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Nuovo Apple Mac Studio con M5 Max e M5 Ultra: scopri caratteristiche, memoria, prestazioni AI, porte, connettività, prezzi e disponibilità.
Apple alza ancora l’asticella nel segmento dei desktop professionali con il nuovo Mac Studio, disponibile con i chip M5 Max e M5 Ultra. L’obiettivo è chiaro: offrire una macchina capace di gestire carichi di lavoro estremamente pesanti, soprattutto nell’ambito dell’intelligenza artificiale eseguita direttamente sul dispositivo, senza dipendere necessariamente dal cloud.
Il nuovo Mac Studio arriva con una dotazione hardware decisamente più potente rispetto alla generazione precedente. Si parte da 128 GB di memoria unificata con M5 Max e si arriva fino a 512 GB con M5 Ultra, mentre la banda di memoria raggiunge 1,2 TB/s. Apple punta così soprattutto su sviluppatori, creator, data scientist e professionisti che lavorano con modelli AI, video ad alta risoluzione, rendering 3D e grandi quantità di dati.
M5 Max e M5 Ultra: due livelli di potenza molto diversi
Il nuovo Mac Studio con M5 Max integra una CPU fino a 18 core e una GPU fino a 40 core. La GPU include Neural Accelerator direttamente nei suoi core, una soluzione pensata per accelerare le operazioni legate all’intelligenza artificiale.
La memoria unificata arriva fino a 128 GB, mentre la banda raggiunge 614 GB/s. Per chi lavora con software professionali, Apple parla inoltre di una GPU fino al 50% più veloce rispetto alla generazione precedente.
Il modello più estremo è invece quello equipaggiato con M5 Ultra. In questo caso troviamo una CPU fino a 36 core e una GPU fino a 80 core, oltre a 512 GB di memoria unificata e una banda di memoria di 1,2 TB/s.
È soprattutto quest’ultimo dato a rendere il Mac Studio interessante per l’AI locale. Una quantità così elevata di memoria permette infatti di caricare ed eseguire direttamente sulla macchina modelli linguistici di grandi dimensioni, evitando di trasferire continuamente i dati a server remoti.
Il nuovo Mac Studio punta tutto sull’AI on-device
È proprio l’intelligenza artificiale il principale terreno di scontro della nuova generazione. Con M5 Max, Apple dichiara prestazioni AI fino a 3,9 volte superiori rispetto al Mac Studio con M4 Max. Con M5 Ultra il salto arriva invece fino a 4,3 volte rispetto a M3 Ultra e fino a 9,8 volte rispetto alla precedente generazione con M1 Ultra.
Il vantaggio non riguarda soltanto la velocità. L’esecuzione on-device permette di mantenere i dati localmente, un aspetto particolarmente importante quando si lavora con informazioni sensibili o con modelli proprietari.
Apple ha inoltre introdotto Core AI, un framework pensato per sviluppare, eseguire e distribuire modelli di intelligenza artificiale sui propri chip. A questo si aggiunge MLX, il framework open source ottimizzato per l’ecosistema Apple, che consente di eseguire, addestrare e ottimizzare modelli direttamente sul Mac.
Il Mac Studio può inoltre essere utilizzato insieme ad altri Mac Studio attraverso un cluster Thunderbolt 5. Quattro sistemi possono creare un pool di memoria condivisa e ottenere prestazioni di inferenza AI fino a tre volte superiori rispetto a una singola macchina.
Non è soltanto una macchina per l’intelligenza artificiale
Nonostante l’enfasi sull’AI, Mac Studio rimane soprattutto una workstation destinata ai flussi di lavoro professionali. Con M5 Max, la GPU fino a 40 core offre supporto al ray tracing con accelerazione hardware di terza generazione. Questo permette di gestire più rapidamente illuminazione, riflessi e ombre nei progetti 3D e VFX.
Per chi lavora nel video c’è poi il media engine dedicato, con accelerazione hardware per H.264, HEVC, ProRes e AV1. Apple cita anche la possibilità di lavorare con filmati 8K non compressi e con più stream video contemporaneamente.
Con M5 Ultra il livello sale ulteriormente. Il media engine dispone del doppio dei blocchi di codifica e decodifica rispetto a M5 Max e permette di riprodurre contemporaneamente fino a 33 stream ProRes 422 8K a 30 fps.
Per un professionista del video, quindi, il Mac Studio non è semplicemente un computer pensato per sperimentare con l’AI: è una workstation completa che può gestire montaggio, color grading, VFX e rendering insieme ad attività di intelligenza artificiale.
SSD più veloce e Thunderbolt 5
Apple ha aggiornato anche la parte dedicata all’archiviazione. Il nuovo Mac Studio utilizza un’architettura SSD basata su PCIe Gen 6, con prestazioni fino al doppio rispetto alla generazione precedente.
La connettività comprende inoltre Thunderbolt 5, con una banda fino a 120 Gbps. È una caratteristica particolarmente interessante per chi utilizza unità SSD esterne molto veloci, chassis PCIe e sistemi di espansione professionali.

Per la prima volta su Mac Studio arrivano anche Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, mentre il computer può gestire fino a otto monitor esterni oppure fino a quattro Studio Display XDR alla risoluzione 5K e 120 Hz.
Mac Studio arriva con macOS 27
Il nuovo hardware viene accompagnato da macOS 27 Golden Gate, che porta con sé nuove funzioni di Apple Intelligence e una serie di miglioramenti all’interfaccia e alle applicazioni.
Apple Intelligence entra anche nei flussi di lavoro quotidiani, con nuove possibilità di automazione, personalizzazione e gestione delle informazioni. Il sistema operativo diventa quindi una parte importante dell’esperienza del nuovo Mac Studio, soprattutto considerando quanto Apple stia spingendo sull’integrazione tra hardware e AI.
Prezzi e disponibilità
Il nuovo Mac Studio con M5 Max parte da 3.049 euro, mentre la versione Education parte da 2.799 euro. Il modello con M5 Ultra parte invece da 6.699 euro, che diventano 6.209 euro per il settore Education. Le configurazioni con 512 GB di memoria unificata saranno disponibili dalla fine di ottobre.
Gli ordini sono aperti dal 25 agosto, mentre le consegne e la disponibilità nei negozi partiranno dal 22 settembre.
Il nuovo Mac Studio rappresenta quindi una delle proposte desktop più estreme di Apple. La vera novità non è soltanto la potenza dei nuovi chip M5, ma la possibilità di utilizzare grandi modelli AI direttamente sul computer, sfruttando quantità di memoria che fino a poco tempo fa erano difficili da trovare su una workstation compatta.
