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Licenzia migliaia di dipendenti, ma il governo USA la sceglie come consulente per il lavoro: il paradosso di Asha Sharma in Xbox

Asha Sharma sorridente impugna un microfono con il logo quadrato di Xbox; alle sue spalle campeggia l'imponente sigillo sfocato della Federal Reserve.

Mentre guida il più grande e doloroso “reset” nella storia di Microsoft Gaming tagliando 3.200 posti di lavoro, la nuova CEO di Xbox è stata incaricata dalla Federal Reserve di valutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione nazionale. Un cortocircuito che sta facendo molto discutere.

Negli ultimi mesi, c’è un nome in particolare che sta catalizzando tutta l’attenzione e le polemiche nei corridoi di Redmond: Asha Sharma.

Subentrata allo storico Phil Spencer alla guida di Xbox, la nuova CEO di Microsoft Gaming sta orchestrando una ristrutturazione aziendale senza precedenti. Ma a far discutere non sono soltanto i drastici tagli al personale che stanno colpendo i celebri studi di sviluppo. Il vero paradosso è che, proprio mentre licenzia in massa, il governo americano le ha chiesto consiglio sul futuro del lavoro e della produttività del Paese.

Il grande “reset” di Xbox e l’addio a Copilot

Prima di prendere in mano le redini dell’intera divisione gaming, Asha Sharma ha presieduto per gran parte del 2024 il gruppo “Core AI” all’interno di Microsoft.

Nonostante il suo fortissimo background legato all’intelligenza artificiale (IA), la dirigente ha dimostrato fin da subito di avere un approccio estremamente pragmatico e a tratti spietato. Una delle sue prime mosse, infatti, è stata quella di sopprimere Copilot, lo strumento di IA sviluppato internamente e dedicato specificamente al settore videoludico.

Ma la “cura Sharma” non si è fermata certo qui. Sotto la sua spinta direttiva, Xbox ha da poco annunciato un taglio epocale di ben 3.200 posti di lavoro, di cui 1.600 con effetto immediato, da completare entro la fine dell’anno fiscale 2027.

Asha Sharma, vestita con una maglia nera, parla e gesticola con le mani in primo piano mentre partecipa a un dibattito pubblico in un evento affollato.
Prima di approdare alla guida della divisione Xbox, Sharma ha presieduto il gruppo “Core AI” di Microsoft. Il suo approccio drastico punta a snellire la gerarchia aziendale per massimizzare l’efficienza tecnologica. (mistergadget.tech)

Storici e amatissimi team di sviluppo come ZeniMax Online Studios, id Software e Obsidian stanno vedendo la propria forza lavoro ridursi all’osso. Nel frattempo, altre entità acquisite di recente dal colosso tecnologico stanno già negoziando la propria indipendenza pur di sopravvivere ai tagli.

La spietata logica della semplificazione gerarchica

La giustificazione ufficiale per questa manovra è puramente strutturale. Asha Sharma è stata estremamente chiara riguardo alla necessità di snellire una burocrazia aziendale diventata, a suo dire, insostenibile e controproducente.

“Sappiamo bene che una tecnologia all’avanguardia migliora in qualità quando viene semplificata, non quando viene appesantita. Oggi, in alcuni settori dell’azienda, il lavoro deve superare fino a 14 livelli gerarchici. […] Ridurremo questa gerarchia a un massimo di cinque livelli, e possibilmente a tre dove fattibile”, ha spiegato la dirigente per motivare i licenziamenti.

L’obiettivo primario è quindi massimizzare l’efficienza tecnologica e decisionale, anche a costo di sacrificare migliaia di talenti dell’industria.

La chiamata della Federal Reserve: un’ironia tagliente

Di questi tempi, ricevere una comunicazione ufficiale dalla nuova CEO di Xbox fa letteralmente tremare i polsi a qualsiasi dipendente. Eppure, nonostante questa nascente fama da “mietitrice” aziendale, Asha Sharma rimane una figura richiestissima dalle più alte e prestigiose sfere finanziarie degli Stati Uniti.

In un tempismo che rasenta l’assurdo, la Federal Reserve americana (la banca centrale degli Stati Uniti) l’ha ufficialmente nominata co-direttrice di uno dei suoi cinque nuovi gruppi di lavoro. Il nome del dipartimento? “Produttività e Occupazione”.

Facciata monumentale in marmo bianco della sede centrale della Federal Reserve a Washington, caratterizzata da grandi finestre, rigide colonne e la bandiera degli Stati Uniti che sventola sul tetto.
Il nuovo comitato voluto dalla Federal Reserve dovrà studiare come le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale trasformeranno radicalmente la produttività delle multinazionali e il mercato del lavoro americano. (mistergadget.tech)

Si tratta di una scelta che suscita inevitabilmente un sorriso amaro: la persona incaricata di studiare e proteggere il futuro del lavoro su scala nazionale è esattamente la stessa che, parallelamente, sta smantellando enormi fette di mercato videoludico, lasciando a casa migliaia di professionisti.

L’Intelligenza Artificiale deciderà il futuro del mercato

All’interno di questo comitato governativo ristretto, Asha Sharma non sarà sola, sebbene sia l’unica Amministratrice Delegata in carica ad essere stata formalmente invitata dalla Fed.

Ad affiancarla in questa delicata missione ci saranno figure di altissimo profilo come Marc Andreessen (celebre e influente investitore della Silicon Valley, noto per il suo incrollabile “tecno-ottimismo”) e Charles I. Jones (eminente professore di economia all’Università di Stanford, attualmente distaccato presso Anthropic, uno dei principali laboratori di IA rivali di OpenAI).

Considerando i curricula dei professionisti coinvolti, il tema centrale dei dibattiti sarà inequivocabilmente l’intelligenza artificiale e il suo impatto macroeconomico a lungo termine.

Il gruppo avrà il compito vitale di consigliare la Federal Reserve sulle conseguenze che le nuove tecnologie avranno sulla produttività delle aziende, sul mercato del lavoro e sulle future politiche monetarie del Paese. Un orientamento che, peraltro, si sposa perfettamente con i recenti dati diffusi dalla Federal Reserve di Atlanta: se da un lato le grandi multinazionali prevedono di sostituire sempre più forza lavoro ricorrendo all’IA, dall’altro i guadagni di produttività legati a questa tecnologia potrebbero subire un’accelerazione drastica e decisiva già a partire da questo 2026.

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