Felice per il 5G, ma preferirei avere un 4G che funziona. Ovunque.

Luca Viscardi16 Giugno 2019

Leggo oggi un sacco di commenti carichi di entusiasmo perché arriva il 5G, tecnologia di trasmissione che fa il suo esordio in un gruppo ristretto di città e porta velocità stellare sui nostri smartphone.

Raccolgo e condivido tutto questo entusiasmo ma non nascondo che lo trovo un “tantino esagerato”.

In primo luogo perché le celle saranno poche e i dispositivi ancora meno, ma soprattutto perché la novità arriva per i soliti noti, Torino, Milano, Roma e dintorni.

Per gli altri se ne riparla dopo la metà del 2020. Cioé tra un anno. Per una copertura significativa dovremo aspettare il 2021.

Dai, siamo seri. Possiamo parlare di rivoluzione oggi? Non credo, soprattutto perché a front dei soliti 4 metri quadrati coperti a velocità stellare, poi c’è Lignano Sabbiadoro, una delle località turistiche più importanti dell’Adriatico, che invece ha metà della sua superficie dove è difficile aprire una pagina web qualunque.

Ben venga la velocità del 5G, ma forse é ora di parlare della qualità della copertura del 4G.

Io con il mio peregrinare continuo in tutta Italia salvo nel complesso TiM e per alcune zone Vodafone, mentre al sud mi pare che Wind si trovi in leggero vantaggio.

Ma come siamo messi rispetto al resto d’Europa, per non parlare del mondo. Ne abbiamo parlato qualche tempo fa, non siamo messi benissimo.

Ma non puntiamo sempre il dito contro gli operatori. Questa qualità è ciò che meritiamo se pensiamo che navigare con lo smartphone valga 5 o 6 euro al mese, mentre mangiare una pizza ne costa 20.

Siamo i primi a giocare al ribasso, perché non dovrebbero farlo gli operatori?

Oggi é il giorno del 5G a Milano e le altre città dove il servizio fa il suo esordio con Vodafone.

Settimana prossima sarà TIM ad annunciare la novità, vedremo dove e con quali condizioni.

Ma se nel frattempo io prendessi il treno tra Milano e Bergamo e trovassi la rete cellulare disponibile sarei felice anche se navigassi a qualche mega di download.

Forse nessuno di chi oggi parla di velocità ha preso un treno negli ultimi anni. Sì sarebbe accorto che più che di 5G oggi dovremmo parlare di portare a tutti non il 4G ma addirittura il 3G.

Perché per correre bisogna prima sapere camminare.


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