Indice
- Il DNA drone applicato al pavimento di casa
- Sensori e riconoscimento ostacoli
- Potenza di aspirazione e adattamento agli scenari
- Il braccio robotico: più copertura sui bordi
- Gambe robotiche per superare gli ostacoli
- Base station autopulente per 365 giorni
- Spazzole DualSweep contro i grovigli di capelli
- Rumorosità ridotta
- Local Data Mode: la privacy prima di tutto
- DJI Romo P2 contro DJI Romo P: cosa cambia davvero
- Prezzi e disponibilità
- Cosa sappiamo e cosa no
- Domande frequenti su DJI Romo P2
DJI non nasce come azienda di elettrodomestici, e infatti lo rivendica apertamente: Romo P2 è il robot aspirapolvere che porta in salotto vent’anni di lavoro sui sistemi di percezione sviluppati per i droni.
Il risultato è una macchina pensata per risolvere il problema più frustrante della categoria, quello del robot che si blocca sotto un mobile o resta impigliato in un cavo lasciato a terra.
In questo articolo trovi la scheda tecnica completa di Romo P2 spiegata in modo chiaro, e il confronto punto per punto con Romo P, il modello che lo precede in gamma.
Il DNA drone applicato al pavimento di casa
Il punto di partenza tecnico di Romo P2 non è casuale. DJI applica alla pulizia domestica gli stessi principi di navigazione autonoma sviluppati per l’aviazione: riconoscimento in tempo reale di ostacoli in movimento, fusione di più sensori per restare stabili in condizioni difficili, algoritmi di percezione allenati su una scala di dati che un’azienda nata come produttore di elettrodomestici difficilmente potrebbe replicare.
Sul pavimento questo si traduce in un sensing millimetrico capace di distinguere un cavo sottile da una gamba di sedia, ed evitarli entrambi senza fermarsi.
Sensori e riconoscimento ostacoli
Il sistema di percezione di Romo P2 si chiama Intelligent Obstacle Sensing 2.0 e integra un sensore 3D ToF che copre la parte frontale, i lati e il retro del robot, abbinato a due fotocamere RGB e ad algoritmi proprietari DJI per ottenere una percezione omnidirezionale a livello millimetrico.
Una delle novità più utili riguarda gli oggetti trasparenti: porte di vetro, vasi, specchi, liquidi trasparenti o sacchetti di plastica vengono riconosciuti in anticipo, con il robot che pianifica un percorso alternativo invece di andarci a sbattere o, peggio, provare a pulirli.
A supporto della visione arriva anche una luce di rilevamento polvere posizionata in basso, capace di illuminare fino a 2.000 centimetri quadrati di superficie con un angolo studiato per non disturbare persone e animali domestici, ma sufficiente a migliorare la precisione nel riconoscere lo sporco fine anche in ambienti poco illuminati.
Il sistema, inoltre, continua ad allenarsi tramite intelligenza artificiale, arrivando a riconoscere ostacoli mai incontrati prima per analogia con quelli già mappati, oltre a intercettare cavi sottili fino a 2 millimetri.
Potenza di aspirazione e adattamento agli scenari
Romo P2 dichiara 36.000 Pa di aspirazione, un salto netto rispetto ai modelli con sensing tradizionale della gamma.
La potenza però non è fissa: un sistema di piastra pressurizzata intelligente interviene in automatico quando il robot riconosce un tappeto, abbassandosi per aderire meglio alla superficie e creare una struttura semi-chiusa che aumenta il livello di aspirazione nella cavità, mentre in presenza di detriti riduce velocità di spostamento e delle spazzole laterali per non disperdere lo sporco.
Il vero elemento distintivo è però il riconoscimento automatico dello scenario, con un’accuratezza dichiarata del 99%.
Il robot identifica autonomamente sei situazioni diverse (zona con peli di animali, polvere accumulata sotto letti o balconi, corridoi stretti, tappeti, liquidi versati e macchie ostinate in cucina) e adatta di conseguenza velocità, pressione e strategia di pulizia, passando ad esempio a una modalità sgrassante specifica per la cucina o a un percorso quadrato per il lavaggio dei liquidi, pensato per non attraversare mai la zona bagnata ed evitare la contaminazione incrociata.
Il braccio robotico: più copertura sui bordi
Romo P2 monta un braccio robotico ad estensione esterna con angolo di apertura di 123 gradi, guidato da un LiDAR ToF dedicato che gli permette di muoversi in autonomia evitando collisioni e incastri.
La distanza totale di estensione arriva a 12,4 centimetri, contro i 4,6 centimetri di un braccio tradizionale a 68 gradi, per una copertura aggiuntiva di 7,8 centimetri rispetto alla generazione precedente. Nella pratica significa pulizia effettiva sotto il bordo del frigorifero, attorno alle gambe dei tavoli e nell’angolo retto tra due pareti, con un’efficienza di pulizia sull’intera casa migliorata di circa il 30% a parità di copertura.
Nei test interni DJI, la modalità standard di Romo P2 completa il 100% della copertura in 163 secondi, contro i 242 secondi della modalità di pulizia profonda della generazione precedente.
Gambe robotiche per superare gli ostacoli
Uno dei limiti storici dei robot aspirapolvere è restare bloccati contro una soglia, un dislivello o un tappeto spesso.
Romo P2 risolve il problema con gambe meccaniche capaci di superare ostacoli a singolo strato fino a 4 centimetri e a doppio strato fino a 8,5 centimetri, il che si traduce nella possibilità di attraversare balconi, soglie, gradini multipli o porte scorrevoli senza restare incastrato.
Il robot riconosce in anticipo la presenza di un dislivello e solleva le gambe in modo proattivo, e sui tappeti solleva la parte posteriore del corpo per evitare di trascinarli.
Chi preferisce può anche scegliere manualmente tra due modalità di superamento ostacolo: passo singolo, più silenzioso, oppure passo sincronizzato su entrambe le gambe, per la massima prestazione.
Base station autopulente per 365 giorni
La base di ricarica di Romo P2 adotta una tecnologia di autopulizia ad alta temperatura pensata per restare priva di manutenzione fino a 365 giorni.
Il merito è di un materiale interno definito microcristallino anti-sporco, con uno strato nanometrico sulla superficie che impedisce alle macchie di penetrare o infiltrarsi.
La base integra anche un foro di scarico da 16 millimetri, più ampio della media di categoria, con un flusso d’acqua ad alta pressione a quattro vieche risciacqua rapidamente sia il panno sia la base stessa, e non richiede filtri da rimuovere manualmente.
Il panno per il lavaggio dei pavimenti viene inzuppato e lavato in automatico con acqua calda, con soluzione detergente applicata senza intervento manuale, per un risultato che DJI descrive come superiore al lavaggio a mano.
La base si occupa anche dell’asciugatura completa e della deodorizzazione, così da eliminare l’odore alla fonte invece di limitarsi a mascherarlo.
Spazzole DualSweep contro i grovigli di capelli
Chi convive con capelli lunghi o peli di animali conosce il problema dei grovigli attorno alla spazzola centrale.
Romo P2 adotta un design DualSweep, con due spazzole laterali sfalsate di 120 gradi che garantiscono copertura completa, più una sovrapposizione tra spazzola laterale e spazzola centrale pensata per rimuovere in automatico i filamenti che si accumulano alle estremità, migliorando le prestazioni anti-groviglio su tutto il corpo del robot.
Rumorosità ridotta
Romo P2 utilizza 32 tipi diversi di materiali fonoassorbenti, distribuiti dal motore fino alla bocchetta d’uscita dell’aria, insieme a più pannelli insonorizzanti e camere di smorzamento.
Il risultato dichiarato è una riduzione dell’energia sonora dell’85%, con un rumore operativo che scende fino a 38 decibel in modalità solo lavaggio pavimenti, un livello che non dovrebbe disturbare né un pisolino né un animale domestico in casa.
Local Data Mode: la privacy prima di tutto
Romo P2 integra la Local Data Mode, la stessa tecnologia di sicurezza nata sui droni DJI, che consente di far funzionare il robot interamente offline, senza connessione ai server DJI.
DJI la definisce un’esclusiva di categoria: nessun altro robot aspirapolvere sul mercato offrirebbe la stessa modalità.
In Local Data Mode restano disponibili tutte le funzioni essenziali, dall’avvio e la gestione delle pulizie fino al lavaggio del panno, il controllo dello stato della batteria e la gestione delle mappe multi-piano, con la possibilità di disattivare la funzione fotocamera per il controllo remoto e la memorizzazione delle immagini scattate durante il riconoscimento ostacoli.
DJI Romo P2 contro DJI Romo P: cosa cambia davvero
Il salto generazionale rispetto a DJI Romo P riguarda quasi ogni aspetto tecnico del robot. Il sensing degli ostacoli passa da un rilevamento millimetrico di base a Intelligent Obstacle Sensing 2.0 con riconoscimento degli oggetti trasparenti.
La potenza di aspirazione sale da 25.000 a 36.000 Pa, un incremento del 44%, con l’aggiunta della piastra pressurizzata che porta fino al 30% in più di raccolta polvere sui tappeti. Il braccio per la pulizia dei bordi passa da un design a doppio braccio fisso a un braccio singolo estensibile a 123 gradi, con 7,8 centimetri di copertura aggiuntiva e un miglioramento dell’efficienza sull’intera casa del 30%.
Il superamento ostacoli fa il balzo più netto: da 2,5 centimetri a 8,5 centimetri a doppio strato, un incremento del 240%.
Anche la base di autopulizia cambia approccio, passando dal lavaggio a getto d’acqua ad alta pressione con 200 giorni di autonomia dalla manutenzione alla autopulizia ad alta temperatura con 365 giorni, un miglioramento dell’82,5%.
La riduzione del rumore sale dall’80% all’85%. Resta invariata la dotazione base sul fronte della pulizia, con soluzione detergente e deodorante per pavimenti e asciugatura del contenitore raccoglipolvere, mentre Romo P2 aggiunge anche la luce UV per il sacchetto della polvere, assente sul modello precedente.
Prezzi e disponibilità
Il DJI ROMO 2 è in arrivo per l’ordine su store.dji.com e presso i rivenditori autorizzati a partire da settembre, nelle seguenti configurazioni:
- DJI ROMO Combo Clean More – a partire da 1349 EUR
- DJI ROMO P2 (versione con serbatoio d’acqua) – da 1299 EUR
- DJI ROMO A2 (versione con serbatoio d’acqua) – da 1199 EUR
Sul mercato arriva anche il modello ROMO A2, che si distingue per un design più ordinario, senza trasparenze.
Cosa sappiamo e cosa no
Cosa sappiamo: la scheda tecnica completa relativa a sensori, potenza di aspirazione, braccio robotico, gambe per il superamento ostacoli, base di autopulizia, riduzione del rumore e Local Data Mode; le differenze puntuali rispetto a Romo P; l’esistenza in gamma anche delle varianti Romo A2 e Romo A, pensate per un posizionamento diverso.
Cosa non sappiamo: Quali partner italiani venderanno i prodotti DJI Romo nei negozi fisici.
Domande frequenti su DJI Romo P2
Quanta potenza di aspirazione ha Romo P2? DJI dichiara 36.000 Pa, contro i 25.000 Pa del modello Romo P precedente, un incremento del 44%.
Romo P2 riesce a superare soglie e dislivelli? Sì. Grazie alle gambe robotiche meccaniche supera ostacoli a singolo strato fino a 4 centimetri e a doppio strato fino a 8,5 centimetri, contro i 2,5 centimetri della generazione precedente.
Ogni quanto va pulita la base di ricarica di Romo P2? La base utilizza un’autopulizia ad alta temperatura che DJI dichiara priva di manutenzione fino a 365 giorni, contro i 200 giorni del modello Romo P.
Romo P2 può funzionare senza connessione internet? Sì, tramite la Local Data Mode, la stessa tecnologia di sicurezza nata sui droni DJI, che permette un funzionamento interamente offline.
Che differenza c’è tra Romo P2 e Romo P? Le differenze principali riguardano potenza di aspirazione (36.000 contro 25.000 Pa), superamento ostacoli (8,5 contro 2,5 centimetri), copertura del braccio robotico (+7,8 centimetri), autonomia della base di autopulizia (365 contro 200 giorni) e il riconoscimento degli oggetti trasparenti, assente sul modello precedente.
