Indice
- Perché Windows può metterci troppo ad avviarsi
- Il primo comando: DISM /RestoreHealth
- Il secondo comando elimina i componenti obsoleti
- Il terzo comando: SFC /scannow
- I tre comandi possono essere eseguiti insieme
- Attenzione: non velocizzano tutto Windows
- Se Windows continua ad avviarsi lentamente
- Qual è la cosa importante?
Windows si avvia lentamente? Ecco come usare DISM e SFC per controllare e riparare i file di sistema senza installare programmi.
Se Windows impiega troppo tempo ad avviarsi, non significa necessariamente che il PC sia diventato vecchio o che sia arrivato il momento di cambiare SSD. In molti casi il rallentamento può dipendere da file di sistema danneggiati, componenti corrotti o residui accumulati durante gli aggiornamenti. Prima di pensare a un intervento hardware, quindi, vale la pena provare alcuni strumenti già integrati nel sistema operativo di Microsoft.
Windows mette infatti a disposizione DISM e SFC, due utility progettate proprio per individuare e correggere problemi nei file che compongono il sistema. Utilizzarle richiede soltanto il Prompt dei comandi o PowerShell con privilegi di amministratore e non comporta l’installazione di programmi aggiuntivi.
La procedura non promette miracoli e non trasformerà un vecchio computer in un PC nuovo, ma può essere utile quando il problema riguarda effettivamente l’integrità dei componenti di Windows.
Perché Windows può metterci troppo ad avviarsi
Il processo di accensione di un PC Windows è composto da diverse fasi. Si parte dal firmware UEFI o BIOS, per passare al Boot Manager, al kernel di Windows, al Session Manager e infine all’ambiente desktop.
Durante questa sequenza il sistema deve caricare numerosi file, componenti e driver. Se qualcosa è stato modificato, danneggiato o corrotto, Windows può tentare di recuperarlo prima di completare l’avvio.
Il risultato può essere un computer che rimane per diversi secondi sulla schermata di caricamento oppure impiega molto più tempo del normale prima di mostrare il desktop.
Tra gli elementi che possono contribuire al problema ci sono anche file residui e componenti non più necessari rimasti dopo aggiornamenti precedenti. Prima di intervenire sull’hardware, quindi, può avere senso verificare lo stato del sistema operativo.
Il primo comando: DISM /RestoreHealth
Il primo strumento da utilizzare è DISM, acronimo di Deployment Image Servicing and Management. Per eseguirlo bisogna aprire il Prompt dei comandi come amministratore oppure PowerShell con privilegi elevati e digitare:
DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth
Questo comando analizza l’immagine di Windows attualmente in uso e cerca eventuali problemi nei componenti del sistema. L’operazione può richiedere diversi minuti. Durante la procedura è quindi normale che il computer sembri occupato o che l’avanzamento proceda lentamente.
L’obiettivo è individuare eventuali discrepanze e ripristinare i componenti danneggiati, utilizzando le risorse disponibili tramite Windows Update quando necessario. Una volta completata l’operazione, è possibile passare al secondo comando.
Il secondo comando elimina i componenti obsoleti
Il secondo intervento riguarda ancora DISM e serve a effettuare una pulizia dei componenti ormai superati. Il comando è:
DISM /Online /Cleanup-Image /StartComponentCleanup
Windows conserva infatti diversi componenti necessari alla gestione degli aggiornamenti e delle versioni precedenti del sistema. Con il tempo, questi dati possono accumularsi e occupare spazio sul disco.
Il comando StartComponentCleanup permette di eliminare componenti obsoleti che non sono più necessari. Anche in questo caso non bisogna aspettarsi un risultato immediato o necessariamente evidente. La procedura serve soprattutto a mantenere più ordinata l’installazione di Windows e può essere utile quando il sistema ha accumulato nel tempo una quantità significativa di componenti non più utilizzati.
Il terzo comando: SFC /scannow
Dopo DISM arriva il momento di utilizzare System File Checker, meglio conosciuto come SFC. Il comando da digitare è:
sfc /scannow
In questo caso Windows esegue una scansione dei file di sistema protetti e verifica che siano integri. Se vengono trovati file danneggiati, modificati oppure mancanti, Windows può sostituirli con una copia corretta.
È un passaggio particolarmente importante perché permette di verificare direttamente l’integrità dei file utilizzati dal sistema operativo.
Anche SFC può richiedere diversi minuti. È quindi consigliabile non interrompere la procedura e lasciare che Windows completi la scansione.
I tre comandi possono essere eseguiti insieme
Chi vuole effettuare l’intera procedura può eseguire i tre comandi uno dopo l’altro, senza dover installare alcun programma. La sequenza consigliata è quindi:
DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth
DISM /Online /Cleanup-Image /StartComponentCleanup
sfc /scannow
È importante eseguire il Prompt dei comandi con i privilegi di amministratore. Senza le autorizzazioni necessarie, alcune operazioni potrebbero non essere eseguite correttamente. La durata complessiva dipende dal computer, dallo stato dell’installazione di Windows e dalla quantità di componenti da analizzare o ripristinare. Meglio quindi avviare la procedura quando il PC non deve essere utilizzato immediatamente.
Attenzione: non velocizzano tutto Windows
C’è però una distinzione importante da fare. Questi comandi non sono una sorta di “turbo” per Windows. Se il computer funziona normalmente dopo l’avvio ma è semplicemente lento nella fase iniziale, la procedura può avere senso soprattutto per verificare e riparare eventuali problemi dell’installazione.
Non bisogna invece aspettarsi un aumento generale delle prestazioni nelle applicazioni, nei videogiochi o durante l’utilizzo quotidiano del desktop.
Se il problema riguarda invece programmi che vengono caricati automaticamente, driver, firmware o un disco particolarmente lento, saranno necessari altri interventi.
Se Windows continua ad avviarsi lentamente
Se dopo l’esecuzione di DISM e SFC il problema rimane, conviene guardare anche ad altri elementi della configurazione. Uno dei primi controlli riguarda le applicazioni configurate per avviarsi automaticamente. Un numero elevato di programmi caricati insieme a Windows può rallentare sensibilmente il momento in cui il desktop diventa realmente utilizzabile.
È quindi possibile controllare l’elenco delle applicazioni di avvio e disattivare quelle non indispensabili. Un altro aspetto da considerare riguarda gli aggiornamenti di Windows e dei driver, oltre al firmware UEFI del computer. Anche mantenere il sistema aggiornato può contribuire a evitare problemi legati alla compatibilità e alla gestione dell’hardware.
Qual è la cosa importante?
Infine, può essere utile verificare che sia attiva la funzione Avvio rapido di Windows, quando disponibile e compatibile con la configurazione del PC. La cosa importante è procedere per gradi: se il computer è diventato lento soltanto recentemente, non ha senso sostituire immediatamente l’hardware senza prima verificare lo stato del sistema operativo.
In definitiva, i tre comandi DISM e SFC rappresentano un primo tentativo gratuito e integrato in Windows per affrontare eventuali problemi di integrità del sistema. Ricordiamo che non risolvono ogni causa di avvio lento, ma possono essere una buona operazione preliminare prima di passare a interventi più invasivi.
