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Samsung registra risultati record grazie ai chip per l’intelligenza artificiale, ma la divisione Mobile Experience va in perdita per la prima volta. Ecco cosa sta succedendo.
L’intelligenza artificiale continua a ridisegnare gli equilibri dell’industria tecnologica, creando vincitori e vinti anche all’interno della stessa azienda. I risultati finanziari del secondo trimestre 2026 di Samsung raccontano perfettamente questo scenario. Da una parte il gruppo coreano registra numeri eccezionali grazie alla crescente domanda di chip di memoria destinati ai sistemi AI. Dall’altra, la divisione che produce smartphone, tablet e altri dispositivi consumer chiude in perdita per la prima volta nella sua storia.
Si tratta di un risultato che può sembrare paradossale, considerando che le vendite dei telefoni Galaxy continuano a mantenersi su livelli solidi. In realtà, alla base di questa situazione c’è proprio lo stesso fenomeno che sta facendo crescere i ricavi del gruppo: la forte richiesta di memorie DRAM e NAND, diventate sempre più costose a causa dell’esplosione del mercato dell’intelligenza artificiale.
La corsa all’AI fa esplodere il business delle memorie
Samsung è uno dei maggiori produttori mondiali di chip di memoria e negli ultimi mesi ha beneficiato in modo significativo della domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale. Data center, infrastrutture cloud e acceleratori AI richiedono enormi quantità di memoria ad alte prestazioni, contribuendo a far aumentare sia i volumi di vendita sia i prezzi.
I risultati economici riflettono chiaramente questa tendenza. Nel secondo trimestre del 2026 il fatturato della divisione dedicata alle memorie è cresciuto del 1.814% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i ricavi sono aumentati del 130%. Anche confrontando i dati con il trimestre precedente, già caratterizzato da una forte domanda legata all’AI, Samsung ha continuato a registrare un’accelerazione, con un incremento del 28% del fatturato e del 56% dei ricavi.
Numeri che confermano quanto il mercato delle memorie sia diventato uno dei principali motori della crescita dell’azienda.
La divisione smartphone paga il prezzo della crisi
Se il business dei chip sta vivendo un momento straordinario, la situazione è molto diversa per la divisione Mobile eXperience, conosciuta con la sigla MX.
Questa unità comprende gli smartphone Galaxy, i tablet e altri dispositivi consumer e fa parte della più ampia divisione Device eXperience, che include anche televisori, elettrodomestici e prodotti audio.
Nonostante Samsung abbia definito positive le vendite della serie Galaxy S26 e degli ultimi modelli Galaxy A, l’aumento dei costi lungo tutta la filiera produttiva ha avuto un impatto pesante sulla redditività. Le memorie DRAM e NAND rappresentano infatti componenti fondamentali degli smartphone e il loro rincaro ha ridotto sensibilmente i margini di guadagno.
Il risultato è una perdita di circa 550 milioni di dollari per la divisione, con gli smartphone indicati come il principale fattore che ha inciso sui conti.
Vendere di più non basta
Uno degli aspetti più interessanti dei risultati trimestrali è che il problema non riguarda la domanda di smartphone. Samsung continua infatti a registrare un fatturato in crescita nella divisione Mobile eXperience, segno che i dispositivi vengono acquistati dai consumatori. Ciò che è cambiato è il costo necessario per produrli.
L’aumento del prezzo delle memorie e di altri componenti rende molto più difficile mantenere gli stessi margini di profitto, soprattutto nella fascia media del mercato, dove la concorrenza è elevata e gli aumenti di prezzo risultano più difficili da trasferire ai consumatori.
In altre parole, Samsung vende ancora molti smartphone, ma guadagna meno da ogni singolo dispositivo.
La strategia punta sui modelli premium
L’azienda aveva già anticipato nei mesi scorsi che questo scenario era possibile e ora guarda ai prodotti di fascia alta per riportare la divisione in utile.
Particolare attenzione sarà dedicata ai nuovi smartphone pieghevoli, tradizionalmente caratterizzati da margini più elevati rispetto ai modelli di fascia media. Anche il Galaxy S26 Ultra rappresenta uno dei prodotti su cui Samsung punta maggiormente, grazie a un posizionamento premium che consente di assorbire più facilmente l’aumento dei costi produttivi.
L’obiettivo sarà quindi migliorare la redditività senza rinunciare alla presenza nei segmenti più competitivi del mercato.
Due facce della stessa rivoluzione
Il trimestre appena concluso dimostra come la diffusione dell’intelligenza artificiale possa produrre effetti molto diversi anche all’interno della stessa azienda.
Da una parte Samsung beneficia direttamente della crescente domanda di memorie utilizzate nei server AI, settore in cui ricopre un ruolo di primo piano a livello mondiale. Dall’altra, gli stessi componenti diventano più costosi per la divisione che realizza smartphone, tablet e altri dispositivi destinati ai consumatori.
È un equilibrio destinato probabilmente a proseguire anche nei prossimi mesi. Finché la richiesta di chip per l’intelligenza artificiale continuerà a crescere, il business delle memorie resterà estremamente redditizio. Allo stesso tempo, i produttori di dispositivi elettronici dovranno trovare nuove strategie per proteggere i margini e assorbire l’aumento dei costi, puntando sempre di più sui prodotti premium e sull’innovazione.
