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Entro il 2027 gli smartphone saranno completamente diversi

Gli smartphone con AI saranno sempre più frequenti, ma meno economici

Entro il 2027 oltre il 50% degli smartphone avrà AI generativa. Crescono i prezzi e cala il mercato globale secondo Counterpoint.

Il mercato degli smartphone sta entrando in una fase di trasformazione profonda, in cui l’intelligenza artificiale generativa non è più una funzione accessoria riservata ai dispositivi più costosi, ma un elemento destinato a diventare standard industriale. Secondo le ultime stime di Counterpoint Research, entro il 2027 oltre la metà degli smartphone spediti a livello globale integrerà funzionalità GenAI avanzate.

Un cambio di paradigma che non riguarda solo il software, ma l’intera struttura economica del settore, già sotto pressione per l’aumento dei costi dei componenti e per una domanda globale in rallentamento.

La crescita dell’AI nei telefoni

Il dato più significativo della previsione riguarda la velocità di adozione. I dispositivi con capacità di intelligenza artificiale generativa passeranno dal 36% delle spedizioni globali nel 2025 al 45% nel 2026, fino a raggiungere il 52% nel 2027.

In meno di tre anni, quindi, più di uno smartphone su due avrà funzionalità AI integrate direttamente nel sistema operativo o nel processore. Non si tratta più di semplici assistenti vocali o filtri fotografici avanzati, ma di sistemi capaci di generare contenuti, gestire attività complesse e agire in modo sempre più autonomo.

Apple ha già iniziato a introdurre funzionalità di questo tipo con le nuove versioni di iOS e le evoluzioni di Apple Intelligence, che troveranno piena maturazione nei prossimi modelli. Sul fronte Android, invece, i produttori stanno accelerando verso un modello definito “Agentic AI”, in cui il dispositivo non si limita a rispondere ai comandi ma li interpreta e li esegue in autonomia, interagendo con app e servizi.


Il paradosso del mercato: più AI, ma meno smartphone venduti

Il dato più sorprendente dello scenario delineato da Counterpoint è che questa crescita dell’AI avviene in un mercato in contrazione. Le spedizioni globali di smartphone sono infatti previste in calo del 13,9% nel 2026, con circa 1,08 miliardi di unità vendute, il livello più basso dal 2013.

Un paradosso solo apparente: mentre i dispositivi diventano più avanzati, il mercato complessivo si restringe. La combinazione tra saturazione nei mercati maturi e aumento dei prezzi medi sta rallentando la crescita dei volumi.

A pesare è soprattutto il costo crescente dei componenti, in particolare delle memorie, diventate uno dei fattori più critici dell’intera filiera tecnologica.

La crisi delle memorie

Il nodo centrale del problema è la carenza di chip di memoria, in particolare DRAM e NAND destinati agli smartphone. La crescente domanda da parte dei data center AI sta assorbendo gran parte della capacità produttiva globale, spingendo i prezzi verso l’alto.

Questo ha un effetto diretto sui dispositivi mobili, che utilizzano lo stesso tipo di memoria (LPDDR). Il risultato è un aumento significativo dei costi di produzione, che sta costringendo i produttori a rivedere strategie, specifiche e prezzi finali.

Le conseguenze non sono distribuite in modo uniforme: i modelli entry-level e mid-range sono i più colpiti, mentre i dispositivi premium riescono ad assorbire meglio l’impatto dei rincari grazie a margini più elevati.

Premiumizzazione accelerata e rischio scomparsa del low-cost

Uno degli effetti più evidenti di questa dinamica è la cosiddetta “premiumizzazione” del mercato. In pratica, sempre più utenti si spostano verso dispositivi di fascia alta o verso smartphone ricondizionati, mentre la fascia bassa diventa progressivamente meno sostenibile per i produttori.

Alcuni modelli economici potrebbero addirittura sparire dal mercato, non tanto per mancanza di domanda, quanto per impossibilità di mantenerli redditizi in un contesto di costi crescenti.

In questo scenario, i grandi beneficiari sono i produttori già forti nel segmento premium, come Apple e Samsung, che possono contare su economie di scala, controllo della supply chain e maggiore capacità di assorbire gli aumenti.

Samsung, in particolare, beneficia anche della sua posizione nel mercato delle memorie, un vantaggio strategico in un periodo in cui proprio questo componente è diventato il più critico dell’intero settore.

L’AI come giustificazione dei prezzi più alti

Un altro elemento centrale è il ruolo dell’intelligenza artificiale come leva di valore. Le nuove funzionalità GenAI, come generazione di immagini on-device, editing intelligente, assistenti evoluti e automazione delle attività, stanno diventando un argomento chiave per giustificare prezzi più alti.

In altre parole, l’AI non è solo una tecnologia, ma anche un fattore economico. Serve a differenziare i prodotti, aumentare il valore percepito e sostenere un aumento progressivo dei listini.

Per molti produttori, questa evoluzione rappresenta una doppia opportunità: da un lato innovare l’esperienza utente, dall’altro compensare l’aumento dei costi industriali.

Il 2027, stabilizzazione o nuova crisi?

Secondo le previsioni, una possibile normalizzazione del mercato delle memorie potrebbe arrivare solo nella seconda metà del 2027. Se la capacità produttiva tornerà a livelli adeguati, il settore potrebbe stabilizzarsi e beneficiare di dispositivi più potenti e accessibili.

Tuttavia, non è escluso che parte dell’aumento dei prezzi diventi strutturale, soprattutto se l’AI continuerà a spingere la domanda di componenti ad alte prestazioni anche al di fuori del mercato mobile.

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