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Gli smartphone economici sono sempre più costosi da produrre. Memorie DRAM e NAND fanno salire i prezzi e mettono in crisi la fascia entry-level.
Il mercato degli smartphone economici sta entrando in una fase sempre più complicata. L’aumento dei costi delle memorie sta spingendo verso l’alto il prezzo dei componenti e la fascia bassa è quella che fatica maggiormente ad assorbire il colpo. Negli Stati Uniti, i dati del secondo trimestre 2026 mostrano infatti un forte calo delle vendite dei modelli più economici.
Secondo il report di Counterpoint Research, nel trimestre le vendite complessive di Apple, Samsung, Motorola e Google sono diminuite del 4% su base annua. Il resto del mercato ha però registrato una contrazione molto più pesante, pari al 45%. Una differenza che evidenzia quanto i grandi produttori siano in una posizione migliore per assorbire almeno parte dell’aumento dei costi.
La fascia sotto i 100 dollari è quella più colpita
Il dato più significativo riguarda gli smartphone entry-level, cioè i modelli con un prezzo inferiore ai 100 dollari. Negli Stati Uniti le vendite di questa categoria sono crollate di quasi il 65% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La contrazione ha favorito soprattutto Samsung e Motorola nel mercato degli smartphone prepagati, mentre i produttori più piccoli si sono trovati a dover affrontare una situazione molto più difficile.
Il problema nasce soprattutto dall’aumento dei costi delle memorie DRAM e NAND, componenti fondamentali per qualsiasi smartphone. Quando il margine disponibile è molto ridotto, come accade sui dispositivi economici, anche un aumento dei costi relativamente contenuto può avere un impatto importante sul prezzo finale.
Produrre uno smartphone economico costa molto di più
I numeri di Counterpoint aiutano a capire la portata del problema. Nel secondo trimestre del 2026, il costo dei componenti di uno smartphone di fascia bassa con caratteristiche comparabili a quelle dell’anno precedente è aumentato del 70%. Per la fascia media l’incremento è stato invece del 52%.
Si tratta di una situazione particolarmente delicata perché i produttori di smartphone economici hanno meno margine per intervenire. Aumentare troppo il prezzo significa rendere il dispositivo meno competitivo, mentre mantenere invariato il listino comporta una riduzione dei margini.
Per i grandi produttori il problema è diverso. Aziende come Samsung e Apple possono contare su una gamma più ampia e su margini maggiori nei segmenti premium, che permettono di assorbire più facilmente una parte dei rincari.
I rincari potrebbero arrivare anche sugli smartphone più costosi
La crisi delle memorie non riguarda comunque soltanto la fascia bassa. L’aumento dei costi dei componenti sta interessando l’intero mercato e potrebbe avere conseguenze anche sui dispositivi di fascia alta.
Secondo Counterpoint, Apple potrebbe aumentare i prezzi della futura gamma iPhone 18, soprattutto dei modelli Pro. Negli Stati Uniti l’azienda ha mantenuto invariati i prezzi degli iPhone nel secondo trimestre, ma ha già applicato aumenti ai listini di Mac e iPad in altri mercati.
La situazione è quindi molto diversa a seconda della fascia di mercato. Un aumento di prezzo su uno smartphone premium può essere più facilmente assorbito dal consumatore, mentre anche poche decine di dollari in più possono rendere molto meno interessante un dispositivo entry-level.
Gli smartphone economici rischiano di diventare sempre meno convenienti
Il problema potrebbe quindi modificare gradualmente la struttura del mercato. Se produrre uno smartphone economico costa sempre di più, i produttori hanno davanti a sé poche alternative: aumentare i prezzi, ridurre le specifiche oppure abbandonare parte della fascia più bassa.
I dati statunitensi mostrano già quanto il fenomeno possa essere significativo. Il crollo delle vendite degli smartphone sotto i 100 dollari suggerisce che, in questo segmento, il prezzo rimane un fattore determinante e che i consumatori reagiscono rapidamente anche a variazioni relativamente contenute.
La crisi delle memorie rischia quindi di trasformare quello che per anni è stato il segmento più accessibile del mercato. Gli smartphone economici potrebbero diventare meno numerosi, più costosi o più compromessi, mentre i grandi produttori potrebbero rafforzare ulteriormente la propria posizione.
E il problema non sembra destinato a riguardare soltanto chi compra il telefono più economico: se i costi di DRAM e NAND continueranno a pesare sui produttori, i rincari potrebbero progressivamente raggiungere anche le fasce superiori del mercato.
