Custodia di ricarica Ray-Ban Meta Wayfarer 2, autonomia 48 ore aggiuntive (mistergadget.tech)
Diciamolo subito: indossare occhiali smart tutto il giorno non è mai stato possibile. Fino a oggi. La prima generazione dei Ray-Ban Meta ti abbandonava dopo quattro ore scarse, costringendoti a scegliere tra occhiali da vista normali e gadget tecnologico. Con i Wayfarer 2, quella scelta non esiste più.
Otto ore di autonomia dichiarate, che nella pratica reale si traducono in una giornata quasi completa di utilizzo misto. Ho montato lenti progressive e li porto dall’alba al tramonto: funzionano, suonano, registrano e rispondono. Quasi sempre.
Il punto è che Meta ha finalmente capito che la batteria era il vero collo di bottiglia. Non serve avere la miglior fotocamera del mondo se dopo tre ore devi riattaccarti agli occhiali normali. I Wayfarer 2 partono da 419 euro con lenti base e rappresentano la seconda generazione di un esperimento che sta funzionando meglio delle aspettative: occhiali che sembrano occhiali, con dentro abbastanza tecnologia da sostituire auricolari, fotocamera d’emergenza e assistente vocale. Ma con alcuni limiti che Meta non ha risolto.
L’intelligenza artificiale è però fortemente penalizzata in italiano rispetto al potenziale reale. Resistenza agli schizzi IPX4 insufficiente per chi cerca protezione completa. 419€.
+ Fotocamera da 12 MP
+ Video 3K
+ Audio efficace
+ Design classico, supporta lenti graduate
– Non sono impermeabili
– Video e foto solo in verticale
– Prezzo alto con lenti progressive
Indice
- Batteria: finalmente un’intera giornata
- Fotocamera: 12MP che scattano bene, ma solo in verticale
- Audio: sorprendentemente buono per essere “invisibile”
- Meta AI: potenziale enorme, risultati deludenti in italiano
- App Meta AI: design eccellente, funzionalità da rifinire
- Design e vestibilità: Ray-Ban classici, ma più spessi
- Lenti progressive: funzionano, ma costano
- Verdetto: quasi pronti per il tempo pieno
- Domande frequenti, Faq, per acquistare consapevolmente
Batteria: finalmente un’intera giornata
La prima cosa che noti con i Wayfarer 2 è che non pensi più alla batteria. Li metti la mattina, li usi per ascoltare musica durante la corsa, scattare qualche foto al parco, rispondere a chiamate mentre cammini, chiedere a Meta cosa stai guardando (quando funziona). Arrivi a sera con ancora 20-30% di carica. Non è magia: Meta ha quasi raddoppiato la capacità rispetto alla prima generazione, passando da circa 4 ore a 8 ore con uso tipico.
Nella mia esperienza concreta, con streaming musicale quasi continuo via Spotify, qualche video in 3K e domande a Meta AI, arrivo a circa 5-6 ore. Se li uso solo per chiamate e qualche foto, supero tranquillamente le 7 ore. La custodia di ricarica fornisce altre 48 ore di autonomia totale, e la ricarica rapida è davvero rapida: 20 minuti per il 50%, 75 minuti per una carica completa.
Il punto è semplice: con i Wayfarer 1 dovevi scegliere quando usarli. Con i Wayfarer 2, li metti e basta. Certo, se fai livestreaming su Instagram per ore o registri video continuamente, la batteria crolla. Ma per un uso normale – quello per cui compri occhiali smart – finalmente bastano.
Fotocamera: 12MP che scattano bene, ma solo in verticale
La fotocamera da 12MP ultra-wide è la stessa della prima generazione, ma con un sensore leggermente migliorato e, soprattutto, la capacità di registrare video in 3K (2880×2880 pixel) a 30fps. Nella pratica, le foto sono buone: dettagliate, con colori vivaci (forse troppo saturi), ottima gestione del movimento. Scattare mentre corri o cammini funziona benissimo. Il problema è non sapere cosa stai fotografando.
Senza un display o un mirino, devi indovinare l’inquadratura. Dopo un po’ ci prendi la mano – impari l’angolo di visione della camera, aggiusti la posizione della testa – ma le prime settimane butti via metà degli scatti. I soggetti sono tagliati male, l’orizzonte storto, dettagli fastidiosi ai bordi che non avevi visto. Meta ha provato a compensare con un angolo ultra-wide che cattura tutto, ma il risultato è che devi sempre ritagliare in post-produzione.
Il vero problema è il formato: solo verticale. Nel 2026, con TikTok e Instagram Reels che dominano, ha senso. Ma se vuoi condividere foto su qualsiasi altro canale, o semplicemente archiviarle in orizzontale come si è sempre fatto, devi rassegnarti a barre nere ovunque. È una scelta di design discutibile: bastava aggiungere un’opzione nelle impostazioni.
I video in 3K sono un upgrade visibile rispetto al 1080p della prima generazione. Più dettaglio, miglior gestione del contrasto, meno artefatti di compressione. Ma la stabilizzazione è basic: camminare va bene, correre diventa un disastro. Meta promette modalità hyperlapse e slow-motion via aggiornamento software, ma al momento non ci sono. E sinceramente, girare video mentre corri con questi occhiali produce materiale quasi inutilizzabile senza editing pesante.
Di notte, la fotocamera collassa. Anche con illuminazione artificiale decente, le foto sono sfocate e i video perdono ogni dettaglio. Non aspettarti miracoli: sono occhiali, non un flagship smartphone.
Audio: sorprendentemente buono per essere “invisibile”
Gli speaker open-ear dei Ray-Ban Meta Wayfarer 2 sono una rivelazione. Suonano forte, con bassi sorprendentemente presenti considerando che non hai nulla dentro l’orecchio. Ovviamente, chiunque ti stia vicino sente cosa ascolti se alzi il volume oltre il 60%. Ma per uso personale – corsa, camminata, casa – funzionano bene. Meglio di molti auricolari economici.
Il sistema a cinque microfoni gestisce bene le chiamate anche con vento moderato. Ho fatto diverse call mentre camminavo per strada: l’interlocutore mi sentiva chiaramente, senza troppo rumore di fondo. Non sono perfetti – con vento forte o traffico pesante la qualità cala – ma per l’uso quotidiano sono affidabili.
Il punto forte è la comodità: niente da infilare nelle orecchie, niente che prema sul padiglione auricolare, niente cavi. Li indossi e basta. Per chi corre o fa sport, è liberatorio. Per chi passa ore in call, anche. Il compromesso è la privacy zero: tutti sentono cosa stai facendo.
Meta AI: potenziale enorme, risultati deludenti in italiano
Qui arriva la nota dolente. Meta AI sui Wayfarer 2 ha un potenziale incredibile, ma in Italia è fortemente penalizzato. Le funzioni che funzionano in inglese – riconoscimento oggetti in tempo reale, traduzioni fluide, analisi di scene complesse – in italiano sono limitate, lente o direttamente assenti.
Puoi chiedergli di identificare piante, monumenti, prodotti, e a volte funziona. Altre volte ti dice “non posso aiutarti con questo” anche di fronte a oggetti banali. Le traduzioni in tempo reale sono teoricamente disponibili in sei lingue, ma nella pratica reale l’accuratezza è imbarazzante: frasi spezzate, ritardi di secondi, traduzioni sbagliate. Meglio usare Google Translate sul telefono.
La parte che funziona bene è il controllo vocale base: “Hey Meta, chiama Mario”, “metti musica”, “scatta una foto”, “avvia un timer”. Questo va, è affidabile. Ma tutto il resto – la vera AI generativa che dovrebbe rendere questi occhiali “smart” – è ancora acerbo. Meta promette aggiornamenti, ma al momento l’AI è più un demo che uno strumento utilizzabile.
App Meta AI: design eccellente, funzionalità da rifinire
Sorpresa: l’app Meta AI è fatta davvero bene. Design pulito, interfaccia chiara, sincronizzazione rapida con gli occhiali. Le foto e i video catturati con i Wayfarer si scaricano automaticamente sullo smartphone, organizzati per data. Puoi editarli, condividerli, cancellarli. Tutto funziona fluidamente.
Il problema è che l’app non fa abbastanza. Non puoi cambiare le impostazioni della fotocamera (risoluzione, formato, stabilizzazione) se non attraverso menu nascosti negli occhiali stessi. Non c’è una galleria intelligente che ti suggerisca i migliori scatti. Non ci sono tool di editing avanzati. È un’app di trasferimento file con un bell’abito, non un ecosistema completo.
Meta potrebbe fare molto di più: filtri AI per migliorare le foto, ritaglio automatico, suggerimenti per l’inquadratura basati su AI. Invece hai un’app che fa il minimo sindacale, anche se lo fa bene.
La valutazione cambia completamente se invece si considera ciò che l’applicazione può fare con le foto, ad esempio trasformare in video delle immagini statiche: il risultato sta diventando sempre più impressionante.
Design e vestibilità: Ray-Ban classici, ma più spessi
I Wayfarer 2 sono identici ai Ray-Ban Wayfarer normali, almeno a prima vista. Montatura squadrata, marchio visibile, stile iconico. Il problema è lo spessore: per contenere batteria, fotocamera, speaker e microfoni, le stanghette sono notevolmente più spesse dei Wayfarer standard. Non sono discreti.
Chiunque abbia occhi allenati capisce che non sono occhiali normali. Non per il LED bianco che si accende quando registri (quello è piccolo), ma per le proporzioni. Sono più pesanti (52 grammi contro 30-35 di occhiali normali con lenti) e si sentono. Dopo due ore comincio a percepire la pressione sul naso. Dopo quattro ore devo toglierli per qualche minuto.
Se hai lenti progressive come me, il problema si amplifica: le lenti graduate pesano di più, e il peso totale supera i 70 grammi. Non sono insopportabili, ma li senti. Chi porta occhiali tutto il giorno sa che anche pochi grammi in più fanno differenza.
La certificazione IPX4 è insufficiente: resistono agli schizzi, ma non alla pioggia vera. Se ti sorprende un temporale, devi toglierli. Per occhiali che dovrebbero sostituire quelli da vista, è un limite serio. Gli Oakley Meta Vanguard (versione sportiva) hanno IP67, dimostrando che si può fare meglio.
Lenti progressive: funzionano, ma costano
Ho montato lenti progressive Transition sui Wayfarer 2, e funzionano perfettamente. Vedo bene da vicino, da lontano, e le lenti si scuriscono al sole in pochi secondi. Il punto è il prezzo: con le lenti progressive e Transitions, il costo totale supera i 700 euro. A quel prezzo, cominci a chiederti se non sia meglio prendere occhiali normali e auricolari separati.
Ma c’è un vantaggio concreto: non devi più portarti dietro due paia di occhiali. Uno per la vista, uno da sole. Con i Wayfarer 2 e Transitions, hai tutto in uno. E questa comodità, per chi vive con gli occhiali, vale qualcosa.
Le lenti disponibili includono trasparenti, graduate, polarizzate, fotocromatiche (Transitions) in vari colori. Meta offre anche lenti sottili ed extra-sottili per miopie elevate. La qualità ottica è Ray-Ban, quindi ottima.
Verdetto: quasi pronti per il tempo pieno
I Ray-Ban Meta Wayfarer 2 sono occhiali smart finalmente usabili tutto il giorno, ma con compromessi ancora evidenti. La batteria regge, l’audio funziona bene, la fotocamera è decente per scatti spontanei. Sono comodi da usare, non devi pensarci troppo. Ma l’AI è limitata in italiano, i video funzionano solo in verticale, e la resistenza all’acqua è imbarazzante per un prodotto che vuole sostituire gli occhiali da vista.
Li comprerei di nuovo? Sì, perché per me il valore sta nella comodità di avere musica, chiamate e fotocamera sempre disponibili senza auricolari o telefono in mano. Ma non sono per tutti. Se non ti interessa parlare senza auricolari o scattare foto al volo, non servono. Se sei sensibile al peso o vuoi occhiali veramente discreti, guardati i normali Ray-Ban.
Al prezzo di 419 euro base (oltre 1000 con lenti progressive), i Wayfarer 2 sono un prodotto di nicchia ben fatto. Per chi cerca occhiali smart con autonomia reale e design classico, non ci sono alternative migliori. Per chi vuole AI avanzata, display AR o resistenza vera all’acqua, devono aspettare la prossima generazione.
Qualche settimana fa abbiamo presentato la recensione degli Oakley Meta Vanguard, che sono molto interessanti, super originali per alcuni aspetti, ma hanno il limite di non poter utilizzare lenti da vista con prescrizione medica. In questo caso, si va oltre il solo utilizzo come occhiali da sole e si entra in una dimensione, quella di chi usa gli occhiali tutti i giorni per necessità.
Questa non è una pubblicazione sponsorizzata, è frutto di esperienza personale e di un acquisto fatto senza alcun supporto/intervento di Meta, non c’è alcun intento promozionale, ma va necessariamente citata un’operazione di Salmoiraghi e Vigano, catena di ottici che garantisce una forma di pagamento rateale molto vantaggiosa. Allo stesso modo, i negozi Ray-Ban hanno promozioni molto interessanti per l’acquisto di occhiali con lenti ad un prezzo fortemente competitivo.
Domande frequenti, Faq, per acquistare consapevolmente
1. Quanto dura la batteria dei Ray-Ban Meta Wayfarer 2?
Meta dichiara fino a 8 ore di uso misto, nella pratica reale con streaming musicale, foto e video si arriva a 5-6 ore. Solo con chiamate e qualche foto si superano le 7 ore. La custodia fornisce altre 48 ore di ricarica.
2. Si possono montare lenti graduate sui Ray-Ban Meta Wayfarer 2?
Sì, sono disponibili lenti graduate con visione singola o progressiva, in versione trasparente, fotocromatica (Transitions) o polarizzata. L’ordine va fatto direttamente tramite Meta o Ray-Ban.
3. Come funziona la fotocamera dei Ray-Ban Meta Wayfarer 2?
La fotocamera da 12MP ultra-wide scatta foto in verticale (3024×4032 pixel) e registra video fino a 3K a 30fps. Si attiva con un tasto sulla stanghetta destra o con comando vocale “Hey Meta, scatta una foto”.
4. I Ray-Ban Meta Wayfarer 2 sono impermeabili?
No, hanno certificazione IPX4 che li protegge solo da schizzi leggeri. Non resistono alla pioggia intensa o all’immersione in acqua.
5. Meta AI funziona in italiano sui Ray-Ban Meta Wayfarer 2?
Sì, ma con funzionalità limitate rispetto all’inglese. I comandi base (chiamate, musica, foto) funzionano bene, mentre riconoscimento oggetti e traduzioni in tempo reale sono meno affidabili.
6. Quanto pesano i Ray-Ban Meta Wayfarer 2?
52 grammi con lenti standard, oltre 70 grammi con lenti progressive. Sono notevolmente più pesanti di occhiali normali (30-35 grammi).
7. Chi sente quando ascolto musica con i Ray-Ban Meta Wayfarer 2?
Gli speaker open-ear hanno audio udibile dall’esterno sopra il 60% di volume. Chi ti sta vicino sente cosa ascolti, rendono la privacy nulla in ambienti affollati.
8. I Ray-Ban Meta Wayfarer 2 funzionano con iPhone e Android?
Sì, sono compatibili sia con iOS che Android tramite l’app Meta AI. Tutte le funzioni sono disponibili su entrambe le piattaforme.
9. Qual è la differenza tra Ray-Ban Meta Wayfarer 2 e prima generazione?
Batteria raddoppiata (da 4 a 8 ore), video in 3K invece che 1080p, nuovi colori disponibili. Fotocamera da 12MP e design sostanzialmente identici.
10. Vale la pena comprare i Ray-Ban Meta Wayfarer 2 al posto di occhiali normali?
Dipende. Se usi spesso auricolari, scatti foto spontanee e vuoi controllo vocale, sì. Se cerchi solo occhiali da vista, no: costano troppo e sono più pesanti senza vantaggi ottici.