Indice
La funzione si chiama Find and Fill with Gemini ed è disponibile solo su Chrome Canary, la build sperimentale del browser che Google usa per testare le novità prima che arrivino (se arrivano) sulla versione stabile.
Per attivarla bisogna aprire le Impostazioni di Chrome, andare su Autofill e password e selezionare la voce Autofill avanzato. Dentro quel pannello si trova l’interruttore per accendere Find and fill with Gemini, oltre alle opzioni per gestire le app collegate e per personalizzare la scorciatoia da tastiera.
Il sistema funziona sopra Personal Intelligence, la piattaforma che Google ha lanciato a gennaio per collegare tra loro le informazioni sparse nei vari servizi dell’account.
Non è quindi un modulo isolato: è Gemini che va a pescare dati da Gmail, Google Foto e altre app connesse, invece di limitarsi a quanto già salvato manualmente nel browser.
Come usare la funzione dentro un modulo qualsiasi
Una volta attivata, ci sono due modi per invocarla mentre si sta compilando un campo di testo. Il primo è digitare @@direttamente nel campo: è la scorciatoia di default, ma può essere personalizzata dalle stesse impostazioni di Autofill avanzato.
Il secondo è cliccare con il tasto destro sul campo e scegliere l’opzione “Cerca e compila da qualsiasi luogo”.
Alla prima attivazione, Chrome mostra un avviso che spiega il funzionamento della funzione, alimentata da Personal Intelligence con Gemini, e chiede il permesso di accedere a Gmail e agli altri servizi collegati.
Da quel momento, quando serve un dato che non è stato salvato manualmente nel browser (un numero di prenotazione arrivato per email, un documento fotografato, l’indirizzo di consegna di un ordine passato), basta invocare Gemini e lasciare che vada a recuperarlo da solo, senza dover aprire Gmail o le Foto in un’altra scheda.
Cosa succede ai dati che Gemini recupera
Il punto più delicato, ed è giusto che lo sia, riguarda la privacy. Google dichiara che le informazioni che Gemini inserisce nei moduli non vengono usate per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale e non vengono revisionate da persone.
Diverso invece il discorso per i titoli e gli URL delle pagine su cui la funzione viene attivata: questi dati vengono inviati a Google e, secondo quanto dichiarato, possono essere controllati da personale umano.
Chrome inoltre registra se l’utente accetta, modifica o rifiuta i suggerimenti proposti, informazione che Google usa per migliorare il funzionamento della feature.
Chi preferisce restare fuori da questo meccanismo può disattivarlo in qualsiasi momento tornando su Impostazioni > Autofill e password > Autofill avanzato e spegnendo l’interruttore di Find and fill with Gemini.
Perché conviene aspettarsi tempi lunghi prima della versione stabile
Essendo confinata a Chrome Canary, la funzione va considerata un esperimento a tutti gli effetti: Google testa regolarmente novità in questa build per poi accantonarle senza troppe spiegazioni, se i riscontri non convincono.
Al momento, peraltro, la disponibilità non è nemmeno uniforme tra tutti gli utenti Canary: alcune redazioni che hanno provato ad attivarla su desktop non l’hanno trovata, segno che il rollout è ancora parziale e differenziato.
Questo aggiornamento arriva dentro una strategia più ampia che Google sta portando avanti su Chrome da mesi. Solo il mese scorso l’autofill del browser su mobile aveva ricevuto l’integrazione con Google Wallet, utile per compilare automaticamente dati come passaporto e patente di guida.
E non è nemmeno la prima comparsa di un autofill potenziato da Gemini: un aggiornamento precedente aveva già introdotto una scorciatoia basata sulla memoria contestuale dell’assistente, segno che Google sta costruendo questa funzione per gradi, non con un lancio unico.
Cosa sappiamo e cosa non sappiamo
Cosa sappiamo:
- La funzione si chiama Find and Fill with Gemini ed è attiva solo su Chrome Canary
- Si attiva da Impostazioni > Autofill e password > Autofill avanzato
- Si invoca digitando @@ in un campo di testo oppure con il tasto destro tramite “Cerca e compila da qualsiasi luogo”
- Pesca dati da Gmail, Google Foto e altre app collegate tramite Personal Intelligence
- Google dichiara che i dati inseriti nei moduli non addestrano l’IA, ma titoli e URL delle pagine visitate possono essere controllati da personale umano
Cosa non sappiamo:
- Quando (e se) la funzione arriverà sulla versione stabile di Chrome
- Perché il rollout su Canary risulti disomogeneo tra gli utenti
- Se al lancio definitivo cambieranno le regole sulla gestione dei dati raccolti
Domande frequenti su Autofill su Chrome
Devo installare Chrome Canary per forza per usare questa funzione?
Sì, al momento Find and Fill with Gemini è disponibile esclusivamente su Chrome Canary, la build sperimentale scaricabile gratuitamente dal sito di Google.
Gemini legge tutta la mia casella Gmail quando compilo un modulo?
No, la funzione va a recuperare solo l’informazione puntuale richiesta dal campo del modulo, non l’intera casella o l’intero archivio foto.
Posso disattivarla dopo averla provata?
Sì, basta tornare in Impostazioni > Autofill e password > Autofill avanzato e spegnere l’interruttore corrispondente.
Funziona anche su Chrome per Android?
Sì, esiste già una versione della funzione per la build Canary di Android, con un’interfaccia dedicata che si apre come bottom sheet mentre si compila il modulo.
