Prodotti

Ricarica wireless o cablata: quale consuma più energia? La risposta

MisterGadgetTech Carica wireless

La risposta breve: sì, la ricarica wireless consuma più energia di quella via cavo, e non si tratta di un’impressione soggettiva. Caricare uno smartphone moderno da zero a cento con un cavo richiede circa 15 Wh (wattora, l’unità che misura l’energia necessaria a far funzionare un dispositivo per un’ora).

Lo stesso smartphone, sullo stesso tappetino wireless, ne richiede circa 21 Wh, secondo uno studio del 2020 sulla piattaforma enterprise OneZero. Il divario è del 40%.

Numeri più recenti raccontano una storia simile ma leggermente più indulgente verso il wireless. Un test di iFixit del 2024, condotto confrontando un caricatore MagSafe con un cavo tradizionale, ha misurato un consumo extra del 36%.

Lo stesso test però segnala un dettaglio che cambia parecchio le cose: se il telefono non è perfettamente centrato sul tappetino, l’efficienza della ricarica wireless può dimezzarsi.

Tradotto: nella vita reale, dove nessuno controlla l’allineamento al millimetro, lo spreco è spesso più alto di quello misurato in laboratorio.

Perché la ricarica wireless spreca più energia

La risposta sta nel modo in cui l’energia viaggia dal caricatore al telefono. La ricarica via cavo è un percorso diretto: la corrente entra da un punto ed esce da un altro, senza passaggi intermedi.

La ricarica wireless invece si basa sull’induzione elettromagnetica: una bobina nel caricatore genera un campo magnetico, una seconda bobina nel telefono lo trasforma di nuovo in corrente. Ogni conversione di questo tipo comporta una perdita.

A peggiorare le cose c’è l’aria che separa telefono e caricatore: quel piccolo spazio, ulteriormente allargato da una cover spessa, lascia disperdere calore. Non a caso i tappetini di ricarica wireless si scaldano in modo evidente durante l’uso, e il calore in eccesso è semplicemente energia che non sta caricando la batteria.

Nel complesso, una ricarica wireless perde tra il 20% e il 30% di energia solo per dissipazione termica, a cui si somma quel 5-10% di perdita che riguarda qualunque caricatore, wireless o cablato, nel momento in cui converte la corrente alternata della presa in corrente continua per il telefono.

Quanto pesa davvero, su scala globale

Sul singolo caricabatterie, una differenza di pochi wattora al giorno sembra trascurabile. Ma moltiplicata per un anno intero, la prospettiva cambia: una ricarica via cavo richiede circa 5,5 kilowattora (kWh) all’anno per uno smartphone medio, contro circa 7,6 kWh con il wireless.

E qui arriva il punto che rende la faccenda interessante anche per chi pensa “che vuoi che sia, sono pochi wattora”. Secondo i dati del Wireless Power Consortium e del Deloitte Mobile Consumer Survey nel Regno Unito, tra il 30% e il 66% dei possessori di smartphone usa già la ricarica wireless a casa.

Nel mondo ci sono circa 7,6 miliardi di smartphone: anche restando sulla stima più prudente del 30%, lo spreco energetico globale attribuibile alla sola ricarica wireless sfiorerebbe i 4.830 gigawattora l’anno, una quantità capace di alimentare centinaia di migliaia di abitazioni per dodici mesi.

E il dato, con l’adozione del wireless in costante crescita, non sta destinato a scendere.

Non è solo questione di bolletta

C’è anche un risvolto meno discusso: il calore prodotto dalla ricarica wireless può accelerare il degrado della batterianel tempo.

I telefoni moderni hanno sistemi di sicurezza che intervengono prima che la situazione diventi seria, rallentando la velocità di ricarica quando la temperatura della batteria si avvicina ai 45°C.

È una protezione utile, ma anche un sintomo: se il telefono si scalda così tanto, qualcosa di energia si è già perso lungo la strada.

Vale anche la pena ricordare due regole di buon senso che con il wireless contano doppio: usare il caricatore in un ambiente ben ventilato, mai sotto un cuscino o una coperta, e diffidare dei caricatori generici senza marchio, spesso privi di sensori di temperatura e di rilevamento degli oggetti metallici.

Su questo fronte esiste anche un’avvertenza specifica per chi porta un pacemaker: alcuni caricatori wireless più potenti generano campi magnetici sufficientemente forti da poter interferire con il dispositivo medico.

Il wireless sta migliorando, ma il cavo resta più semplice

La buona notizia è che il divario si sta riducendo, grazie a un migliore allineamento delle bobine e a standard più recenti come MagSafe e Qi2.

La cattiva notizia, se così si può chiamare, è che difficilmente la ricarica wireless raggiungerà mai l’efficienza del cavo: la fisica del problema non cambia, e trasmettere energia attraverso un campo magnetico richiederà sempre qualche passaggio in più rispetto a un filo che collega due punti.

Detto questo, anche la ricarica via cavo non è priva di difetti: i cavi si degradano con l’uso, le porte si usurano dopo anni di inserimenti, e prima o poi capita a chiunque di ritrovarsi con un cassetto pieno di cavi vecchi ormai inutilizzabili.

Restano comunque difetti minori rispetto al tema energetico, ed è anche vero che appoggiare il telefono su un tappetino resta, banalmente, più comodo che cercare la porta USB-C al buio.


Domande frequenti su ricarica wireless e cablata

La ricarica wireless consuma davvero più energia di quella cablata? Sì. In media consuma tra il 36% e il 40% di energia in più per completare una carica da zero a cento, secondo gli studi di OneZero (2020) e iFixit (2024).

Perché la ricarica wireless è meno efficiente? Perché si basa sull’induzione elettromagnetica, che richiede più passaggi di conversione rispetto a un collegamento diretto via cavo, e perché l’aria tra telefono e caricatore lascia disperdere calore, cioè energia.

Il disallineamento sul tappetino peggiora la situazione? Sì, e parecchio. Secondo i test di iFixit, un telefono posizionato male sul caricatore wireless può vedere la propria efficienza di ricarica dimezzata rispetto a un posizionamento corretto.

La ricarica wireless rovina la batteria del telefono? Il calore generato dalla ricarica wireless può contribuire al degrado della batteria nel tempo. I telefoni moderni limitano la velocità di ricarica quando la temperatura si avvicina ai 45°C per proteggere la batteria.

Quanto pesa la ricarica wireless sull’ambiente su scala globale? Considerando solo il 30% dei circa 7,6 miliardi di smartphone nel mondo, lo spreco energetico stimato dovuto alla sola inefficienza della ricarica wireless supera i 4.830 gigawattora all’anno.

Conviene comunque usare la ricarica wireless? Dal punto di vista energetico no, ma resta una questione di comodità contro efficienza. Chi vuole limitare lo spreco può scegliere caricatori certificati MagSafe o Qi2, posizionare il telefono con cura sul tappetino e, quando possibile, preferire il cavo per le ricariche più lunghe.


Banner di Mistergadget con invito ad aggiungere il sito alle Fonti Preferite di Google

Change privacy settings
×