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Siamo sicuri che OpenAI stia davvero progettando uno smartphone?

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Da quando OpenAI ha acquisito io Products, la startup hardware fondata da Jony Ive, per circa 6,5 miliardi di dollari, il presunto primo dispositivo di consumo dell’azienda ha assunto forme diverse a seconda della fonte e del momento.

L’ultima indiscrezione, riportata da Bloomberg, racconta di un altoparlante mobile senza schermo. Ma è davvero questo il prodotto su cui Sam Altman e Jony Ive stanno lavorando, o solo l’ultimo capitolo di una storia che cambia versione ogni pochi mesi?

Una storia di rumor che si contraddicono

Ripercorrere le indiscrezioni degli ultimi due anni aiuta a capire perché la domanda sia legittima. Si è parlato di un dispositivo simile a un iPod Shuffle, poi di un oggetto senza schermo da tenere in tasca o su una scrivania, poi di auricolari AI con nome in codice Dime e successivamente SweetPea, pensati come alternativa concettuale agli AirPods.

Più di recente, alcune fonti hanno parlato addirittura di un vero e proprio smartphone, con tanto di specifiche trapelate su chip MediaTek e memoria LPDDR6, oltre a un concetto di “Agentic Phone” capace di superare il modello ad app tradizionale.

Ora, secondo Bloomberg, il primo prodotto reale sarebbe invece un altoparlante intelligente portatile, descritto internamente come un “compagno AI dal comportamento umano” capace di imparare le abitudini di chi lo usa nel tempo.

Cosa dice l’ultimo report su questo altoparlante

Secondo le fonti citate da Bloomberg, il dispositivo includerebbe una fotocamera e altri sensori per comprendere il contesto e l’ambiente circostante, oltre a modelli AI più avanzati di quelli usati dai normali smart speaker.

Pur potendo restare collegato alla corrente in una stanza, avrebbe anche una batteria ricaricabile che permetterebbe di spostarlo da un ambiente all’altro, ad esempio portandolo in lavanderia mentre si fanno le faccende, poi in cucina per assistenza culinaria, infine in salotto per ascoltare musica.

Il prodotto avrebbe inoltre elementi meccanici capaci di muoversi autonomamente, per dare l’impressione che il dispositivo sia “vivo”, e sarebbe alimentato da GPT-Live, la nuova generazione di modelli vocali di OpenAI pensata per rendere la conversazione con l’AI più naturale.

Bloomberg precisa che questo altoparlante sarebbe solo uno dei circa cinque prodotti su cui OpenAI starebbe lavorando, con piani a lungo termine che includerebbero comunque un dispositivo mobile pensato per sostituire lo smartphone, oltre a un ciondolo indossabile e un interesse dichiarato verso la robotica domestica.

La causa di Apple complica il quadro

A rendere tutto più intricato interviene la causa legale che Apple ha depositato lo scorso 10 luglio presso il tribunale federale del Northern District of California, contro OpenAI, io Products e due ex dipendenti Apple oggi passati all’azienda di Altman: Tang Tan, oggi a capo dell’hardware di OpenAI, e Chang Liu.

Apple accusa i due di aver sottratto segreti industriali legati a prodotti non ancora annunciati, componenti e processi produttivi, sostenendo che Liu abbia conservato un portatile aziendale e scaricato file riservati dopo il passaggio a OpenAI.

Le accuse non sono ancora state accertate in tribunale, e OpenAI ha respinto ogni addebito dichiarando di non avere interesse nei segreti industriali altrui.

Secondo quanto riportato da TechCrunch, alcune fonti vicine a OpenAI ritengono che il nuovo prodotto “si discosti significativamente da qualunque cosa Apple abbia oggi sul mercato”, rendendo improbabile che violi segreti industriali dell’azienda di Cupertino.

Resta però il fatto che Apple ha chiesto al tribunale un’ingiunzione, che se accolta potrebbe bloccare il lancio dell’hardware di OpenAI.

Perché le tempistiche continuano a slittare

Anche sul fronte del calendario, la storia non è lineare. Le prime dichiarazioni interne parlavano di un lancio già nella seconda metà del 2026, con l’obiettivo dichiarato di produrre 100 milioni di dispositivi più velocemente di qualunque altra azienda nella storia.

Col tempo, però, le stime si sono spostate su una presentazione entro fine 2026 o inizio 2027, con la commercializzazione vera e propria collocata nel 2027.

Tra i motivi dei ritardi emersi finora ci sono difficoltà legate alla potenza di calcolo necessaria a sostenere un assistente sempre attivo, e nodi ancora irrisolti su privacy e “personalità” del modello, ovvero capire quando l’assistente debba intervenire in una conversazione e quando invece restare in silenzio.

Quindi, cosa sappiamo davvero?

Mettendo insieme tutti i tasselli, l’unica cosa che sembra abbastanza solida è che OpenAI stia effettivamente lavorando a più di un dispositivo hardware in parallelo, con Jony Ive al timone del design.

Ma la natura del primo prodotto a debuttare, le sue tempistiche reali e persino il suo nome cambiano a seconda della fonte e del momento in cui viene consultata.

Chi si aspettava uno “smartphone di OpenAI” pronto a sfidare l’iPhone dovrà probabilmente rivedere le proprie aspettative, almeno per il primo prodotto in arrivo: un altoparlante mobile, per quanto ambizioso, è cosa ben diversa da un telefono.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Cosa sappiamo:

  • OpenAI ha acquisito io Products, la startup hardware co-fondata da Jony Ive, per circa 6,5 miliardi di dollari.
  • Secondo Bloomberg, il primo dispositivo hardware sarebbe un altoparlante mobile senza schermo, con fotocamera e sensori, alimentato da GPT-Live.
  • Apple ha depositato una causa contro OpenAI, io Products e due suoi dipendenti, accusandoli di furto di segreti industriali.
  • Le indiscrezioni sui piani hardware di OpenAI hanno descritto, in momenti diversi, smartphone, auricolari, ciondoli e ora altoparlanti.

Cosa non sappiamo:

  • Non è chiaro se e quando l’ipotetico smartphone o il dispositivo mobile “sostitutivo” dello smartphone vedranno effettivamente la luce.
  • Non è certo l’esito della causa intentata da Apple, né se un’eventuale ingiunzione possa bloccare il lancio dell’hardware OpenAI.
  • Non ci sono conferme ufficiali su prezzo, data di lancio precisa o nome definitivo del primo prodotto.

Domande frequenti sul futuro prodotto di OpenAI

OpenAI sta davvero costruendo uno smartphone?
Non nell’immediato. L’ultimo report indica un altoparlante mobile senza schermo come primo prodotto, anche se un dispositivo pensato per sostituire lo smartphone resterebbe tra i piani a lungo termine dell’azienda.

Chi è coinvolto nel design del dispositivo?
Jony Ive, ex chief design officer di Apple, tramite la sua società io Products, acquisita da OpenAI nel 2025.

Cosa rischia OpenAI con la causa di Apple?
Nella peggiore delle ipotesi, un’ingiunzione del tribunale potrebbe bloccare il lancio del suo hardware, oltre a eventuali danni economici richiesti da Apple.

Quando arriverà il primo dispositivo di OpenAI?
Le stime più recenti parlano di una presentazione entro la fine del 2026 o l’inizio del 2027, con la commercializzazione effettiva prevista nel 2027, ma le tempistiche sono già slittate più volte in passato.

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