Facebook divide le pagine facebook dai post privati

Luca Viscardi24 Ottobre 2017
Facebook divide le pagine facebook dai post privati

Facebook divide le pagine facebook dai post privati in sei paesi, per chi produce contenuti media è il momento di accendere l’allarme rosso.

Per ora non è una decisione definitiva, né un’iniziativa su larga scala, ma siamo comunque di fronte ad un test che viene portato avanti in sei paesi diversi, tra cui la Slovacchia.

Gli altri paesi sono Bolivia, Guatemala, Sri Lanka, Cambogia e Serbia.

Le pagine facebook sono state separate completamente dai post privati e adesso appaiono in una zona che si chiama “Explore Feeds” molto diversa e molto distante dalla bacheca “organica”, quella cioè in cui appaiono i post dei clienti “privati”.

Facebook divide le pagine facebook dai post privati: pagare per essere visti

Cosa significa tutto questo? Che per le aziende  sarà impossibile far vedere i propri contenuti, se non pagando; il trend che era cominciato tempo fa adesso viene esploso alla massima potenza. Se prima la visualizzazione organica delle pagine era stata ridotta al minimo, nei paesi in cui viene fatto questo esperimento le pagine sono addirittura separate dalle bacheche e la loro visualizzazione avviene solo su base volontaria, andando a cliccare su una zona diversa del sito di Facebook, che ovviamente è ben nascosta per evitare che ci si arrivi accidentalmente.

Insomma, un vero agguato alle aziende dopo che per anni sono state uno dei “drivers” della crescita del social network, concentrando un sacco di sforzi promozionali verso la piattaforma, indirizzando i propri utenti verso un uso più assiduo e costante.

Facebook divide le pagine facebook dai post privati: succederà anche su Instagram?

Non ci sono dubbi, accadrà. E’ solo questione di “quando” e non di “se”. Non a caso, il social network delle foto sta spingendo in modo molto forte per separare gli account privati da quelli aziendali, perché il passo successivo sarà troncare drasticamente la viabilità degli account business.

D’altro canto, Facebook non è mai nata come un’azienda di beneficenza ed è normale che dopo un periodo di investimento per attirare i “clienti”, adesso arrivi il momento di monetizzare.

Ma cosa succederà agli altri media? Nei paesi in cui la separazione è attiva il traffico per i creatori dei contenuti è crollato del 70%.

Insomma, ne resterà uno solo. Ma siamo così sicuri che tutto questo potere nelle mani di una sola piattaforma sia un bene per noi utenti?

 

 


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