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Client Steam 64-bit su Linux: ecco cosa migliora davvero per i giocatori

Steam client 64-bit su Linux: cosa cambia per i giocatori

Valve ha mosso un passo che la community Linux aspettava da anni: il 15 ottobre 2026, con un annuncio pubblicato alle 22:04 UTC, il client ufficiale di Steam è entrato in fase beta con architettura a 64 bit su Linux. Non si tratta di un aggiornamento cosmético, ma di una migrazione strutturale che cambia il modo in cui il Steam client 64-bit Linux si integra con il sistema operativo — e che, almeno sulla carta, porta il client Linux allo stesso livello di quello disponibile sulle altre piattaforme.

Perché ci è voluto così tanto tempo

Steam su Linux ha avuto una storia travagliata, fatta di compromessi tecnici accumulati nel tempo. Il client originale era stato progettato in un’epoca in cui il supporto a 32 bit era ancora la norma, e smontare quella struttura senza rompere la compatibilità con decine di migliaia di giochi non è un’operazione banale. Valve ha dovuto trovare un equilibrio delicato: modernizzare l’architettura senza lasciare indietro chi usa titoli più datati che dipendono ancora dalle librerie a 32 bit.

La soluzione adottata è elegante quanto pragmatica: il client viene eseguito all’interno di un ambiente containerizzato, il cosiddetto Steam Runtime. In pratica, Steam gira in una “bolla” isolata dal sistema operativo sottostante, il che permette a Valve di controllare con precisione le dipendenze e di aggiornare il client senza che le librerie di sistema del tuo Ubuntu, Fedora o Arch Linux possano interferire. Per l’utente finale, questo significa meno sorprese dopo un aggiornamento del sistema — una delle fonti di frustrazione più comuni per chi gioca su Linux.

Il nodo delle librerie a 32 bit: niente scorciatoie

Qui arriva la nota che molti speravano di non leggere: nonostante il Steam client 64-bit Linux sia ora ufficialmente a 64 bit, le librerie a 32 bit rimangono obbligatorie. I sistemi x86_64 configurati in modalità esclusivamente 64 bit — cioè senza il supporto multilib — non sono supportati.

Questo potrebbe sembrare una contraddizione, ma ha una logica precisa: la maggior parte del catalogo di giochi disponibile su Steam include titoli compilati in 32 bit, e abbandonarli sarebbe un suicidio commerciale oltre che un torto agli utenti. Valve non ha mai promesso di eliminare il supporto a 32 bit, e questa beta lo conferma: il salto a 64 bit riguarda il client in sé, non necessariamente tutti i giochi che ci girano sopra. Se hai una distribuzione Linux configurata in modo “pulito” senza multilib, dovrai aggiungere il supporto alle librerie a 32 bit prima di poter usare Steam.

Per chi usa distribuzioni mainstream come Ubuntu o Linux Mint, questa non è una novità: il supporto multilib è già attivo per impostazione predefinita. Il problema riguarda più che altro chi ha configurato manualmente il proprio sistema cercando di mantenerlo il più snello possibile.

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Cosa cambia davvero per chi gioca su Linux ogni giorno

La parità di funzionalità con le versioni di Steam su altri sistemi operativi è probabilmente il vantaggio più concreto di questa migrazione. Fino ad oggi, alcune funzioni arrivavano in ritardo sul client Linux, o non arrivavano affatto, proprio perché mantenere un client a 32 bit richiedeva un lavoro di porting aggiuntivo per ogni nuova feature. Con un client a 64 bit, Valve può sviluppare e distribuire aggiornamenti in modo più uniforme su tutte le piattaforme.

In termini pratici, questo si traduce in meno attese per funzioni già disponibili su Windows o macOS, e in una base di codice più moderna su cui costruire. Non abbiamo numeri precisi sui miglioramenti di performance — le fonti disponibili non quantificano i guadagni — ma è ragionevole aspettarsi che un client nativo a 64 bit sfrutti meglio la memoria disponibile sui sistemi moderni, specialmente su macchine con più di 4 GB di RAM dedicati ai processi di sistema.

Per chi segue l’ecosistema Linux gaming da vicino, vale la pena consultare direttamente la copertura tecnica di TechSpot sulla migrazione, che analizza il contesto più ampio della strategia di Valve su Linux.

Beta oggi, stabile domani: come prepararsi

Il client è attualmente in fase beta, il che significa che Valve sta raccogliendo feedback prima di un rilascio stabile. Per chi vuole testarlo subito, è sufficiente attivare il canale beta nelle impostazioni di Steam — ma è sempre consigliabile avere un piano B, specialmente se si usa Linux come sistema principale per il gaming quotidiano.

La raccomandazione pratica è semplice: verifica che la tua distribuzione abbia il supporto multilib attivo, aggiorna il Steam Runtime se richiesto, e poi entra nella beta con la consapevolezza che si tratta ancora di software in evoluzione. Chi invece preferisce aspettare il rilascio stabile fa una scelta altrettanto sensata — il grosso del lavoro è già fatto, e la versione definitiva non dovrebbe essere lontana.

In ogni caso, questo aggiornamento rappresenta un segnale chiaro da parte di Valve: Linux non è una piattaforma di serie B. Dopo anni di investimenti su Proton, sul Steam Deck e sull’intero ecosistema gaming open source, portare il client a 64 bit è un altro mattone in una costruzione che punta sempre più in alto — e per chi gioca su Linux, è una notizia che vale la pena festeggiare, magari con una sessione di gioco proprio stasera.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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