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Meta ha reso disponibile un aggiornamento che disattiva la fotocamera dei propri occhiali intelligenti quando il piccolo LED di privacy viene fisicamente manomesso o distrutto.
Fino a oggi il sistema bloccava lo scatto solo se la spia veniva coperta con nastro adesivo o simili, un accorgimento che alcuni utenti avevano imparato ad aggirare forando la plastica o rimuovendo del tutto il componente.
Da ora, se il sensore rileva che il LED non è più integro, la fotocamera semplicemente non funziona.
L’update è obbligatorio e già in distribuzione su tutta la gamma. In parallelo Meta ha dichiarato di essere al lavoro per rimuovere dai propri marketplace e dai social gli annunci di servizi che promettono di disabilitare la spia, e non esclude azioni legali contro chi li offre.
Perché Meta ha dovuto intervenire
La misura non nasce dal nulla. Gli occhiali smart sono da mesi al centro di un dibattito acceso, alimentato da segnalazioni di persone riprese di nascosto in situazioni imbarazzanti o pericolose, e da una crescente diffidenza verso i dispositivi con fotocamera integrata nei luoghi pubblici.
Lo Stato di New York vieterà gli occhiali con telecamera in tutte le aule giudiziarie dal 20 luglio, seguendo scelte già adottate da alcuni tribunali e da alcune compagnie di crociera nelle aree comuni.
Sempre in tema privacy, a giugno Meta aveva già fatto retromarcia sul riconoscimento facciale, eliminando dall’app il codice della funzione NameTag dopo le pressioni di diverse organizzazioni per i diritti civili, tra cui ACLU ed Electronic Frontier Foundation.
Va detto che il nuovo blocco software non risolve tutto. La spia resta poco visibile in molte condizioni di luce, e la sua efficacia come avviso per chi si trova nell’inquadratura dipende comunque da quanto viene notata. Il problema di fondo, cioè la scarsa evidenza del LED, non cambia.
La brutta notizia dell’abbonamento Meta One Premium
C’è un secondo fronte, meno discusso ma altrettanto rilevante per chi possiede questi occhiali, di cui vi avevamo già parlato nei giorni scorsi.
Meta ha introdotto un tetto mensile di utilizzo per Conversation Focus, la funzione che isola e amplifica la voce di chi si ha davanti in ambienti rumorosi.
Senza abbonamento Meta One Premium (19,99 dollari al mese), il limite gratuito è di sole tre ore al mese, che diventano quindici con l’abbonamento attivo. Il tempo non utilizzato non si accumula da un mese all’altro.
Il punto che ha fatto discutere è un altro: Conversation Focus funziona interamente in locale, senza bisogno di connessione a internet o elaborazione su server.
Non c’è quindi un costo di calcolo cloud da coprire, il tipo di giustificazione più comune per questo genere di limitazioni.
Meta ha risposto che la maggior parte degli utenti non si avvicina nemmeno al tetto gratuito, ma il precedente resta: per la prima volta una funzione che gira interamente sull’hardware già pagato dall’utente viene sottoposta a un limite temporale legato a un abbonamento.
La scoperta estiva: i Meta Ray-Ban glasses temono il caldo
Con le temperature di questi giorni sta emergendo un problema molto più concreto per chi usa gli occhiali smart tutti i giorni: il surriscaldamento sotto il sole.
Diversi utenti segnalano che, indossati all’aperto in pieno caldo, gli occhiali iniziano a scaldarsi rapidamente e, superata una certa soglia, si spengono da soli per proteggere la batteria, con tanto di segnale luminoso (in genere il LED che lampeggia in rosso più volte) a indicare l’overheating.
Non è un difetto isolato: Meta stessa lo definisce comportamento previsto, un meccanismo di sicurezza che entra in azione quando la batteria agli ioni di litio nelle stanghette supera la temperatura di esercizio consigliata.
Il problema è che, con 35 gradi e oltre e un uso prolungato all’aperto, il momento in cui questa soglia scatta arriva molto prima del previsto. Chi porta gli occhiali come sostituto delle proprie lenti da vista, quindi per l’intera giornata, rischia di ritrovarsi con la fotocamera e l’assistente vocale bloccati proprio quando il sole picchia di più.
Vale la pena ricordarlo prima di partire per le vacanze estive: meglio evitare l’esposizione diretta prolungata e, se possibile, far riposare gli occhiali all’ombra quando non servono.
Lenti da vista: un’esperienza super
Su questo fronte, un aggiornamento che ci riguarda direttamente. Su MisterGadget.tech avevamo montato lenti da vista sui Ray-Ban Meta ben prima che diventasse una scelta comune, trasformandoli nei nostri occhiali di tutti i giorni per capire davvero come reggono un utilizzo prolungato, non solo qualche ora di prova.
Ne avevamo scritto nella nostra recensione completa di Meta Wayfarer 2, dove segnalavamo pregi (autonomia, comodità) e limiti reali (peso con lenti progressive, certificazione IPX4 insufficiente contro la pioggia vera).
Ora Meta ha fatto un passo ulteriore, introducendo varianti pensate specificamente per chi porta lenti correttive: i modelli Blayzer e Scriber, con cerniere che reggono un’angolazione inversa fino a 10 gradi per adattarsi meglio a chi indossa occhiali tutto il giorno, oltre a naselli intercambiabili e aste regolabili direttamente dall’ottico.
Un chiaro segnale che Meta sta cercando di spostare questi dispositivi da gadget di nicchia a vero sostituto degli occhiali da vista tradizionali, esattamente la direzione che avevamo anticipato provandoli per primi.
Cosa sappiamo
- L’aggiornamento che blocca la fotocamera in caso di manomissione del LED di privacy è obbligatorio e già in distribuzione
- Meta rimuoverà annunci e post che promuovono la disattivazione della spia, e valuta azioni legali
- Conversation Focus è limitato a 3 ore al mese gratuite, 15 ore con Meta One Premium (19,99 dollari al mese)
- Gli occhiali possono spegnersi per surriscaldamento con uso prolungato sotto il sole estivo
- Sono disponibili varianti dedicate a chi porta lenti correttive, con cerniere e naselli regolabili dall’ottico
Cosa non sappiamo
- Se Meta introdurrà limiti a tempo anche su altre funzioni che girano in locale
- Con quale frequenza reale si verifica lo spegnimento per caldo nei climi più estremi, mancano dati ufficiali dell’azienda
- Se la visibilità del LED di privacy verrà migliorata con un intervento hardware nelle prossime generazioni
Domande frequenti su Meta Glasses
Se rompo per sbaglio il LED di privacy, la fotocamera resta bloccata per sempre?
Sì, l’aggiornamento disattiva la fotocamera ogni volta che rileva un’anomalia sul LED, indipendentemente dal motivo per cui si è danneggiato.
Conversation Focus richiede una connessione internet?
No, la funzione elabora l’audio interamente sul dispositivo, motivo per cui il limite di utilizzo ha sorpreso molti utenti.
Cosa devo fare se gli occhiali si spengono per il caldo?
Toglierli e lasciarli raffreddare all’ombra prima di riaccenderli: è un meccanismo di protezione della batteria, non un guasto.
