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La nuova CEO Asha Sharma annuncia una delle ristrutturazioni più imponenti nella storia dei videogiochi: “Il nostro business oggi non è in salute”. Tra vendite e scorpori, cambia il destino di Ninja Theory, Arkane e le future strategie di Microsoft.
L’industria videoludica si stava preparando da tempo a un’ondata di tagli in casa Microsoft, specialmente in seguito all’insediamento della nuova amministrazione alla guida del marchio. Oggi, quei timori si sono concretizzati, e i numeri parlano di uno dei più grandi licenziamenti di massa nella storia dei videogiochi.
Asha Sharma, neo CEO di Xbox, ha annunciato ufficialmente che Microsoft taglierà circa 3.200 posti di lavoro nel corso del prossimo anno fiscale, con ben 1.600 posizioni eliminate solo nella giornata di oggi. I tagli andranno a colpire ogni singolo studio e, di fatto, quasi ogni tipologia di ruolo all’interno della divisione gaming. In un post sul blog aziendale caratterizzato da una trasparenza brutale, Sharma ha definito senza mezzi termini l’attuale stato di Xbox come “non in salute”.
Tuttavia, il destino dei vari studi di sviluppo e dei giochi in cantiere riserva diverse sorprese e delinea un netto cambio di rotta rispetto al passato.
Il destino degli studi: vendite, indipendenza e consultazioni
Nonostante la portata massiccia di questi tagli, al momento non è prevista alcuna chiusura immediata e definitiva degli studi, né la cancellazione di videogiochi già annunciati pubblicamente. Le situazioni dei team più colpiti, però, sono estremamente variegate:
- Double Fine Productions: Lo storico studio di Tim Schafer è stato scorporato per tornare a essere un’entità indipendente e manterrà il pieno controllo sulle proprie Proprietà Intellettuali (IP).
- Compulsion Games: Seguirà lo stesso esatto destino di Double Fine, diventando indipendente e mantenendo i propri franchise.
- Ninja Theory: Il talentuoso team inglese è attualmente in trattativa per essere venduto a una nuova proprietà. Tuttavia, i fondi per completare ed espandere il franchise di Senua sono garantiti.
- Undead Labs: Anche i creatori del survival a tema zombi sono in fase di vendita, ma il piano è quello di garantire l’uscita dell’attesissimo State of Decay 3.
- Arkane (Lione): La situazione più delicata. In Francia, la dirigenza sta avviando le consultazioni obbligatorie con i sindacati (Works Council) per valutare tutte le opzioni strategiche, che vanno dalla vendita, allo scorporo, fino alla possibile chiusura. Il destino del gioco action Marvel’s Blade è attualmente un’incognita.
Ovviamente, il fatto che alcuni di questi studi sopravvivano non significa che saranno immuni ai licenziamenti interni. Inoltre, sebbene i giochi non siano stati cancellati oggi, la loro effettiva pubblicazione futura non è scolpita nella pietra, date le dimensioni di questa ristrutturazione.
ZeniMax nel mirino e il ritorno ai “Grandi Classici”
Stando a fonti vicine alla dirigenza, alcuni dei tagli più drastici colpiranno ZeniMax-Bethesda. Non è stato comunicato nulla di specifico riguardo ai colossi in sviluppo, ma titoli come The Elder Scrolls 6 e il prossimo Fallout non sembrano essere a rischio cancellazione.
Team storici come Obsidian Entertainment, 343 Industries (ora Halo Studios) e The Coalition rimarranno saldamente all’interno della famiglia Xbox, ma subiranno comunque delle riduzioni di personale.
Dietro questa mossa c’è una chiara presa di coscienza aziendale. La strategia originale di acquisire dozzine di piccoli studi per sfornare giochi su scala ridotta non ha dato i frutti sperati, né sul fronte delle vendite dirette, né per incrementare in modo significativo gli abbonati a Xbox Game Pass (un servizio che sta ancora cercando di recuperare terreno dopo l’emorragia di iscritti seguita al controverso aumento dei prezzi del 50%, poi prontamente revocato dalla nuova amministrazione).
Il nuovo obiettivo di Microsoft è chiaro: concentrare le risorse sui franchise di proporzioni colossali, come Halo, cercando al contempo di accelerare i tempi di sviluppo delle IP acquisite. L’idea di dover aspettare 15 anni tra un capitolo e l’altro di Fallout o Elder Scrolls non è più considerata un’opzione sostenibile.
Altra importante novità riguarda il colosso dei blocchetti: Mojang (creatori di Minecraft) e King (gigante del mobile) risponderanno ora direttamente ad Asha Sharma. Una mossa necessaria per svecchiare Minecraft, che negli ultimi tempi ha perso vistosamente terreno rispetto al rivale Roblox.
I numeri della crisi: “Perdevamo 64 centesimi per ogni dollaro investito”
Come confermato dalla CEO, era chiaro da tempo che il marchio Xbox stesse affrontando una grave crisi strutturale. Sharma ha snocciolato numeri che fanno riflettere: Xbox sta operando con margini di profitto che sono “dalle 3 alle 10 volte inferiori” rispetto ai concorrenti nel settore delle piattaforme e del publishing.
La dichiarazione più pesante riguarda però gli investimenti passati: “In un anno tipo, abbiamo perso 64 centesimi per ogni dollaro che abbiamo investito.”
Oltre a rimodulare i contenuti, Xbox snellirà drasticamente la propria struttura gerarchica. I livelli dirigenziali verranno ridotti a un massimo di cinque (e dove possibile, tre), eliminando la complessa burocrazia interna (in alcuni dipartimenti c’erano fino a 14 livelli di management) che ha rallentato le decisioni e offuscato le responsabilità negli ultimi anni.
In questo clima di rinnovamento, Helen Chiang è stata promossa al ruolo di Chief Operating Officer (COO), con responsabilità diretta su profitti e perdite di tutte le divisioni (hardware, software e servizi), mentre il veterano Dave McCarthy andrà in pensione dopo 17 anni in azienda.
Il miraggio del 2027 e lo spettro del nuovo Hardware
Anche per un’industria purtroppo abituata ai licenziamenti, questa giornata verrà ricordata come una delle più buie di sempre.
Il percorso di “ricostruzione” inizia ufficialmente oggi sotto la guida di Sharma, ma il viaggio per rendere Xbox l’ecosistema che Microsoft e i fan desiderano richiederà molti anni. Non ci sono scorciatoie. Tutto questo avviene, peraltro, mentre l’intero settore deve fare i conti con quella che la CEO ha definito “la più grave crisi hardware della storia”, con costi di produzione per le console di prossima generazione schizzati alle stelle e consumatori sempre meno disposti a spendere cifre da capogiro per l’aggiornamento tecnologico.
L’obiettivo dichiarato è tornare alla crescita nel 2027, investendo con maggiore disciplina e chiarezza. Asha Sharma ha chiuso la sua comunicazione ai dipendenti con una frase lapidaria: “La storia è piena di aziende che scambiano la longevità per inevitabilità. Noi non saremo una di quelle.”
