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Pixel 11: l’evento Made by Google è ufficiale, si terrà il 12 agosto a New York

Mister gadget pixel

Di solito è Samsung a muoversi per prima nel calendario estivo dei lanci, ma quest’anno Google ha anticipato tutti. L’azienda ha iniziato a inviare i primi inviti per l’evento Made by Google, fissato per il 12 agosto a New York con inizio alle 18 locali.

A darne notizia è stato Mark Gurman di Bloomberg, che ha pubblicato su X la card ricevuta: il testo invita gli ospiti a festeggiare dal vivo l’arrivo della nuova generazione di Pixel, “live and in person”, come recita l’invito stesso.

Sul palco sono attesi cinque protagonisti: Pixel 11Pixel 11 ProPixel 11 Pro XLPixel 11 Pro Fold e il nuovo Pixel Watch 5. La formula, a giudicare dal tono dell’invito, sembra ricalcare quella dello scorso anno: più uno show che una semplice conferenza stampa, sulla falsariga dell’evento Pixel 10, condotto da Jimmy Fallon.

Un altro dettaglio che va nella stessa direzione: la redazione non ha ancora ricevuto un invito, segnale che, come già successo nel 2025, la platea fisicamente presente in sala sarà molto ristretta.

Preordini e tempistiche

Se il copione dell’anno scorso dovesse ripetersi, i preordini per l’intera gamma partiranno lo stesso 12 agosto, con le prime spedizioni attese entro una o due settimane. Non è però una regola fissa: nel 2025 Google aveva rinviato il lancio del Pixel Watch 4 a settembre, quindi anche stavolta qualche modello della famiglia potrebbe slittare rispetto al grosso del lancio.

Il nodo dei prezzi

Il tema più delicato riguarda i listini. Poche ore prima dell’annuncio dell’evento erano circolate indiscrezioni su un possibile aumento di prezzo per l’intera gamma Pixel 11, complice la crisi della RAM che sta attraversando tutto il mercato degli smartphone.

Samsung ha da poco annunciato un nuovo rincaro del 20% sui prezzi della DRAM per il terzo trimestre 2026, dopo due aumenti precedenti rispettivamente del 90% e del 50%, mentre Apple, Microsoft e Xbox hanno già alzato i listini dei propri dispositivi per lo stesso motivo.

Secondo le indiscrezioni più recenti, la gamma Pixel 11 dovrebbe partire da un taglio di memoria unico da 256GB su tutti i modelli, eliminando così la configurazione base da 128GB.

Non è ancora chiaro se Google riuscirà a contenere l’aumento dei prezzi puntando solo su tagli di storage più generosi, o se dovrà comunque intervenire sui listini come stanno facendo praticamente tutti i concorrenti.

Cosa vorremmo vedere nei nuovi Pixel 11 e in Pixel Watch 5

Da qualche mese Pixel 10 Pro è il nostro smartphone principale, affiancato al polso da Pixel Watch 4. È un’esperienza che, nel complesso, ci soddisfa pienamente.

Ma con l’evento Made by Google del 12 agosto ormai alle porte, è il momento giusto per mettere per iscritto cosa vorremmo trovare nella prossima generazione. Non si tratta di difetti che rovinano l’esperienza d’uso, ma di quei dettagli che, sommati, fanno la differenza tra un buon prodotto e uno davvero rifinito.

Una reattività che manca di scatto

Il Pixel 10 Pro funziona bene, questo va detto senza ambiguità. Eppure c’è una sensazione sottile che accompagna l’uso quotidiano: una leggerissima latenza che, isolata, non si nota nemmeno, ma che emerge con chiarezza non appena si passa ad altri top di gamma.

Il confronto più impietoso è con il Galaxy S26 Ultra, che risulta fulmineo in ogni interazione, quasi non lasciasse tempo al pensiero prima dell’azione sullo schermo.

Su Pixel 10 Pro, invece, quel margine di ritardo c’è, piccolo ma percettibile. Ci auguriamo che Pixel 11 possa colmarlo, perché il resto dell’esperienza software è già solido: manca solo quello scatto in più.

Software, i dettagli che stonano

Alcuni aspetti dell’interfaccia sembrano ancora acerbi. La gestione delle foto contatto e delle card di chiamata ha un’impostazione che definiremmo, senza troppi giri di parole, un po’ raffazzonata: stili diversi convivono senza una coerenza visiva chiara, e il risultato non è all’altezza della cura che Google mette solitamente nel resto del sistema.

Anche la gestione dei contatti preferiti meriterebbe attenzione: al momento è possibile ordinarli solo in ordine alfabetico, senza la possibilità di riorganizzarli secondo le proprie priorità. È un limite superabile, certo, ma proprio per questo ci chiediamo perché non sia stato ancora risolto.

Pixel Watch 5, il problema è il caricabatterie

Sul fronte smartwatch il giudizio resta ampiamente positivo, ma c’è un dettaglio che continua a infastidirci: il nuovo caricabatterie introdotto con Pixel Watch 4.

Non è raro appoggiare l’orologio sulla base in modo leggermente impreciso e ritrovarsi, la mattina seguente, con il dispositivo scarico perché la ricarica notturna semplicemente non è partita.

Il sistema precedente, basato su quattro pin di contatto, non lasciava questo margine di errore: bastava posare l’orologio, senza doverci pensare due volte. Se Pixel Watch 5 dovesse mantenere questa impostazione, sarebbe una scelta che continueremmo a non condividere.

Più dati per chi nuota (e non solo)

Un altro punto che avevamo già segnalato in passato riguarda il tracciamento sportivo. Per chi nuota, ad esempio, l’unico dato mostrato a schermo durante l’attività è la durata dell’allenamento: nessuna vasca conteggiata, nessun ritmo, nessuna metrica utile a chi si allena sul serio.

Per uno smartwatch che punta molto sulla componente salute e fitness, è una lacuna che pesa, e che ci aspettiamo venga colmata con l’aggiornamento software che dovrebbe accompagnare la nuova generazione.

Si parte comunque da una base solida

Va detto con altrettanta chiarezza: questi rilievi nascono dall’uso quotidiano di due dispositivi che, complessivamente, funzionano bene e che consigliamo senza remore.

Non sono critiche che minano l’esperienza, ma indicazioni su dove Google può ancora migliorare partendo da una posizione di vantaggio.

Ed è proprio questo il punto: quando la base è già solida, ogni rifinitura in più si sente.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Cosa sappiamo:

  • Google ha inviato i primi inviti per l’evento Made by Google del 12 agosto a New York, alle 18 locali
  • Sono attesi Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL, Pixel 11 Pro Fold e Pixel Watch 5
  • La crisi della RAM sta già spingendo altri produttori (Samsung, Apple, Microsoft) ad aumentare i prezzi dei propri dispositivi

Cosa non sappiamo ancora:

  • L’entità esatta degli eventuali aumenti di prezzo sui singoli modelli Pixel 11
  • La sede precisa dell’evento a New York
  • Se tutti i dispositivi attesi debutteranno lo stesso giorno o se, come per il Pixel Watch 4 lo scorso anno, qualcuno slitterà

Domande frequenti su Pixel 11

Quando si terrà l’evento Made by Google 2026? L’evento è fissato per il 12 agosto 2026 a New York, con inizio previsto alle 18 ora locale.

Quali dispositivi Google presenterà il 12 agosto? Sono attesi Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL, Pixel 11 Pro Fold e Pixel Watch 5, ma Google non ha ancora confermato ufficialmente la lista.

I Pixel 11 costeranno di più rispetto alla generazione precedente? È probabile, anche se non ancora confermato da Google. La crisi globale della RAM ha già spinto Samsung, Apple e Microsoft ad alzare i prezzi dei propri dispositivi, e le indiscrezioni più recenti indicano un possibile aumento anche per la gamma Pixel 11.

Quando partiranno i preordini dei Pixel 11? Se Google seguirà lo schema degli anni scorsi, i preordini dovrebbero aprirsi lo stesso 12 agosto, con le prime spedizioni entro una o due settimane. Non è però garantito per tutti i modelli della gamma.

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