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Perché non riesci a smettere di scrollare sui social? La risposta arriva dalla scienza

Internet ci rende più stressati? Ecco cosa dice un nuovo studio tedesco

Una ricerca dell’Università di Duisburg-Essen collega l’uso problematico di Internet a maggiore stress, peggior umore e difficoltà nel controllo degli impulsi.

Quante volte prendiamo lo smartphone senza nemmeno rendercene conto? Magari per controllare una notifica, leggere un messaggio o fare una rapida ricerca. Poi passano dieci, venti o trenta minuti e ci ritroviamo ancora lì, a scorrere contenuti quasi in automatico. È un comportamento che molti considerano normale, ma secondo la ricerca scientifica potrebbe nascondere meccanismi molto più profondi.

Un nuovo studio dell’Università di Duisburg-Essen, in Germania, torna infatti a occuparsi dell’uso problematico di Internet, evidenziando come il fattore decisivo non sia tanto lo stress o il cattivo umore, quanto la difficoltà nel controllare l’impulso di connettersi. Secondo i ricercatori, è proprio questa tentazione continua ad alimentare un circolo vizioso che può incidere sul benessere psicologico e sulle abitudini quotidiane.

Uno studio spiega perché restiamo incollati allo schermo per ore
Uno studio spiega perché restiamo incollati allo schermo per ore (mistergadget.tech)

Il problema non è Internet, ma l’automatismo

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno cercato di capire cosa accade nelle persone che sviluppano una vera e propria dipendenza dall’utilizzo di Internet e dei social network.

Gli studi hanno evidenziato cambiamenti nell’attività cerebrale, con una maggiore attivazione di alcune aree quando il cervello è a riposo e una riduzione della connettività nelle reti coinvolte nelle funzioni esecutive, quelle che regolano memoria, pianificazione e capacità decisionale.

Questo non significa che utilizzare Internet provochi automaticamente questi effetti. I ricercatori parlano infatti di uso problematico, cioè di una modalità di utilizzo caratterizzata da perdita di controllo, impulsività e difficoltà nel limitare il tempo trascorso online.

La tentazione conta più dello stress

Lo studio tedesco aggiunge un elemento interessante a questo quadro. I ricercatori hanno seguito circa 900 adulti, chiedendo loro di compilare ogni sera, per due settimane, un questionario sul proprio stato emotivo, sul livello di stress, sul tempo trascorso online e soprattutto sull’intensità dell’impulso a utilizzare Internet.

I risultati mostrano che lo stress da solo non basta a spiegare perché una persona prenda continuamente in mano lo smartphone. Il fattore più importante sembra essere proprio la tentazione, cioè quella sensazione quasi automatica che spinge ad aprire un’applicazione anche quando non ce n’è una reale necessità.

Secondo gli autori, molte persone non si collegano semplicemente perché sono annoiate o stressate, ma perché hanno sviluppato un automatismo che associa Internet a una sensazione immediata di piacere o sollievo.

Un circolo vizioso difficile da interrompere

Ogni volta che questo meccanismo viene soddisfatto, il cervello rafforza l’associazione tra impulso e ricompensa. Di conseguenza, la volta successiva la tentazione diventa ancora più intensa e la probabilità di cedere aumenta. È lo stesso principio che caratterizza molte altre forme di dipendenza comportamentale.

Secondo i ricercatori, proprio questo processo potrebbe spiegare perché, con il passare del tempo, alcune persone inizino a trascurare attività considerate benefiche, come lo sport, le uscite all’aria aperta o semplicemente il tempo trascorso con amici e familiari.

Internet ci rende più stressati? Ecco cosa dice un nuovo studio tedesco
Internet ci rende più stressati? Ecco cosa dice un nuovo studio tedesco (mistergadget.tech)

Resistere qualche minuto può fare la differenza

Lo studio suggerisce anche una possibile strategia per interrompere questo automatismo. Gli autori spiegano che l’impulso non cresce all’infinito. Dopo aver raggiunto il suo picco tende naturalmente a diminuire. Per questo motivo può essere utile aspettare qualche minuto prima di aprire un’applicazione o prendere in mano lo smartphone.

Ripetere questo comportamento più volte aiuterebbe gradualmente il cervello a interrompere il collegamento automatico tra impulso e ricompensa, riducendo progressivamente la forza dell’abitudine. Non si tratta di eliminare Internet dalla propria vita, ma di recuperare la capacità di scegliere quando utilizzarlo, invece di reagire automaticamente a ogni stimolo.

Peggior umore e maggiore stress

Durante le due settimane di osservazione è emerso anche un altro elemento significativo. Le persone che mostravano un utilizzo più problematico di Internet riferivano livelli più elevati di stress, un umore peggiore e una maggiore tendenza a trascurare altre attività quotidiane.

I ricercatori sottolineano però un aspetto importante: questi fattori potrebbero rappresentare una conseguenza del comportamento problematico, oppure contribuire insieme a mantenere un circolo vizioso difficile da interrompere.

In altre parole, non sempre è lo stress a far aumentare il tempo trascorso online. Talvolta è proprio l’utilizzo incontrollato di Internet ad alimentare ulteriore stress e peggiorare il benessere generale.

Un fenomeno sempre più studiato

Con smartphone sempre presenti nelle nostre giornate e piattaforme progettate per mantenere alta l’attenzione degli utenti, comprendere questi meccanismi diventa sempre più importante.

Lo studio dell’Università di Duisburg-Essen non propone soluzioni drastiche né invita ad abbandonare la tecnologia. Piuttosto, suggerisce che imparare a riconoscere i momenti in cui nasce l’impulso di collegarsi potrebbe rappresentare uno degli strumenti più efficaci per sviluppare un rapporto più equilibrato con Internet.

In un’epoca in cui trascorriamo online diverse ore al giorno tra lavoro, studio e tempo libero, la sfida non sembra essere eliminare gli schermi, ma evitare che siano loro a decidere automaticamente quando catturare la nostra attenzione.

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