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Apple accusa OpenAI di aver sottratto segreti industriali: cosa sta succedendo

Apple vs OpenAI si arriva in tribunale

Apple ha avviato un’azione legale contro OpenAI per presunta sottrazione di segreti industriali. Tra gli imputati non compare Jony Ive. Ecco cosa sappiamo.

Apple ha avviato un’azione legale contro OpenAI accusando la società di aver ottenuto presunti segreti industriali per accelerare lo sviluppo dei propri dispositivi hardware. La causa, depositata presso un tribunale federale della California, punta il dito contro alcuni ex dipendenti Apple e contro le modalità con cui sarebbero stati reclutati.

Tra i nomi coinvolti, però, manca quello più atteso: Jony Ive. L’ex responsabile del design di Apple, oggi impegnato nello sviluppo dei futuri prodotti hardware di OpenAI, non è infatti indicato tra le persone ritenute responsabili dei comportamenti contestati.

Apple concentra le accuse sugli ex dirigenti

Secondo quanto riportato nella documentazione legale, Apple sostiene che alcuni ex dipendenti abbiano trasferito informazioni riservate legate allo sviluppo dei prodotti e alla catena dei fornitori.

L’accusa principale riguarda Tang Tan, storico dirigente della divisione hardware di Apple e oggi Chief Hardware Officer di OpenAI.

Secondo Cupertino, durante il processo di selezione di nuovi dipendenti Tan avrebbe incoraggiato alcuni candidati a mostrare materiali riservati e componenti appartenenti ad Apple durante i colloqui di lavoro. L’azienda sostiene inoltre che l’ex dirigente avrebbe portato con sé informazioni relative alla propria rete di fornitori. OpenAI ha respinto le accuse.

Perché Jony Ive non è stato citato

L’assenza di Jony Ive rappresenta uno degli aspetti più interessanti della vicenda. Dopo aver lasciato Apple nel 2019, il designer ha fondato LoveFrom, lo studio con cui ha continuato a collaborare per alcuni anni anche con la stessa Apple. Oggi guida invece il lavoro di progettazione hardware nato dall’acquisizione di io Products da parte di OpenAI, un’operazione dal valore di 6,5 miliardi di dollari.

Nonostante il suo ruolo centrale nel nuovo progetto, Apple non lo considera direttamente coinvolto nelle presunte sottrazioni di informazioni riservate.

Una possibile spiegazione è che l’azienda non abbia trovato elementi sufficienti per collegarlo alle attività contestate. Il lavoro di Ive è infatti concentrato principalmente sulla progettazione dei prodotti, mentre non dovrebbe occuparsi direttamente delle assunzioni, della sicurezza interna o della gestione operativa dei team di ingegneria.

Il nuovo hardware di OpenAI

La causa arriva in un momento particolarmente delicato anche per lo sviluppo dei futuri dispositivi OpenAI. Secondo le informazioni disponibili, il primo prodotto nato dalla collaborazione con il team guidato da Jony Ive dovrebbe essere un dispositivo compatto, privo di schermo, dotato di fotocamera, sensori e funzioni basate sull’intelligenza artificiale, progettato per comprendere l’ambiente circostante e interagire con l’utente.

Si tratta di un progetto che potrebbe portare OpenAI a competere direttamente con Apple nel settore dell’elettronica di consumo, andando oltre il software e i modelli di intelligenza artificiale.

Oltre 400 ex dipendenti Apple sono passati a OpenAI

Secondo quanto riportato da Bloomberg, OpenAI avrebbe assunto oltre 400 ex dipendenti Apple. Negli ultimi anni numerosi professionisti che avevano lavorato nel team costruito da Jony Ive hanno lasciato Cupertino per entrare prima in LoveFrom, poi in io Products e infine nella nuova divisione hardware di OpenAI.

Dal punto di vista di Apple, il fenomeno non rappresenta soltanto una normale mobilità del personale, ma anche il progressivo trasferimento di competenze, esperienza e conoscenze verso un concorrente sempre più ambizioso.

Perché Apple evita uno scontro diretto con Ive

Citare direttamente Jony Ive avrebbe probabilmente cambiato il peso mediatico della causa. L’ex designer è considerato una delle figure più importanti nella storia recente di Apple e il principale interprete della filosofia di design sviluppata insieme a Steve Jobs. Per oltre vent’anni ha contribuito alla nascita di prodotti come iMac, iPod, iPhone, iPad e Apple Watch, diventando uno dei volti più rappresentativi dell’azienda.

Inserirlo tra gli imputati avrebbe inevitabilmente spostato l’attenzione dal presunto utilizzo di segreti industriali al deterioramento del rapporto personale e professionale tra Apple e uno dei suoi protagonisti più celebri.

Concentrando invece la causa sugli ex dirigenti coinvolti nelle attività operative e di reclutamento, Cupertino mantiene il focus sulle presunte violazioni che ritiene siano state commesse.

Anche Laurene Powell Jobs è coinvolta indirettamente

La vicenda assume un ulteriore significato per la presenza di Laurene Powell Jobs. La vedova di Steve Jobs è infatti vicina a Jony Ive, ha investito in io Products e sostiene anche LoveFrom. Allo stesso tempo continua a mantenere rapporti consolidati con Apple e con il suo management.

La sua recente partecipazione alla WWDC, dove sedeva accanto a Tim Cook e a John Ternus, è stata interpretata come la conferma di un rapporto ancora molto stretto con Cupertino. Un eventuale coinvolgimento diretto di Jony Ive nella causa avrebbe quindi potuto rendere ancora più delicato un equilibrio già complesso tra le diverse parti coinvolte.

Una battaglia che va oltre il tribunale

La causa rappresenta uno dei segnali più evidenti della crescente competizione tra Apple e OpenAI. Negli ultimi mesi la società guidata da Sam Altman ha accelerato i propri investimenti nell’hardware, con l’obiettivo di creare una nuova categoria di dispositivi basati sull’intelligenza artificiale. Apple, dal canto suo, considera la tutela della propria proprietà intellettuale un elemento strategico e ha scelto di intervenire legalmente contro quelli che ritiene comportamenti scorretti da parte di alcuni ex dipendenti.

Resta ora da capire come evolverà il procedimento giudiziario e se emergeranno nuovi dettagli sulle accuse rivolte da Cupertino. Per il momento, però, una cosa appare chiara: nonostante il suo ruolo centrale nei progetti hardware di OpenAI, Jony Ive non figura tra i destinatari dell’azione legale avviata da Apple.

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