Nuova tassa sui pacchi - Mistergadget.tech
L’epoca degli acquisti online a pochi spiccioli provenienti dall’estero sta per subire una scossa importante.
Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera definitivo a una nuova regolamentazione che segna la fine dell’esenzione doganale per i piccoli pacchi. A partire dal primo luglio 2026, ogni pacchetto che entrerà nei confini comunitari con un valore inferiore ai 150 euro sarà soggetto a un pagamento fisso di 3 euro. E, bisogna dirlo, per gli italiani non è una buona notizia, in termini di costi e commercio online.
Questa mossa punta a colmare un vuoto normativo che, secondo Bruxelles, ha favorito finora i giganti dell’e-commerce globale a discapito delle imprese del territorio. Makis Keravnos, attuale portavoce del Consiglio e ministro delle Finanze cipriota, ha spiegato che le vecchie regole erano ormai fuori dal tempo e che eliminare questa franchigia servirà a sostenere il mercato interno, mettendo un freno a chi approfitta delle maglie larghe del sistema attuale.
Scatta la tassa sui pacchi: 3 euro per ogni pacco piccolo
I dati che hanno spinto verso questa direzione sono impressionanti, dato che dal 2022 il volume dei piccoli pacchi diretti in Europa è raddoppiato ogni anno, arrivando a toccare la quota di 4,6 miliardi di spedizioni nel solo 2024. La stragrande maggioranza di questi prodotti, circa il 91%, parte dalla Cina e arriva nelle case dei consumatori europei senza aver mai pagato dazi, un flusso che l’Unione intende ora monitorare meglio anche attraverso un nuovo sistema digitale di raccolta dati previsto per il 2028.

Nonostante l’obiettivo dichiarato sia quello di proteggere l’economia europea e rimpinguare le casse pubbliche, le polemiche non sono tardate ad arrivare. L’Unione Nazionale Consumatori ha bocciato duramente la decisione definendola un atto protezionistico che finirà per pesare sulle tasche delle famiglie. Secondo il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, si tratta di una misura che non colpirà i grandi colossi, i quali si stanno già attrezzando spostando i loro magazzini logistici direttamente in Europa per aggirare il balzello, ma che finirà invece per ridurre il potere d’acquisto dei cittadini.
“Una pessima notizia! Il Consiglio Ue prende una decisione protezionistica anacronistica, che va contro le famiglie e non serve nemmeno a proteggere le nostre aziende”, ha dichiarato il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, “Per fortuna le piattaforme extra Ue stanno già trasferendo i loro depositi in Europa, aggirando questa misura assurda che mira a colpire il potere d’acquisto dei consumatori”.