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Samsung Galaxy Glasses: chip vecchio di tre anni per sfidare Meta

Mister gadget Samsung

Samsung porta ufficialmente sul palco dell’Unpacked di Londra, in programma domani 22 luglio, i suoi primi occhiali smart. Il progetto nasce dalla collaborazione con GoogleWarby Parker e Gentle Monster, e punta dritto al segmento che Meta occupa da tempo con i Ray-Ban Meta.

Grazie a documenti interni e leak delle ultime settimane, la scheda tecnica è ormai quasi interamente nota, e c’è un dettaglio che merita un approfondimento serio: il processore a bordo non è nuovo, anzi.

Il chip degli occhiali Samsung ha tre anni

Dentro i Galaxy Glasses (nome in codice Jinju) troviamo il Qualcomm Snapdragon AR1 Gen 1, lo stesso chip presentato da Qualcomm nel 2023 e già utilizzato dalla linea Ray-Ban Meta.

Si tratta di un processore ARM quad-core con clock massimo di 1,9 GHz, pensato per gestire elaborazione video, audio e inferenza AI a basso consumo, senza però lasciare margine per funzioni particolarmente pesanti dal punto di vista grafico.

Samsung e Google non hanno quindi puntato su silicio di ultima generazione: la scommessa è che la differenza la faccia il software, non l’hardware.

Un approccio comprensibile dal punto di vista dei costi, ma che espone il prodotto al confronto diretto con chip più recenti già annunciati da Qualcomm per la categoria.

Sul fronte autonomia le cose vanno meglio: Samsung dichiara 9 ore di utilizzo continuo, un’ora sopra i Ray-Ban Meta di seconda generazione, e la custodia da trasporto permette fino a sette ricariche complete prima di dover essere ricaricata a sua volta. Per chi li indossa tutto il giorno è un vantaggio pratico non da poco.

Niente display, tutto su Gemini e le fotocamere

Galaxy Glasses non hanno display integrato: non ci sono proiezioni AR davanti agli occhi. La montatura ospita invece fotocamere che riprendono ciò che l’utente osserva e passano il flusso a Gemini, l’assistente AI di Google, integrato in modo nativo tramite Android XR.

Su questo punto le fonti non sono del tutto concordi: alcuni leak parlano di due fotocamere ai lati della montatura, altri di un singolo sensore Sony IMX681 da 12 megapixel. Solo la presentazione ufficiale di domani chiarirà quale versione sia corretta.

Gli scenari d’uso mostrati da Samsung includono la navigazione vocale, la traduzione in tempo reale durante conversazioni in lingue straniere, la possibilità di fotografare una lavagna in riunione e salvarla automaticamente su Samsung Notes, e la condivisione in diretta del proprio punto di vista con terzi.

L’interazione avviene con comandi vocali e sensori touch sulle stanghette, e abbinando gli occhiali al nuovo Galaxy Watch 9 sarà possibile controllare alcune funzioni anche a gesti.

Il nodo privacy che Samsung non ha ancora affrontato

Su MisterGadget avevamo già segnalato, parlando dei Ray-Ban Meta, come Meta si sia trovata costretta a bloccare la fotocamera dei propri occhiali in caso di manomissione del LED di privacy, proprio per rispondere alle critiche sulle riprese non consensuali di terzi.

Samsung, nei materiali diffusi finora, parla genericamente di “utilizzo responsabile” e “controlli chiari”, ma non entra nel dettaglio di come vengano gestite le riprese involontarie di chi si trova davanti all’obiettivo senza aver dato consenso.

È lo stesso tema che perseguita Meta da anni, e Samsung sembra per ora preferire non affrontarlo di petto.

Galaxy Glasses e Ray-Ban Meta: chi costa meno

Nessun prezzo ufficiale è stato confermato, ma le indiscrezioni convergono su una fascia tra 379 e 499 dollari. Il posizionamento non è casuale: si collocherebbe sopra i nuovi Meta Glasses senza display (299 dollari) e ben sotto i Ray-Ban Display con schermo integrato (799 dollari), occupando lo spazio centrale di un mercato che si sta rapidamente affollando.

Il lancio commerciale vero e proprio è previsto per l’autunno 2026, in coincidenza con le nuove collezioni Warby Parker e Gentle Monster, gli unici due design disponibili al debutto.

C’è un altro aspetto da tenere d’occhio: Samsung ha già avvertito che alcune funzioni dipenderanno dall’accesso a servizi o dispositivi specifici dell’ecosistema Galaxy.

Tradotto: per sfruttare il pieno potenziale degli occhiali potrebbe servire uno smartphone Samsung compatibile, un Galaxy Watch, o un abbonamento dedicato. Un vincolo che chi non è già dentro l’ecosistema Samsung farebbe bene a valutare con attenzione prima dell’acquisto.

Un modello successivo, con nome in codice Haean e display micro-LED integrato, sarebbe già in lavorazione per il 2027, a un prezzo più alto. Per ora, però, la partita si gioca tutta su software e AI contro un hardware che Meta usa già da tre anni.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Cosa sappiamo:

  • Il chip è il Qualcomm Snapdragon AR1 Gen 1, presentato nel 2023
  • L’autonomia dichiarata è di 9 ore, con 7 ricariche complete tramite custodia
  • Non c’è display integrato, l’AI è affidata a Gemini
  • Il lancio commerciale è previsto per l’autunno 2026
  • I design disponibili al debutto saranno solo due, firmati Warby Parker e Gentle Monster
  • Alcune funzioni richiederanno l’ecosistema Galaxy

Cosa non sappiamo:

  • Il numero esatto di fotocamere a bordo (una o due, secondo le fonti)
  • Il prezzo ufficiale, con le stime che oscillano tra 379 e 499 dollari
  • Come Samsung gestirà il tema delle riprese non consensuali di terzi
  • I dettagli precisi sulle funzioni legate all’ecosistema Galaxy

Domande frequenti su Galaxy Glasses

Quando escono i Galaxy Glasses?
La presentazione ufficiale è fissata per il 22 luglio 2026 a Londra, ma la vendita effettiva partirà solo in autunno.

I Galaxy Glasses hanno un display?
No, il primo modello (Jinju) non ha display integrato. Un modello successivo con schermo micro-LED, chiamato Haean, è previsto per il 2027.

Quanto costano i Galaxy Glasses?
Samsung non ha confermato un prezzo, ma le indiscrezioni parlano di una fascia tra 379 e 499 dollari.

Servono uno smartphone Samsung per funzionare?
Non necessariamente, ma Samsung ha confermato che alcune funzioni saranno legate a dispositivi o servizi dell’ecosistema Galaxy.


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