Indice
Google ha annunciato martedì tre nuovi modelli di intelligenza artificiale, tutti costruiti sopra Gemini 3.5 Flash: si chiamano Gemini 3.6 Flash, Gemini 3.5 Flash-Lite e Gemini 3.5 Flash Cyber.
Nessuno di loro è il modello di punta che tutti aspettano, ma ognuno ha un compito preciso, e uno in particolare è dedicato interamente alla caccia alle vulnerabilità informatiche.
L’annuncio, firmato da Tulsee Doshi, direttrice del prodotto per Gemini, arriva mentre il settore continua a correre senza sosta: appena due settimane fa era toccato a GPT-5.6 di OpenAI, e la sensazione è che ormai basti aspettare pochi giorni per vedere un nuovo modello uscire da Google, Anthropic o OpenAI.
Questa volta, però, Google ha scelto la strada opposta al clamore: niente keynote, niente proclami sulla nuova frontiera dell’intelligenza. Solo tre modelli pensati per chi fa girare agenti AI in produzione e ha bisogno di meno token, meno latenza e più prevedibilità per ogni dollaro speso.
Gemini 3.6 Flash, il nuovo cavallo da lavoro
Gemini 3.6 Flash è il modello destinato a sostituire 3.5 Flash nell’uso quotidiano. Google dichiara 17% di token in output in meno rispetto al predecessore, misurati sull’Artificial Analysis Index, con punte fino al 65% in meno sul benchmark DeepSWE di Datacurve.
Il modello richiede anche meno passaggi di ragionamento e meno chiamate agli strumenti per completare un flusso di lavoro articolato in più fasi.
Il prezzo scende di conseguenza: 1,50 dollari per milione di token in input e 7,50 dollari in output, contro i 9 dollari del predecessore. Sul fronte della scrittura di codice, Google promette maggiore precisione e meno cicli di correzione inutili.
La finestra di contesto resta a 1 milione di token, con un output massimo di 64.000 token, input multimodale nativo e il supporto integrato per Computer Use, la funzione che permette al modello di controllare direttamente un computer tramite screenshot e clic.
Ne avevamo già parlato quando era arrivata su Gemini 3.5 Flash: qui diventa uno strumento di serie, non più un esperimento a parte.
Il modello è disponibile da oggi per gli sviluppatori tramite le API Gemini, Google AI Studio e Android Studio, oltre che dentro Google Antigravity. Per le aziende arriva sulla Gemini Enterprise Agent Platform e nell’app Gemini Enterprise, mentre chi usa semplicemente l’app Gemini lo troverà come modello predefinito.
Gemini 3.5 Flash-Lite, la scommessa sulla velocità pura
Il secondo arrivato è Gemini 3.5 Flash-Lite, pensato per chi lavora ad alto volume e non può permettersi latenza. Google dichiara 350 token di output al secondo, un prezzo di 0,30 dollari per milione di token in input e 2,50 dollari in output, e prestazioni che superano “in modo significativo” le generazioni precedenti sui flussi di lavoro agentici.
I numeri diffusi da Google parlano di un modello che batte persino Gemini 3 Flash, non solo il suo immediato predecessore: 54,2% contro 49,6% su SWE-Bench Pro, 74,0% contro 65,1% su OSWorld-Verified. Anche Flash-Lite supporta Computer Use per gestire compiti in autonomia, ed è già disponibile tramite API, app Gemini, e in arrivo su Google Search.
Gemini 3.5 Flash Cyber, il modello che va a caccia di bug
Il terzo modello è quello più insolito: Gemini 3.5 Flash Cyber, specializzato nel trovare, validare e correggere vulnerabilità nel codice. Lavora insieme a CodeMender, l’infrastruttura agentica di Google per la sicurezza, che può coordinare più istanze di Flash Cyber per produrre un unico report consolidato.
I test interni sono il dato più interessante dell’intero annuncio. Sul benchmark Big Sleep, applicato al motore JavaScript V8, Flash Cyber ha individuato 55 bug unici confermati, contro i 47 di Gemini 3.5 Flash standard e i 36 di Claude Opus 4.6.
In un test sul campo, il team Cloud Vulnerability Research di Google lo ha usato per scovare falle di esecuzione di codice da remoto in API pubbliche nel giro di due ore. Numeri che, se confermati su scala più ampia, meriterebbero un articolo tutto loro.
Google, però, ha scelto la prudenza: l’accesso resterà inizialmente riservato a governi e partner fidati attraverso un programma pilota, proprio per la natura duale della tecnologia. Trovare vulnerabilità prima dei difensori è utile, trovarle prima degli attaccanti è fondamentale, ma lo stesso strumento nelle mani sbagliate diventa un problema.
Come si comportano contro la concorrenza
Qui arriva la parte che davvero interessa a chi deve scegliere quale modello usare. Contro GPT-5.6 Luna, Grok 4.5 e Claude Sonnet 5, il quadro è tutt’altro che a senso unico. GPT-5.6 Luna resta avanti su DeepSWE (67%) e Terminal-Bench (84,7%), un vantaggio che conta parecchio per chi lavora principalmente da terminale.
Grok 4.5 guida su SWE-Bench Pro (64,7%). Claude Sonnet 5 domina su MLE-Bench (66,9%) e GDPVal-AA v2 (1.607 punti Elo), i benchmark più legati al lavoro di conoscenza e alla qualità della scrittura tecnica.
Gemini 3.6 Flash si prende invece il primato su OSWorld-Verified, su entrambe le varianti di CharXiv Reasoning e, soprattutto, sui contesti lunghissimi: nel test GDM-MRCR a 1 milione di token arriva al 54%, mentre sia 3.5 Flash sia Gemini 3.1 Pro non superano il 27%.
Nessuno dei quattro modelli vince su tutto, e questo è forse il dato più onesto dell’intero confronto: il divario tra loro è spesso talmente stretto che la scelta finirà per dipendere più dal tipo di carico di lavoro e dal prezzo che dal punteggio nudo e crudo.
Non è la prima volta che MisterGadget nota uno scarto tra le promesse di Google e i verdetti dei benchmark indipendenti: lo avevamo già raccontato quando Gemini 3.5 Flash era arrivato sui ranking di Android Bench senza entrare nemmeno tra i primi cinque, nonostante il posizionamento da modello “economico” di fascia alta. Con 3.6 Flash la situazione sembra ribaltata: batte il proprio predecessore su ogni benchmark pubblicato da Google, anche se contro i rivali esterni la partita resta aperta.
E Gemini 3.5 Pro, quando arriva?
Il modello di punta più atteso resta fermo al palo. Google conferma che Gemini 3.5 Pro è ancora in fase di test con i partner, senza una data di rilascio pubblica: il debutto era stato promesso per giugno, in occasione del Google I/O, e il ritardo si è ormai allungato di settimane. Nel frattempo, l’azienda ha confermato di aver avviato il pre-addestramento di Gemini 4, definendolo il ciclo di addestramento “più ambizioso” mai realizzato finora, ma anche qui senza alcuna finestra temporale.
Cosa sappiamo e cosa non sappiamo
Cosa sappiamo:
- Google ha rilasciato Gemini 3.6 Flash e Gemini 3.5 Flash-Lite, entrambi generalmente disponibili da oggi tramite API, app Gemini, AI Studio e Android Studio
- Gemini 3.5 Flash Cyber esiste ed è già in uso interno su Android, Chrome e YouTube, con risultati misurabili sui benchmark di sicurezza
- I prezzi di 3.6 Flash e 3.5 Flash-Lite sono pubblici e inferiori a quelli dei modelli che sostituiscono
- Gemini 3.5 Pro è in test con partner selezionati, senza data di uscita
- Google ha avviato il pre-addestramento di Gemini 4
Cosa non sappiamo:
- Quando arriverà davvero Gemini 3.5 Pro, né se il ritardo nasconda problemi tecnici o solo un affinamento più lungo del previsto
- Se e quando Flash Cyber uscirà dal programma pilota riservato a governi e partner
- Quanto i benchmark interni diffusi da Google reggeranno al confronto con test indipendenti su larga scala, come già successo con 3.5 Flash
Domande frequenti su Gemini 3.6 Flash
Gemini 3.6 Flash sostituisce Gemini 3.5 Pro?
No. Gemini 3.6 Flash è un aggiornamento della fascia Flash, pensata per efficienza e costi contenuti. Gemini 3.5 Pro resta il modello di punta ancora in sviluppo.
Chi può usare Gemini 3.5 Flash Cyber?
Per ora solo governi e partner selezionati attraverso un programma pilota legato a CodeMender. Non è disponibile per sviluppatori o utenti comuni.
Gemini 3.6 Flash è più veloce di GPT-5.6 e Claude Sonnet 5?
Dipende dal compito. Gemini 3.6 Flash vince sui contesti lunghi e sul ragionamento su grafici, ma GPT-5.6 Luna resta avanti sul coding da terminale e Claude Sonnet 5 guida sui compiti di conoscenza.
Gemini 3.5 Flash-Lite ha la funzione Computer Use?
Sì, come Gemini 3.6 Flash, supporta l’uso del computer come strumento integrato per gestire compiti in autonomia.
