Digital 2022, l’indagine su italiani ed internet di We Are Social

Luca Viscardi28 Febbraio 2022
italiani su internet e social media
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E’ stata pubblicata da qualche giorno la nuova ricerca Digital 2022, realizzata dalla società We Are Social, in collaborazione con Hootsuite, per fotografare l’uso della rete e dei social media in Italia.

Ne parliamo con Matteo Starri, Research & Insights Director We Are Social.

Trascrizione automatica del podcast

Luca Viscardi: Buona giornata. Bentornati a mister gadget. Oggi parliamo di internet e social network. Ritrovati dunque ancora una volta mister gadget io sono Luca Biscardi oggi con me invece c’è Matteo Sarri che risorge in size director di We are social. Buona giornata Matteo e benvenuto

Matteo Starri: Ciao Luca Buongiorno a te grazie per l’invito.

Luca Viscardi: Allora io partirei da un dettaglio non ho io e noi oggi racconteremo della vostra indagine Digital 2022 in cui siete andati a cercare un sacco di dati molto interessanti sulle nostre abitudini digitali e sull’uso che facciamo della Rete ma fare un piccolo passo indietro chiedendo di cosa fa We are social

Matteo Starri: we are social è un’agenzia creativa siamo un’agenzia globale ci definiamo social LEED nel senso che appunto interpretiamo quelli che sono i comportamenti delle persone e le loro interazioni in appunto essere in un contesto di socialità quindi mettiamo questo questo contesto questa attenzione è al centro di quelli che sono i nostri nostri prodotti le nostre analisi il lavoro che facciamo interattività. Questo vuol dire interpretare il comportamento delle persone e capire quelle che sono le dinamiche che ci possono consentire di arrivare in maniera più approfondita più dettagliata e sicuramente più utile a comunicare per conto dei nostri clienti.

Luca Viscardi: Voi avete realizzato questa indagine non è il primo anno sono molti anni che questa indagine viene realizzata anche in Italia in collaborazione con. Come avete preparato ma questi dati come avete realizzato questa indagine.

Matteo Starri: Ci sono dieci anni che lo facciamo su scala globale. Inizialmente era un lavoro relativamente più snello delle 300 e passa slide che vedete oggi per l’indagine per l’indagine globale. Lo facciamo con un tweet da parecchio tempo lo facciamo insieme ad altri partner che sono diciamo sia sia fornitori di dati sia consulenti in un certo senso per aiutarci a sviluppare questo questo lavoro che è l’ottavo anno che pubblichiamo nello specifico per l’Italia come anche poi in realtà per gli altri gli altri mercati dove siamo presenti ci sono circa 15 ma anche poi per i mercati su cui non siamo presenti. Quindi si tratta di un lavoro abbastanza complesso e lungo di reperimento di dato ma poi naturalmente oltre al reperimento c’è tutta la fase di analisi condivisione interpretazione del dato stesso che viene effettuato sia su base sia su base locale su base globale e chiaramente con un’interfaccia con gli altri mercati per capire se quello che stiamo vedendo sull’Italia lo vedremo anche i nostri colleghi in Francia a vedere iOS sono quindi un lavoro molto corale.

Luca Viscardi: Tra l’altro il dato di Digital 2022. L’Italia è un paese connesso di fatto.

Matteo Starri: Sì nonostante appunto si venga tra l’altro dalla coda di un anno in cui siamo stati tutti a casa. Quindi sono cresciuto anche quest’anno le diciamo le principali metriche che noi identifichiamo come come diciamo salutari per quanto riguarda la connessione delle persone sono circa 51 i milioni di persone che si connettono a Internet su base su base giornaliera e diciamo la quasi totalità a Dubai si parla di 93 per cento quindi da questo punto di vista noi diciamo quasi tutti in crescita dicevo rispetto a rispetto all’anno precedente che è stato un anno di pandemia in cui siamo stati tutti a casa per forza di cose abbiamo anche dovuto imparare a comportarsi in maniera un po diversa e spessissimo questa cosa qua si è concretizzata appunto con delle connessioni con delle altre persone che avveniva tramite tramite Internet. E soprattutto non solo tramite internet ma anche tramite appunto le piattaforme social e che hanno avuto una crescita tra l’altro rispetto all’anno precedente in percentuale più ampia rispetto alla crescita di Internet.

Luca Viscardi: Chiamiamolo tradizionale stavo dando un po di dati ad esempio ma sono molte le ore che gli italiani passano online quindi davanti ad uno schermo c’è addirittura 6 ore al giorno. Un dato interessante che è quello che riguarda il gaming anche.

Matteo Starri: Chi non è solo una questione tra l’altro di due ore per quanto riguarda gaming perché si tratta anche di comportamenti che sono fortemente fortemente sociali ma non si gioca più da soli in uno scantinato nuovo come potrebbe essere un po la vecchia la vecchia immagine del gamer core ma si tratta di una dinamica che tiene moltissimo in mobilità quindi diciamo dell’80 circa 83 di persone che che sì che si intrattengono con esperienze di gaming un buon 60 per cento lo fa da bambino quindi non si tratta sicuramente di un mercato di nicchia di un passatempo di nicchia di mercato anche con cognizione di causa perché comunque quest’anno incrementata di molto si parla di circa 20 22% la spesa per contenuti digitali di tipo gaming quindi acquisto di sia esperienze all’interno di videogiochi sia chiaramente videogiochi in senso stretto. Quindi non è solo non è solo il tempo che spendiamo in questo tipo di attività ma è anche proprio il denaro che siamo comunque disposti a spendere che vuol dire che un binomio nell’altra ci teniamo ma soprattutto poi in una dinamica di socialità i giochi non sono rari comunque i single player offline ormai esistono delle esperienze di gioco come ad esempio all’interno tennis Fortinet che negli anni è diventato sostanzialmente un punto di ritrovo o quasi il gioco è quasi un’esperienza secondaria non si accede alle piattaforme di gaming specie dell’universo di gaming. Per entrare in contatto con altre persone e l’espediente è quello di giocare ma l’obiettivo principale è quello di parlare con i propri amici o con le persone che non si conoscono che si sono conosciute online altrove.

Luca Viscardi: Si potrebbe forse dire che questo sarà uno dei temi di digital divide del futuro cioè i più anziani e anziani tra virgolette che giocano solitari e invece quelli delle nuove generazioni che sono abituati ormai a giocare online. A proposito invece di social media platform voi avete anche misurato quali sono quelle più utilizzate cioè qualche cambiamento sostanziale da un anno con l’altro.

Matteo Starri: Siano nel senso che per quello che è quello che vediamo noi c’è un forte una forte penetrazione di quello che l’universo meta è inutile il perché non sia così. Quindi diciamo che l’ecosistema è quello che una volta quando meta era ancora Facebook si era iniziato a chiamarlo app ma quindi fai tu stesso chiaramente gli instant messenger sono sicuramente le piattaforme che hanno consolidato la loro penetrazione sul mercato e sono anche tra le piattaforme preferite al netto del volume sono tra le piattaforme preferite anche qualitativamente da diversi utenti. Abbiamo visto sicuramente la crescita di piattaforme che hanno degli aspetti creativi estremamente interessanti come ad esempio Tim Cook che chiaramente ha vissuto globalmente ma anche in Italia di un paio d’anni di crescita veramente veramente interessante è una piattaforma estremamente giovane su cui tra l’altro anche noi diciamo abbiamo visto una crescita molto forte ma la buona parte nostra indagine analizza le persone dai 16 anni in su. Sappiamo che il gioco è una piattaforma preferita anche da persone sotto questa fascia su cui abbiamo relativamente poca visibilità. Ma mi viene in mente che li per fare un attimo di richiamo anche al mondo del gaming una piattaforma che era nata con l’obiettivo specifico proprio di poter mettere in contatto le persone mentre facevano altro grazie a una chat vocale. Abbiamo visto crescere abbiamo visto crescere nel corso di quest’anno soprattutto ancora più dell’anno scorso ed è una forma che è anche un po uscita da quella esclusività del mondo del gaming ora viene utilizzata come una sorta di quasi Forum mezzo chat in tempo reale che mantiene anche le dinamiche di chat e di video chat e quindi sono sicuramente sicuramente molto interessante Telegram ha avuto anche un altro anno di grazia in parte grazie comunque a un suo focus sulla sulla privacy quindi in Italia sappiamo tutti l’anno che è stato abbiamo visto anche su come Telegram è entrato nel giro media. Però sicuramente ha avuto una crescita che ci sta molto molto interessante.

Luca Viscardi: è interessante anche leggere che c’è un 6,1 per cento di utenti di Tumblr che sono prede da studiare come quelli soffrono una specie protetta.

Matteo Starri: Sì me a me fa piacere perché chiaramente diciamo io ho vissuto tanto il primo Digital Report lo ricordo perché ero io sono storicamente sono molto affezionato a Tumblr perché sono Pepper per la mia per il mio percorso sono anni mi sono trovato sempre molto bene con loro. E però al netto di questo effettivamente Tumblr ha subito e dico subito con cognizione di causa perché sono state sono state delle scelte aziendali di prima di acquisto vendita online di contenuti affini al mondo della pornografia eccetera che che hanno un po deteriorato quello che era un po la community più che la piattaforma perché poi chiaramente la piattaforma è un facilitatore di altro. In questo caso la community di Tumblr a me personalmente fa molto piacere vedere che comunque qualcuno resiste dietro le barricate. Detto questo è chiaramente bizzarro vedere che un gruppo ancora Sister esiste in questo senso.

Luca Viscardi: è vero se un dato interessante io che stavo leggendo è anche quello che abbiamo 78 milioni di connessioni cellulari e quindi il 120 9,7 per cento rispetto alla popolazione. Quindi siamo quelli con tre telefoni in tasca e sono tre un numero sbagliato ovviamente. Però insomma multiple connessioni per ogni persona.

Matteo Starri: Sì e tra l’altro questo dato fa riferimento solo alle connessioni mobili quindi esula da tutto quello che il fisso siamo. Se non sbaglio il paese con una penetrazione più alta in questo senso e se non siamo i primi siamo comunque in alto 3 ed è legato a diciamo a non è il primo anno che succedono nel primo anno che registriamo questa cosa qui è anzi storicamente siamo sempre stati molto attivi in questo senso. Si tratta chiaramente di connessioni personali si tratta di connessioni aziendali facilitate anche chiaramente magari data dalla penetrazione del DTT device di tipo dual sim diciamo che rendono chiaramente più semplice la cosa. Non escludo chiaramente che ci siano anche poi tutto un sistema di allarmi tramite tramite SIM che evidentemente non siamo siamo così restii ad utilizzare il tema e sicuramente non siamo non siamo una popolazione difficile da raggiungere o tramite tramite connessione mobile.

Luca Viscardi: Voi avete anche analizzato quello che è il digital media spende cioè la spesa quindi su Digital Media che trend avete individuato con questo report del 2022

Matteo Starri: ci abbiamo visto crescere riusciamo a unire alcuni costi. Nel senso che chiaramente tutta una serie di altre attività di marketing di marketing si tratta altre attività sono state messe on Hold soprattutto non tanto il numero 21 quanto il 2020. Mi viene in mente tutta una serie di tipologie di taxi in auto autonoma non digitale quindi il tradizionale la pubblicità su esterno perché chiaramente raggiungere delle persone che rimangono chiuse a casa a farlo fuori casa non ha molto senso quindi chiaramente i budget si sono spostati sul digitale e si sono spostati sui social nello specifico quindi sicuramente nell’ultimo paio d’anni abbiamo visto un interesse molto più alto per quel tipo di taxi Point di comunicazione. Come in tutti i casi se avviene questo la concorrenza chiaramente aumenta è anche vero che magari prima lo sono meno lo fanno di più. Di conseguenza la competizione per raggiungere per utilizzare lo spazio diciamo che sia il feed delle persone sia un banner sul suo sito un po più statico o comunque dinamico anche il programmatic chiaramente è una dinamica che in questo momento costa o sta un po di più. Non vuol dire chiaramente che sia che sia una cosa negativa nel senso che se fatto bene è fatto con quello che noi chiamiamo diciamo la rilevanza e l’attenzione soprattutto a far sì che che la pubblicità la campagna sia una cosa che coinvolge le persone che non sia percepita come un’interruzione. Io sto facendo una cosa la classica pubblicità in tv uno che parte quei tre livelli di audio più alti per prendere po attenzione. Se questa cosa qui invece viene tramutata in un’esperienza che l’utente percepisce come migliorativo di quel momento di fruizione in quel momento di intrattenimento non cerchiamo tantissimo intrattenimento il gaming che almeno una parte Vendiamo tantissimo contenuto video. Però in questo caso con il fatto che comunque ci sono tantissime persone on line e sono sempre di più sia sugli Internet più tradizionali sia sia sui social. Chiaramente queste persone a cui vanno raggiunte in questa maniera a vanno aggiunte chiaramente maniera smart nel senso che noi e quindi Castro un altro dato utilizziamo regolarmente sei piattaforme social su base settimanale che vuol dire che è l’esperienza che io posso avere su Facebook al netto del fatto che magari la mia sarà diversa dalla tua. Ma quello che io cerco su Facebook magari non certo su Reddit magari non cerco altrove magari non c’è su YouTube quindi la rilevanza della comunicazione sensata e sicuramente è sicuramente da mettere sul piatto della bilancia nel momento in cui si guarda punto vale la pena spendere magari qualcosina di più per raggiungere i famosi CPM quindi il costo per raggiungere un migliaio di persone. Vale la pena raggiungerli anche pagando qualcosina di più. La risposta è sì chiaramente a maggior ragione se fatto con l’obiettivo di rendere quel momento non di interruzioni pubblicitarie dal tradizionale momento arrivò a definirlo esperienziale magari non operoso ma sicuramente di ingaggio interessante.

Luca Viscardi: Ti faccio un’ultima domanda che è relativa a come è cambiato il vostro lavoro in questi anni che sono un po dall’indagine Digital 20 22 perché all’inizio come come sempre quando c’è qualcosa di nuovo c’è l’entusiasmo c’è la facilità di comunicare c’è anche se poi l’incoscienza degli utenti che prendono un po tutto per buono in un primo momento poi. Le dinamiche si cominciano a conoscere ma anche i rischi e quindi cambiano i rapporti tra gli utenti e le piattaforme. Oggi come è cambiato il vostro lavoro proprio in funzione anche del fatto che ci sono utenti un po più smaliziati riconoscono i messaggi magari che non sono sempre immediatamente visibili come pubblicitari. Quanto cambia l’attività oggi di creatività sui social.

Matteo Starri: Ma cambia cambia sicuramente. Ho visto l’evoluzione in questo spazio diciamo grossomodo degli ultimi 12 12 15 anni quindi una visibilità professionale anche da chi proprio da utente e per quella che è la nostra esperienza aziendale abbiamo sicuramente e richieste che sono anche molto più sfidanti sicuramente da parte dei nostri clienti nel senso che una volta sono agli albori era sufficiente era sufficiente fare un po di engagement quindi avevi Life la pagina cresceva e di conseguenza per un match point non particolarmente maturo era sufficiente. Ora sicuramente non è più non è più così. Non è più sufficiente far restare quel tipo di lavoro e per fortuna mi viene da dire che ne sono comunque parte del mio personale lavoro e anche l’attenzione all’efficacia di cui la nostra alla nostra comunicazione di portare dei risultati concreti per quelle che sono attività dei clienti è un settore estremamente interessante per poi efficacia come dire cose diverse dal punto di vista dell’utente è fondamentale la comprensione dell’utente non ha senso che tu devi andare tu per conto di un brand devi andare a intervenire in uno spazio comunicativo dove vigono già delle regole no perché gli utenti comunque interagiscono fra di loro io non posso entrare in un gruppo Facebook o spalancando la porta e urlando devo capire che le regole sono dinamiche che sono magari delle persone specifiche proprio concrete che possono effettivamente aiutarmi a capire quali sono queste regole e capire quali sono le dinamiche di Facebook ma vale anche altrove. Ovviamente come possono essere dei sub sul reddito o dei server dei server su disco. Sicuramente è reso tutto più complesso da una serie di cose tra cui ad esempio la questione privacy tra cui ad esempio che vediamo utilizzo di Adblocker ma che è sicuramente tracciato da diversi anni ma che poi appunto l’attenzione a determinate piattaforme percepite come più sicure non è in un certo senso quindi il telecomando è il caso che ci stavamo prima. Da anni comunicano con questo focus sulla privacy quindi capire le persone è fondamentale ciò che all’interno della nostra Unit fissa censite nello specifico abbiamo un’offerta che si chiama calcio del sacro quindi capire quelle che sono gli aspetti culturali che possiamo l’amico malissimo sfruttare ogni comunicazione. Tutto passa alla comprensione di come una persona non entri resti in un bar senza capire più o meno quelle che sono le dinamiche degli avventori del bar che erano già lì prima di tempo quindi deve arrivare a capire quello che è il terreno se fertile. Bene però arrivare a capire. Ora quindi abbiamo sicuramente degli studi che conduciamo regolarmente questo è fortemente numerico ma il nostro team Forward è anche un buon prodotto che pubblichiamo da diversi anni e che anche quest’anno ha delle dinamiche culturali estremamente interessanti. Ma poi la comprensione del barista il cliente capire chi sono perché sono le persone che ci aiutano a rispondere a capire quali sono le dinamiche comunicative più interessanti è fondamentale senza la comprensione è difficile riuscire a far bene.

Luca Viscardi: E allora grazie per averci aiutato a capire un po di più anche del mondo dei social media oggi grazie a Matteo Richetti insider di Wired social grazie buon lavoro e spero prestissimo.

Matteo Starri: Grazie a te Luca e speriamo prestissimo.


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