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Perché alcune persone soffrono di più il mal d’auto sulle auto elettriche? Silenzio, accelerazioni e frenata rigenerativa possono influenzare la cinetosi.
Il mal d’auto potrebbe essere più frequente o intenso a bordo di alcune auto elettriche. Non è una conseguenza diretta del motore a batteria, ma di alcune caratteristiche della guida elettrica che possono modificare il modo in cui il cervello interpreta accelerazioni e decelerazioni.
La condizione è conosciuta in medicina come cinetosi e nasce soprattutto quando le informazioni ricevute dagli occhi non coincidono con quelle rilevate dall’orecchio interno, che gestisce l’equilibrio.
È il motivo per cui un passeggero può iniziare a sentirsi male durante un viaggio. Gli occhi vedono un abitacolo apparentemente fermo, mentre il sistema vestibolare registra curve, accelerazioni e frenate. Il cervello deve quindi gestire informazioni che non coincidono e possono comparire nausea, vertigini, sudorazione fredda e malessere. Con le auto elettriche alcune di queste condizioni possono diventare più evidenti.
Il silenzio delle auto elettriche può confondere il cervello
Uno dei cambiamenti più evidenti rispetto alle automobili con motore termico riguarda rumore e vibrazioni.
Un’auto elettrica è generalmente molto più silenziosa e trasmette meno vibrazioni all’abitacolo. Per il conducente questo non rappresenta necessariamente un problema, perché chi guida conosce la traiettoria e può anticipare accelerazioni, curve e frenate. Il passeggero, invece, deve semplicemente reagire ai movimenti dell’auto.
Un’accelerazione improvvisa accompagnata da un abitacolo molto silenzioso può quindi fornire al cervello meno segnali anticipatori rispetto a quanto avviene su una vettura tradizionale. Il corpo percepisce il movimento, ma alcuni degli stimoli normalmente associati a quel movimento sono ridotti.
Secondo quanto riportato nella fonte, alcuni studi hanno rilevato una possibile maggiore intensità della cinetosi sulle auto elettriche, con differenze comprese tra il 10 e il 30% in determinate condizioni. Non significa che un’auto elettrica provochi automaticamente nausea, ma che alcune sue caratteristiche possono favorire il disturbo in determinate persone.
Il problema può essere maggiore sui sedili posteriori
Anche la posizione all’interno dell’auto continua ad avere un peso importante. Il sedile posteriore può risultare particolarmente problematico, soprattutto quando si percorrono strade tortuose caratterizzate da continue variazioni di direzione, accelerazioni e frenate.
Il passeggero che non può osservare facilmente la strada ha infatti meno possibilità di anticipare ciò che sta per accadere. A questo si aggiunge un’altra caratteristica delle auto elettriche: la frenata rigenerativa.
Quando è particolarmente intensa, il semplice rilascio dell’acceleratore può provocare una decelerazione significativa. Nelle modalità di guida basate sul cosiddetto One Pedal, per esempio, l’auto può rallentare sensibilmente senza che il conducente debba premere immediatamente il pedale del freno.
Chi guida conosce perfettamente questa risposta. Il passeggero, invece, può percepirla come un rallentamento improvviso.
E la situazione può diventare ancora più fastidiosa se durante il viaggio si guarda uno smartphone o un altro schermo, perché gli occhi ricevono ancora meno informazioni utili sul movimento dell’auto.
La coppia istantanea può aumentare la sensazione di nausea
C’è poi un altro elemento caratteristico della propulsione elettrica: la coppia disponibile immediatamente.
Un motore elettrico può fornire una risposta molto rapida all’acceleratore senza dover aumentare progressivamente il regime di rotazione come avviene in un motore termico. Il risultato è una spinta che può arrivare rapidamente.
Per il conducente può essere una delle caratteristiche più piacevoli di un’auto elettrica. Per il passeggero, soprattutto se non è abituato, può invece rappresentare uno stimolo improvviso.
Il problema può essere ancora più evidente sulle vetture particolarmente potenti, dove la risposta dell’acceleratore può produrre accelerazioni molto rapide.
Per questo alcuni costruttori permettono di modificare la risposta della vettura attraverso modalità di guida differenti. Le impostazioni Eco o Chill, quando disponibili, possono rendere più progressiva l’erogazione e ridurre l’intensità della frenata rigenerativa. L’obiettivo è semplice: rendere il movimento più prevedibile e fluido.
I costruttori stanno cercando nuovi rimedi
Il problema della cinetosi non riguarda soltanto la taratura dell’acceleratore. La ricerca sta valutando anche soluzioni in grado di fornire al cervello informazioni aggiuntive sul movimento dell’auto. Tra quelle considerate ci sono illuminazione ambientale, segnali acustici e micro-vibrazioni integrate nei sedili.
Il principio alla base è sempre lo stesso: ridurre la differenza tra ciò che gli occhi vedono e ciò che il sistema vestibolare percepisce.
In futuro l’auto potrebbe quindi cercare di anticipare al passeggero ciò che sta per succedere, fornendo segnali prima di una curva, di un’accelerazione o di una frenata. Ma potrebbe esserci anche una soluzione molto più semplice: l’abitudine.
Il cervello è in grado di adattarsi a nuovi stimoli. Con il tempo, chi utilizza regolarmente un’auto elettrica può imparare a interpretare in modo diverso le accelerazioni e le decelerazioni tipiche di questo tipo di vetture.
Il mal d’auto, quindi, non è necessariamente un nuovo problema delle elettriche. È piuttosto una conseguenza possibile di un’esperienza di movimento diversa, nella quale silenzio, risposta immediata del motore e frenata rigenerativa modificano gli stimoli a cui il nostro cervello era abituato.
E per alcuni passeggeri potrebbe essere sufficiente cambiare modalità di guida, ridurre la rigenerazione o semplicemente abituarsi alla nuova esperienza per rendere il viaggio molto più piacevole.
