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L’intelligenza artificiale cambia le playlist di Spotify

L’intelligenza artificiale cambia le playlist di Spotify

Spotify porta Running Mode su Android: l’AI crea playlist per la corsa e sincronizza la musica con il ritmo dell’allenamento.

Correre ascoltando musica è per molti un modo quasi naturale per rendere l’allenamento più piacevole. Una playlist può aiutare a trovare la motivazione, mantenere la concentrazione e, soprattutto, evitare che una sessione di corsa diventi monotona. Il problema è che una playlist tradizionale rimane, appunto, una playlist: sceglie i brani in base ai gusti dell’utente, ma non sa realmente cosa stia succedendo durante l’allenamento.

Spotify vuole cambiare questo approccio con Running Mode, una nuova funzione che sfrutta l’intelligenza artificiale per rendere la musica più adatta alla corsa. Dopo il debutto su iOS alla fine di luglio, la funzione arriva ora anche su Android, anche se la disponibilità è ancora molto limitata. L’obiettivo è interessante perché Spotify non si limita a proporre canzoni “da palestra”, ma prova a costruire l’esperienza musicale attorno al ritmo dell’attività fisica.

Come funziona la nuova funzione di Spotify

Running Mode è disponibile all’interno del Fitness Hub di Spotify e permette di iniziare una sessione di ascolto pensata specificamente per la corsa. L’utente non deve quindi costruire manualmente una playlist scegliendo decine di canzoni prima di uscire: è l’applicazione a occuparsi della selezione sulla base delle indicazioni fornite. Il sistema parte da 25 configurazioni differenti, pensate per combinare tipologie di allenamento e generi musicali. Questo significa che l’utente può partire da un’impostazione più vicina ai propri gusti e alle caratteristiche della corsa che sta per affrontare.

È inoltre possibile indicare la durata prevista dell’allenamento e scegliere se sincronizzare la musica con il ritmo desiderato. Spotify permette anche di decidere se ricevere oppure no le indicazioni audio durante l’attività. La differenza rispetto a una normale playlist dedicata allo sport, però, si trova soprattutto in un’altra tecnologia: il beat matching.

La musica prova a seguire il ritmo della corsa

È questo l’elemento più interessante di Running Mode. Spotify non vuole semplicemente capire quali siano le canzoni che potrebbero piacere a chi corre. L’obiettivo è fare in modo che la selezione musicale tenga conto anche della cadenza dell’allenamento.

In una playlist tradizionale il brano successivo viene scelto principalmente sulla base di fattori come genere, artista, preferenze personali o somiglianza con ciò che si sta già ascoltando. Con Running Mode, invece, entra in gioco anche il ritmo.

Il beat matching permette di costruire l’esperienza musicale attorno alla cadenza della corsa. In altre parole, Spotify prova a fare in modo che il ritmo delle canzoni sia coerente con quello desiderato durante l’allenamento. Questo cambia anche il ruolo della playlist. Non è più soltanto un contenitore di brani scelti per accompagnare una determinata attività, ma diventa uno strumento che dovrebbe aiutare l’utente a mantenere un determinato ritmo.

Naturalmente non significa che Spotify possa trasformare automaticamente una corsa lenta in una sessione ad alta intensità. Il sistema lavora sulla componente musicale e sulla sua sincronizzazione con l’allenamento. Il vantaggio dovrebbe essere soprattutto quello di evitare che la musica risulti completamente scollegata dal ritmo che si vuole mantenere.

L’intelligenza artificiale entra sempre più nell’ascolto

Running Mode si inserisce in una strategia più ampia che Spotify sta portando avanti da tempo. L’azienda sta infatti utilizzando sempre di più l’intelligenza artificiale per rendere la scoperta musicale più personale e dinamica.

A gennaio 2026 Spotify aveva introdotto le Prompted Playlists, playlist generate utilizzando richieste e indicazioni fornite dall’utente. Ad aprile, inoltre, l’azienda aveva spiegato, nell’ambito della partnership con Peloton, che gli allenamenti rappresentavano una delle richieste più frequenti degli utenti.

Da questo punto di vista Running Mode appare quasi come una naturale evoluzione di questo percorso. L’AI non viene utilizzata soltanto per capire quali artisti potrebbero piacere a una persona, ma anche per interpretare un determinato contesto d’uso.

La corsa diventa quindi un caso particolarmente interessante. Chi ascolta musica durante un allenamento non cerca necessariamente gli stessi brani che ascolterebbe mentre lavora, studia o viaggia. Anche all’interno della stessa attività, poi, le esigenze possono cambiare.

Una playlist per una corsa di 20 minuti può avere caratteristiche molto diverse rispetto a quella utilizzata durante un allenamento di un’ora. Ed è proprio questa maggiore personalizzazione che Spotify sembra voler raggiungere.

Per ora Android deve aspettare ancora in alcuni Paesi

Il limite più evidente della novità, almeno per gli utenti italiani, riguarda la disponibilità geografica. Running Mode è arrivato su iOS alla fine di luglio e ora è stato esteso anche ad Android, ma la funzione non è ancora disponibile globalmente. Al momento Spotify la sta rendendo disponibile negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Svezia.

L’Italia, quindi, non rientra ancora tra i Paesi nei quali è possibile utilizzare la nuova modalità. Questo significa che l’arrivo su Android non deve essere interpretato come un lancio globale. Spotify sta procedendo per fasi e, almeno per ora, non ha esteso la funzione a tutti gli utenti.

Per chi corre utilizzando uno smartphone Android in Italia, quindi, non resta che attendere un’eventuale espansione del servizio. Considerando che Running Mode è già arrivato su due delle principali piattaforme mobili, però, è plausibile che Spotify stia utilizzando questa prima fase per raccogliere dati e feedback prima di ampliare ulteriormente la disponibilità.

Spotify vuole trasformare la playlist in un vero compagno di allenamento

La direzione intrapresa dall’azienda è comunque abbastanza chiara. Spotify non vuole più essere soltanto il servizio attraverso cui scegliere e riprodurre musica, ma punta a diventare sempre più un assistente capace di adattare l’ascolto al contesto.

Running Mode rappresenta bene questa evoluzione. L’utente fornisce alcune informazioni, come durata, genere e ritmo desiderato, mentre l’intelligenza artificiale si occupa di trasformarle in un’esperienza musicale coerente.

Il concetto è particolarmente interessante perché elimina uno dei piccoli problemi delle playlist sportive tradizionali: la necessità di prepararle manualmente. Chi corre con una certa frequenza sa quanto tempo possa essere necessario per trovare abbastanza brani con il ritmo giusto, organizzarli e creare una sequenza che non diventi ripetitiva.

Se il sistema funziona come previsto, sarà Spotify a occuparsi di gran parte di questo lavoro. Resta però da capire quanto questa tecnologia riuscirà realmente a incidere sulla qualità dell’allenamento. La musica può certamente influenzare motivazione e percezione dello sforzo, ma il semplice fatto che un brano abbia un determinato BPM non significa automaticamente che sia perfetto per ogni persona. Il ritmo ideale dipende infatti anche dall’esperienza del corridore, dal tipo di allenamento e dagli obiettivi della sessione. Per questo Running Mode sarà interessante soprattutto da provare sul campo.

Una funzione che potrebbe avere senso anche fuori dalla corsa

La tecnologia alla base di questa novità potrebbe inoltre aprire scenari più ampi. Se Spotify riesce a collegare in modo efficace musica, attività e contesto, lo stesso approccio potrebbe essere applicato ad altre forme di allenamento.

Il principio è sempre lo stesso: non scegliere semplicemente una canzone perché piace all’utente, ma scegliere il brano più adatto a ciò che la persona sta facendo in quel momento.

Per ora Spotify ha scelto la corsa come banco di prova. Ed è probabilmente una scelta sensata, visto il rapporto molto stretto tra ritmo musicale e movimento.

La vera novità, quindi, non è soltanto l’arrivo di una nuova playlist automatica. Running Mode rappresenta un ulteriore passo verso un modello nel quale l’intelligenza artificiale non si limita a suggerire contenuti, ma prova a costruire in tempo reale un’esperienza attorno alle esigenze dell’utente.

Quando arriverà anche in Italia, sarà interessante capire se questa promessa funzionerà davvero durante una corsa reale. Perché una cosa è creare una playlist intelligente. Un’altra è riuscire a farci venire voglia di correre ancora per qualche chilometro.

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