente, si possono anche comprare diversi biglietti in anticipo e attivarli solo al momento di salire in metro o tram. Purtroppo i lettori non funzionano benissimo, per cui superare i tornelli è sempre un po’ fastidioso, ma ce la si può fare.

Dopo il primo appuntamento, breve spostamento, questa volta con Car2Go; basta prendere la app (ma bisogna registrarsi prima in uno dei punti ufficiali, mostrando anche la patente) e si trova la macchina più vicina. Si apre la vettura scelta e si parte al costo di 25 cent al minuto. Comodissimo.

Arrivato a destinazione, ho lasciato l’auto sulle righe blu (senza pagare) e via. Dopo il secondo appuntamento, destinazione Corso Magenta, ZTL e parcheggio quasi impossibile. Ecco MyTaxi, per prendere il taxi e pagarlo con la app.

A quel punto sono anche stato preso dai morsi della fame:  erano più o meno le 16. Ho estratto affabilmente il mio smartphone con Satispay, cercato un bar vicino per un panino al volo, pagato con lo smartphone, quindi un salto da Grom che accetta Satispay per un gelato; a quel punto ero ricaricato per la seconda parte di pomeriggio e l’ultimo appuntamento.

Concluso ultimo impegno, due passi verso la stazione di Cadorna, app ATM per il biglietto della metro, insieme a Trainline per quello del treno.

Alle 19 e un po’ ero di nuovo a casa, senza portafogli, ma senza aver modificato di una virgola il mio comportamento abituale. La smart city, forse, è davvero una realtà.

Ma in quanti posti d’Italia si fa la stessa cosa?!?


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