News

Hai comprato su Temu o AliExpress? Attenzione alla nuova tassa di 3€

Hai comprato su Temu o AliExpress Attenzione alla nuova tassa di 3€

Il nuovo contributo doganale da 3 euro sugli acquisti online extra UE solleva dubbi. Ecco cosa prevedono le regole europee e come si stanno comportando Temu, AliExpress e Shein.

Dal 1° luglio è entrato in vigore nell’Unione Europea il nuovo contributo doganale da 3 euro applicato agli acquisti online di basso valore provenienti da Paesi extra UE. La misura è stata introdotta con l’obiettivo di rafforzare i controlli sulle importazioni e riequilibrare la concorrenza tra le piattaforme internazionali e i rivenditori europei.

A poche settimane dall’entrata in vigore, però, è emerso un dubbio che riguarda milioni di consumatori: chi deve pagare realmente questo contributo? Secondo alcune associazioni dei consumatori, il rischio è che l’onere venga trasferito agli acquirenti, nonostante la normativa europea sembri attribuire la responsabilità alle piattaforme di e-commerce.

Perché è stato introdotto il contributo da 3 euro

Negli ultimi anni gli acquisti provenienti da Paesi extra UE sono aumentati in maniera esponenziale. Secondo i dati della Commissione Europea, nel solo 2025 sono entrati nell’Unione circa 5,8 miliardi di pacchi legati all’e-commerce, in gran parte di valore contenuto.

Gestire questo enorme volume di spedizioni comporta costi amministrativi e controlli doganali sempre più complessi. Il nuovo contributo da 3 euro nasce quindi con un duplice obiettivo:

  • contribuire ai costi delle procedure doganali;
  • ridurre lo squilibrio competitivo tra piattaforme extraeuropee e commercianti che operano all’interno dell’Unione Europea.

La misura riguarda le spedizioni provenienti da Paesi esterni all’UE, mentre gli ordini spediti da magazzini situati in territorio europeo non sono interessati dal contributo.

Chi dovrebbe pagare secondo le regole europee

È proprio questo il punto che sta generando il maggiore dibattito. La BEUC, la federazione europea delle associazioni dei consumatori, ha chiesto chiarimenti ufficiali alla Commissione Europea sostenendo che alcuni operatori non stiano applicando la misura in modo trasparente.

Secondo l’interpretazione della normativa, la responsabilità degli adempimenti doganali ricade sulle piattaforme di vendita, non direttamente sul consumatore.

Anche la Commissione Europea ha ribadito questo principio, precisando che il contributo non dovrebbe essere riscosso direttamente dagli acquirenti.

Bruxelles ha comunque annunciato che continuerà a monitorare il comportamento delle aziende per verificare il rispetto delle nuove disposizioni.

I timori delle associazioni dei consumatori

La BEUC segnala che, in alcuni casi, il contributo comparirebbe soltanto nelle ultime fasi del pagamento oppure non verrebbe indicato con sufficiente chiarezza. Il rischio è che il consumatore scopra l’esistenza del costo aggiuntivo soltanto quando la spedizione è già partita.

In alcuni casi potrebbero inoltre aggiungersi commissioni amministrative richieste dai corrieri incaricati dello sdoganamento.

È proprio questa eventualità che le associazioni chiedono di evitare, sostenendo che una maggiore trasparenza sia indispensabile per consentire agli utenti di conoscere il costo effettivo dell’acquisto prima della conferma dell’ordine.

Anche i corrieri hanno lanciato un avvertimento

Alcuni operatori logistici hanno già informato i propri clienti sulla possibilità di dover effettuare un pagamento prima della consegna. Tra questi figurano PostNL e La Poste, che hanno avvertito che, in determinate situazioni, il destinatario potrebbe ricevere una richiesta di pagamento relativa alle operazioni doganali.

La questione è stata portata anche all’attenzione del Parlamento Europeo. L’eurodeputato olandese Dirk Gotink, che ha seguito il dossier relativo alla riforma doganale, ha chiesto formalmente alla Commissione di garantire che i costi restino a carico delle piattaforme e non vengano trasferiti ai consumatori finali.

Come si stanno comportando Temu, AliExpress e Shein

Le principali piattaforme di e-commerce stanno adottando strategie differenti. Temu include il contributo direttamente durante la fase di pagamento, permettendo agli utenti di visualizzare il costo prima della conclusione dell’ordine.

AliExpress, invece, mostra una stima degli importi che potrebbero essere applicati in relazione alla spedizione.

Shein segue un approccio diverso: il contributo non compare come voce separata, ma l’azienda afferma di assorbire gli importi applicabili integrandoli direttamente nei prezzi dei prodotti.

In tutti i casi, gli acquisti spediti da magazzini situati all’interno dell’Unione Europea non sono soggetti al nuovo contributo doganale.

I primi effetti si vedono già sulla logistica

L’introduzione della misura sembra aver avuto effetti immediati anche sul trasporto merci. Secondo i dati riportati, nei due giorni successivi all’entrata in vigore del contributo la capacità cargo dalla Cina verso l’Europa sarebbe diminuita del 18%.

Considerando la prima settimana completa, la riduzione si attesterebbe intorno al 14%. I cali più significativi sono stati registrati nei principali hub logistici europei, come Belgio e Ungheria.

Parallelamente sarebbe aumentato il traffico diretto verso Londra Stansted, con una crescita del 25%, segnale di un possibile riassetto delle rotte commerciali utilizzate dagli operatori internazionali.

Cosa cambia per chi acquista online

Per il momento, chi acquista su piattaforme extra UE dovrebbe prestare particolare attenzione alla fase conclusiva dell’ordine, verificando se siano presenti costi aggiuntivi legati alle procedure doganali.

Anche se la Commissione Europea ritiene che il contributo non debba essere richiesto direttamente ai consumatori, la situazione è ancora in evoluzione e le modalità applicative possono variare da una piattaforma all’altra.

Nei prossimi mesi sarà probabilmente necessario un ulteriore chiarimento da parte delle istituzioni europee per uniformare l’applicazione della misura ed evitare interpretazioni differenti da parte di marketplace, corrieri e operatori logistici.

Banner di Mistergadget con invito ad aggiungere il sito alle Fonti Preferite di Google

Change privacy settings
×