Indice
- Cosa racconta il Sole 24 Ore
- La nostra esperienza: cinque giga sul sito, zero fibra a casa
- Mappa ufficiale della banda ultra larga: coperti, ma solo sulla carta
- Fibra disponibile ma non attivabile: cosa può fare l’utente
- Soldi pubblici e lavori incompleti: chi controlla?
- Cosa sappiamo / Cosa non sappiamo
- Domande frequenti su Fibra FTTH
Il Sole 24 Ore ha dedicato un’inchiesta firmata da Carmine Fotina a un problema che conosce chiunque abbia provato a cambiare operatore. Il titolo è già una sintesi: “Fibra ottica, l’odissea delle attivazioni: la rete c’è, ma gli utenti restano al palo”.
Noi di MisterGadget.Tech ne abbiamo scritto più volte in passato. Eppure la questione continua a scivolare via senza che nessuno la affronti davvero. A un osservatore neutrale, il quadro potrebbe sembrare qualcosa di molto vicino a un comportamento truffaldino. Usiamo il condizionale con cura, ma le domande sono legittime.
Cosa racconta il Sole 24 Ore
L’articolo mette in fila i numeri, a partire da quelli dell’Agcom, che fotografano il divario tra la copertura (i civici e le unità immobiliari teoricamente raggiunti dalla fibra) e il take up, cioè l’adozione effettiva del servizio.
Le soluzioni proposte dagli operatori sono molto diverse tra loro:
- banche dati più aggiornate;
- procedure di KO migliori, cioè quelle che gestiscono le attivazioni respinte;
- maggiore puntualità dei wholesaler;
- lo switch off obbligatorio rame-fibra, che suggerisce Open Fiber;
- le iniziative con i Comuni che FiberCop vuole estendere per installare gratis la borchia ottica dentro casa.
Alcuni operatori invitano a leggere il fenomeno in modo più ampio. Gli accessi FTTH sono cresciuti di quasi il 20% a marzo 2026 rispetto a un anno prima, mentre gli accessi FTTC sono calati del 9%.
Ma le segnalazioni che arrivano dagli utenti, nota il quotidiano, parlano soprattutto di difficoltà tecniche e di proposte mai ricevute dagli operatori.
Un’altra fotografia arriva dall’analisi Idate, ripresa dal Giornale d’Italia. La FTTH raggiunge quasi il 78% delle famiglie italiane, ma il rapporto tra abbonamenti e immobili raggiunti si ferma al 29,9%. Siamo al quintultimo posto in Europa. La stessa testata richiama il nodo di quasi 6 miliardi di euro di contributi pubblici.
Va detto, per onestà, che il take up basso non dipende solo dalle attivazioni bloccate: c’è anche chi resta volontariamente sulla FTTC. Ma una parte del problema è molto concreta, e la stiamo vivendo.
La nostra esperienza: cinque giga sul sito, zero fibra a casa
Da qualche settimana stiamo provando a cambiare fornitore di fibra, passando a un operatore che si appoggia all’infrastruttura Open Fiber. Inseriamo l’indirizzo sul sito e il servizio risulta attivo, con una velocità di 5 Gbit/s. La prima reazione è di entusiasmo.
Sono passati quasi 40 giorni dalla prima richiesta di installazione. Arrivano con regolarità messaggi automatici di aggiornamento, in cui l’operatore dice di essere al lavoro per risolvere “alcuni temi tecnici”. Di tecnici veri, però, nemmeno l’ombra.
Non è la prima volta. È probabilmente la terza o quarta volta che facciamo lo stesso tentativo, anche solo per vedere come va a finire. Il finale è sempre lo stesso: dopo un lungo periodo di messaggi che promettono un aggiornamento imminente, l’installazione viene rifiutata e ci rimborsano quanto pagato per l’installazione.
C’è un piccolo dettaglio: tutto questo non accade in una località remota di una valle alpina, ma nel cuore di una delle città della Lombardia, Bergamo, a cento metri da un’infrastruttura essenziale come lo stadio.
Mappa ufficiale della banda ultra larga: coperti, ma solo sulla carta
Il dettaglio più curioso è un altro. Se consultiamo la mappa ufficiale della banda ultra larga, quella zona risulta coperta da entrambi gli operatori, FiberCop e Open Fiber.
Come ha scritto più volte anche la testata Dday, la situazione è uguale in tutta Italia. E allora la domanda è inevitabile: perché? Se una rete risulta completata e collaudata ma poi non si riesce ad attivare nessun servizio, qualcosa nel meccanismo non torna.
Fibra disponibile ma non attivabile: cosa può fare l’utente
Non esiste una bacchetta magica, ma qualche mossa aiuta:
- Chiedete all’operatore il motivo preciso del KO, possibilmente per iscritto.
- Verificate la copertura anche sul sito dell’altro operatore di rete (FiberCop o Open Fiber).
- Segnalate il caso ad Agcom e al Corecom regionale.
- Se la copertura mobile è buona, valutate una soluzione FWA o 5G come ripiego.
Sono rimedi per il singolo. Il problema, però, è di sistema.
Soldi pubblici e lavori incompleti: chi controlla?
Se una rete è stata realizzata, almeno in parte, con denaro pubblico, cioè con soldi di tutti noi, ma non è utilizzabile, qualcuno ha fatto un lavoro non completato. Eppure quel lavoro, in molti casi, è stato pagato.
E allora: chi ha verificato che i lavori fossero davvero terminati? Chi ha dato il via libera ai pagamenti?
C’è poi un paradosso che abbiamo letto negli ultimi mesi. Spesso i sindaci lamentano che gli operatori di rete aprono cantieri senza permessi preventivi e senza preavviso, lasciando strade comunali con ripristini approssimativi, tutto in nome dell’urgenza di posare la fibra. Se c’è tanta fretta di scavare, com’è possibile che nessuno controlli se l’installazione è stata portata a termine?
Per ora, nessuna risposta.
Cosa sappiamo / Cosa non sappiamo
Cosa sappiamo
- Il Sole 24 Ore ha documentato il divario tra copertura e attivazioni effettive della fibra, con dati Agcom.
- Gli accessi FTTH crescono (quasi +20% a marzo 2026 su base annua) e quelli FTTC calano (-9%).
- Secondo l’analisi Idate, il take up FTTH si ferma al 29,9% dei civici raggiunti.
- Sul sito di un operatore basato su Open Fiber il nostro indirizzo risulta coperto a 5 Gbit/s, ma l’installazione è ferma da quasi 40 giorni.
- La mappa ufficiale indica la zona come coperta da FiberCop e Open Fiber.
Cosa non sappiamo
- Quanti indirizzi risultino coperti sulla carta ma non siano realmente attivabili.
- Chi controlli il completamento dei lavori finanziati con fondi pubblici.
- Perché le attivazioni vengano rifiutate dopo settimane di messaggi automatici.
- Se esistano verifiche indipendenti sui collaudi.
Domande frequenti su Fibra FTTH
La copertura indica che la rete passa nelle vicinanze, non che l’ultimo tratto verso casa sia pronto. Banche dati disallineate, ostacoli nell’edificio o ordini respinti (i KO) possono bloccare l’installazione.
La FTTH porta la fibra fino dentro casa. Nella FTTC la fibra arriva all’armadio in strada e l’ultimo tratto resta in rame, con prestazioni inferiori.
Potete rivolgervi all’Agcom e al Corecom della vostra regione, oltre a chiedere per iscritto all’operatore il motivo del rifiuto.
