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Quanti computer ci sono ancora in circolazione con Windows 10? La domanda ha una risposta precisa, e arriva da un nuovo report di Lansweeper, azienda specializzata in IT asset management: il 16,9% dei dispositivi Windows monitorati gira ancora sul vecchio sistema operativo.
Tradotto in parole semplici, un PC su sei nel mondo non ha ancora fatto il salto a Windows 11, nonostante il supporto ufficiale di Windows 10 sia terminato il 14 ottobre 2025.
Non è un numero da poco. Se si guarda alla fotografia complessiva, Windows 11 oggi copre il 78,8% delle installazioni rilevate, in crescita rispetto al circa 50% di metà 2025. Il problema, spiega Lansweeper, è che la velocità di migrazione si sta riducendo proprio ora, quando restano da convertire i casi più complicati.
Perché la sicurezza diventa il vero problema
Qui arriva la parte che dovrebbe far drizzare le antenne a chi gestisce un parco macchine aziendale o anche solo il proprio PC di casa. Un dispositivo con Windows 10 ha in media 1.903 vulnerabilità attive (CVE), contro le 652 di un dispositivo con Windows 11. Parliamo di quasi tre volte tanto.
E non sono vulnerabilità qualsiasi: circa due terzi di quelle presenti su Windows 10 sono classificate come gravi o critiche, e il tasso di falle effettivamente sfruttabili da un attacco è 1,7 volte più alto rispetto a Windows 11.
In pratica, ogni macchina rimasta su Windows 10 rappresenta oggi una superficie di attacco significativamente più ampia rispetto a una equivalente aggiornata.
Microsoft ha provato a comprare tempo con il programma Extended Security Updates (ESU), che copre i consumatori fino a ottobre 2027 e i clienti aziendali fino a ottobre 2028.
Ma l’adesione resta parziale: secondo altre analisi sullo stesso set di dati, solo il 14% circa dei dispositivi Windows 10 rimasti ha effettivamente applicato le patch ESU. Il resto naviga scoperto, in un modo o nell’altro.
Chi sta ancora usando Windows 10, e perché
Il dato forse più interessante riguarda il motivo per cui queste macchine non sono state aggiornate. Non è, come si potrebbe pensare, un problema di hardware troppo vecchio: solo il 2,8% dei dispositivi Windows 10 analizzati non soddisfa i requisiti minimi per installare Windows 11. Il collo di bottiglia è altrove.
I settori più esposti sono sanità e farmaceutico (23%), retail e consumo (23%) e manifatturiero (18%), comparti dove spesso il sistema operativo è vincolato a certificazioni di dispositivo, contratti con fornitori o compatibilità software che non hanno ancora un equivalente pronto per Windows 11.
Le piccole e medie imprese risultano più in ritardo (21,4%) rispetto alle grandi aziende (16,6%), probabilmente per la minore disponibilità di budget e personale IT dedicato a gestire una migrazione complessa.
Il quadro si allarga: non c’è solo Windows 10
Il report allarga lo sguardo e restituisce un dato ancora più preoccupante: quasi un quinto (18,7%) dell’intero parco Windows monitorato gira su sistemi operativi ormai fuori supporto da anni, come Windows 7, Windows 8.1 e persino Windows XP.
Sono macchine che, semplicemente, nessuno ha ancora sostituito o aggiornato, e che restano scoperte da qualunque tipo di patch di sicurezza.
La lettura complessiva è che la fase facile della migrazione, quella dei PC senza vincoli particolari, si sia già esaurita. Quello che resta oggi è, nelle parole di chi ha condotto l’analisi, il nucleo duro: dispositivi che non si sono spostati perché non possono, o perché nessuno ha ancora deciso di affrontare il costo di farlo.
Cosa sappiamo e cosa non sappiamo
Cosa sappiamo:
- Il 16,9% dei dispositivi Windows analizzati da Lansweeper gira ancora su Windows 10
- Windows 11 copre il 78,8% delle installazioni rilevate
- Un dispositivo Windows 10 ha in media circa 3 volte le vulnerabilità attive di uno con Windows 11
- Solo il 2,8% dei PC Windows 10 non soddisfa i requisiti hardware per Windows 11
- Il programma ESU copre i consumatori fino a ottobre 2027 e le aziende fino a ottobre 2028
Cosa non sappiamo:
- Quanti di questi dispositivi verranno effettivamente aggiornati prima della scadenza definitiva dell’ESU
- Se Microsoft estenderà ulteriormente il supporto, come già avvenuto in passato
- L’impatto reale in termini di incidenti di sicurezza legati specificamente a questi dispositivi rimasti indietro
Domande frequenti su Windows 10
Quanti PC nel mondo usano ancora Windows 10? Circa uno su sei, pari al 16,9% dei dispositivi Windows monitorati da Lansweeper.
Perché Windows 10 è più a rischio di Windows 11? Perché in media presenta quasi tre volte le vulnerabilità attive, con una quota maggiore di falle gravi o critiche e più facilmente sfruttabili.
Fino a quando è protetto chi resta su Windows 10? Con il programma ESU, i consumatori restano coperti fino a ottobre 2027, i clienti aziendali fino a ottobre 2028.
Chi non è ancora passato a Windows 11 lo ha fatto per motivi tecnici? Raramente. Solo il 2,8% dei dispositivi analizzati non soddisfa i requisiti hardware: il ritardo dipende più spesso da vincoli software, certificazioni o costi.
