Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto.

Luca Viscardi22 Dicembre 2016
Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto.

Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto. E il mio pezzo potrebbe finire qui, perché non ci sono tante altre spiegazioni da dare su un oggetto, che come al solito è entrato  nel frullatore tipico di tutto ciò che ha una mela sopra.

Sapete che in queste occasioni io estraggo i canini, comincio ad avere una sorta di contrazione alla giugulare e mi trasformo in una specie di animale piuttosto aggressivo: non giudico, come al solito, il prezzo.

Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto.

Se 179 euro per l’acquisto di Apple Airpods siano tanti o pochi è una valutazione dei singoli: ognuno di noi ha una percezione del denaro del tutto personale, una valutazione del tutto soggettiva delle passioni e la totale libertà di decidere ciò che conta per sé.

Scusate tutto questo panegirico di filosofia dei poveri, ma leggo commenti on line di chi non ha nemmeno provato i prodotti (non necessariamente gli Airpods…) che mi danno attacchi di pressione alta e piccoli travasi di bile: so che alla mia età avrei dovuto imparare ad ignorarli, ma tutte le volte mi sento complice.

E’ passata una settimana da quando ho cominciato ad usare Apple Airpods e raramente dopo tutto questo tempo ho mantenuto un livello di soddisfazione così alto per un prodotto completamente senza fili.

Una velocissima premessa: parliamo di auricolari senza filo, probabilmente un oggetto che non è fondamentale nella vita dell’uomo moderno, si può sopravvivere senza, nessun medico ordinerà mai di comprarli.

Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto.

Ma se deciderete di farlo, avrete a disposizione quella che (ad oggi) è la miglior soluzione senza fili per la combinazione di tutti i fattori messi insieme.

Torno al tema dei sette giorni di utilizzo: dopo una settimana ho ancora entrambi gli auricolari, non  mi è capitato una volta sola che mi cadessero dalle orecchie mentre li stavo usando, quando li ho usati in modo intenso per lavorare sono arrivato fino alle 19 senza alcun tipo di problema per l’autonomia.

Per intenderci: con gli Icon X di Samsung si ottiene un’autonomia di 45 minuti, con Apple Airpods si arriva quasi a sei. E ancora: mi è capitato più spesso di impigliarmi nel cavo di un auricolare a filo che non di perdere gli Apple Airpods, perché il vero problema della stabilità degli auricolari in ear è dato proprio dal rischio di farli impigliare nel filo che porta al telefono.

Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto.

Tolto il filo, se la posizione nelle orecchie è stabile, non succede niente di niente. Ho provato anche a correre, nulla, non cadono, restano sempre lì. Ho saltato lungo le scale, sono sempre lì.

E l’audio? Buono, molto. Se siete fortunati, perché la forma del condotto auricolare cambia per ciascuno di noi è addirittura strepitoso. Sono avvantaggiati coloro che hanno un condotto leggermente più piccolo. Per chi, come me, ha invece un canale più grande (e largo) si perde un pelo la definizione dei bassi, ma nel complesso siamo davanti ad un livello audio molto buono.

Il vero compromesso sta nei comandi: usare la voce per governare volume e comandi non è sempre il massimo, ma d’altro canto, dove mettere i pulsanti in uno spazio così? Alla fine si è costretti a mettere mano al telefono per comandare le operazioni abituali di volume, cambio tracce e scelta dei contenuti.

Forse è anche questione generazionale, per mio figlio sarebbe più “normale” parlare con Siri, io ho sempre qualche remora in più.

In sintesi: autonomia ok, audio buono, prezzo da Apple. Mi pare che tutto torni, mi tornano meno le pretese di chi vorrebbe in un auricolare da venti grammi l’autonomia delle cuffie che ne pesano 300. Comprendo meno chi vuole auricolari invisibili, che rimangano però attaccati alle orecchie come se fossero incollati.

Sette giorni con Apple Airpods: prodotto strepitoso. Punto.

Ho sempre un approccio molto pragmatico: se prendo un bicchiere di vetro e lo butto a terra, probabilmente si rompe. Posso appellarmi al fatto che sia fallato perché io vorrei che rimbalzasse?

Gli Apple Airpods fanno quello che devono: auricolari per lo smartphone, che funzionano senza il filo, con i limiti fisici (e tecnici) che questo comporta e che inevitabilmente esistono. Pretendere che vengano cancellati per magia, solo perché a noi piacerebbe che capitasse, è un po’ bizzarro.

Questo non vuol dire che gli Apple Airpods vi debbano piacere per forza, anzi. Cosa c’è di più affascinante del diverso modo di vedere e valutare le cose che ci circondano: è pretendere l’impossibile che mi fa sempre sorridere..

Non sono gli Apple Airpods il problema, ma la testa di chi ha i piccoli neuroni che girano al contrario. E per quelli, purtroppo, non basterà un aggiornamento software. Fine polemica. Peace. 🙂


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