Se hai questo telecomando in casa devi solo buttarlo: non potrai più utilizzarlo (mistergadget.tech)
Ci sono strumenti che adoperiamo nella vita quotidiana senza renderci conto che potrebbero poi sparire da un momento all’altro.
Non parliamo dei vecchi cimeli vintage o di cose che abbiamo conservato nei cassetti, ma di qualcosa che stiamo praticamente utilizzando ad oggi e che presto non vedremo più o saranno totalmente inutili. Si tratta di un risvolto per certi versi sorprendente, un cambio di rotta che sembrava incentrato sul minimalismo e sull’adottare elementi sempre più all’avanguardia, e che invece guarda adesso al passato.
In Italia, infatti, è stato deciso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’AGCOM, che a partire dal 2025 ci sia l’obbligo per i produttori di televisori di fornire almeno un telecomando dotato di tutti i tasti. Si parla, sostanzialmente, della tastiera tradizionale che avevamo anche prima sui telecomandi di grossa taglia: quella con tutti i numeri, con tutti i tasti di eventuali nuove piattaforme come Netflix, Sky e simili per lo streaming o per servizi aggiuntivi, ma anche con tutti quelli che sono i tasti “aggiuntivi”, quindi accensione e spegnimento, l’eventuale tasto per parlare, i tasti per accedere al menu e agli altri sistemi di funzionamento.
Addio ai telecomandi senza tasti in Italia
Il problema, infatti, è nato nel momento in cui i telecomandi hanno iniziato a essere sempre più scarni, quindi con pochi tasti, addirittura con quattro o cinque al massimo per richiamare le nuove applicazioni, togliendo però la possibilità di comporre un numero per cercare un canale.
Secondo l’AGCOM la struttura del telecomando deve tornare a quella classica, quindi con tanti bottoni, con tutti i numeri da zero a nove e gli altri aggiuntivi. L’obiettivo è mantenere comunque adeguata visibilità dei canali del digitale terrestre, anche perché bisogna considerare che non tutti vogliono guardare lo streaming o hanno lo streaming, senza considerare che per una persona anziana utilizzare un telecomando privo di numeri diventa praticamente impossibile.
Ovviamente viene imposto di inserire almeno un telecomando, poi se l’azienda all’interno della propria vendita vuole inserire il doppio telecomando, quindi quello completo e quello slim, è libera di farlo, ma in quel caso si tratta appunto di un formato aggiuntivo che poi le persone sono libere o meno di utilizzare. Per alcuni potrebbe sembrare un passo indietro, ma in realtà si tratta di un’integrazione che era necessaria, un ritorno al passato che si è reso però fondamentale per certi versi. Va bene il telecomando intelligente, va bene che oggi si può accendere e spegnere la televisione avendo strumenti alternativi come ad esempio il telefono, ma ci sono delle esigenze di cui bisogna tenere conto ed è chiaro che bisogna guardare in questo senso a una completezza maggiore.
Per quanto riguarda chiaramente le Smart TV in Italia, da giugno 2025 i produttori dovranno attenersi alla direttiva 294/23/CONS. I dettagli principali sono il tastierino numerico e il tasto dedicato al DVB-T, quindi un pulsante che di fatto ci consente di accendere la televisione in senso tradizionale. Poi ci può essere accanto, come avveniva prima, l’eventuale sistema di accensione per altre piattaforme o altri strumenti collegati, ma ci deve essere sempre l’icona nella home page e soprattutto ci devono essere delle condizioni paritarie tra quello che è il formato gratuito e visibile da tutti del digitale terrestre e i formati a pagamento, ovvero lo streaming. Questo non può prendere il sopravvento rispetto alla televisione standard e gratuita che resta comunque a beneficio di tutti i cittadini.