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Tim Cook conferma: i prezzi Apple aumenteranno per la crisi della memoria RAM

Tim Cook

Diciamolo chiaramente: quando il CEO di un’azienda che fa utili record ogni trimestre ammette che non riesce più a tenere bassi i prezzi, la situazione deve essere seria.

Tim Cook, numero uno di Apple ancora in carica fino a settembre, ha rilasciato un’intervista al Wall Street Journal in cui ha praticamente confermato quello che il settore tech temeva da mesi: i prodotti Apple costeranno di più, e la colpa è della crisi della memoria RAM e dello storage.

“Purtroppo, gli aumenti di prezzo sono inevitabili”, ha dichiarato Cook al quotidiano. “Stiamo facendo del nostro meglio per mitigare i forti rincari che ci vengono trasferiti, e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti dagli aumenti, ma la situazione è diventata insostenibile.”

Apple, azienda nota per blindare i prezzi dei suoi prodotti di punta per anni anche quando i costi dei componenti oscillano, sta quindi per cambiare strategia.

Cook non ha specificato quali prodotti saranno coinvolti né di quanto saliranno i prezzi, ma il tempismo non lascia molti dubbi: con il WWDC 2026 ormai archiviato, l’azienda è a pochi mesi dalla presentazione della gamma iPhone 18, e appare difficile che quei dispositivi possano costare meno della generazione precedente. Lo stesso discorso vale per i prossimi laptop e tablet.

Una “piena centenaria” durata 40 anni di carriera

Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda forse il modo in cui Cook ha descritto la portata del fenomeno: una “piena centenaria”, paragonando la crisi attuale a un evento estremo e raro. “Non ho mai visto nulla di simile in nessun settore in oltre 40 anni“, ha detto.

Il problema ha un nome preciso: la domanda di chip di memoria ad alte prestazioni generata dall’intelligenza artificiale. I colossi che costruiscono data center per l’IA stanno acquistando enormi quantità di DRAM e NAND, i due tipi di memoria usati rispettivamente per la RAM e per lo storage.

Secondo le stime circolate negli ultimi giorni, i prezzi di questi componenti sarebbero quadruplicati nell’arco di un anno, con previsioni che indicano nuovi rincari fino al 2027.

“C’è meno offerta in un momento in cui i consumatori vogliono dispositivi e i produttori di memoria stanno trasferendo aumenti di prezzo enormi”, ha spiegato Cook. “Abbiamo assolutamente bisogno che i prezzi e le forniture di memoria tornino a livelli ragionevoli per i prodotti di consumo. Questo è il punto.”

Quanto costerà tutto questo

Qui arriviamo al punto dolente per chi vuole capire l’impatto reale sul portafoglio. Secondo TechInsights, società di ricerca specializzata in semiconduttori, mantenere gli attuali margini di profitto richiederebbe ad Apple un aumento di circa 270 dollari sul prossimo iPhone Pro.

Morgan Stanley, dal suo lato, prevede un rincaro medio del 15% su smartphone e PC negli Stati Uniti nel corso dell’anno, e stima che entro il 2027 la disponibilità di memoria per l’elettronica di consumo sarà inferiore del 15% rispetto alla domanda, perché i fornitori daranno priorità ai clienti dell’IA.

Non si tratta di previsioni campate in aria. Apple ha già dato un primo segnale concreto qualche settimana fa, quando ha eliminato la configurazione base del Mac mini da 256GB venduta a 599 dollari, lasciando come modello di ingresso la versione da 512GB a 799 dollari.

Tecnicamente non è un aumento di prezzo sulla carta, ma il risultato per chi vuole il Mac mini più economico è lo stesso: 200 dollari in più, un terzo del prezzo precedente.

Cook ha anche aperto uno spiraglio sulla strategia che Apple intende adottare per affrontare la crisis: “Siamo disposti a usare il nostro bilancio per essere parte della soluzione”, riferendosi alla possibilità di investire risorse proprie per aiutare ad aumentare la fornitura di memoria.

Ha però escluso categoricamente che Apple costruirà proprie fabbriche di chip di memoria: “Non possiamo fare tutto.”

Non è solo un problema Apple

Vale la pena sottolineare che Apple non è certo la prima azienda tech a fare questo tipo di annuncio. Samsung, HP, Microsoft, Nintendo e persino Valve (con il suo Steam Deck) hanno tutte affrontato pubblicamente l’impatto della corsa ai prezzi della RAM negli ultimi mesi.

Chi sperava di scappare dall’ecosistema Apple per risparmiare con un Android o un Windows dovrà rivedere i piani: i produttori di memoria sono gli stessi per tutti, e la pressione sui costi non fa eccezioni.

C’è poi un dttaglio che vale la pena notare nel tono dell’intervista. Cook lascerà la guida operativa di Apple il 1° settembre, dopo 15 anni da CEO, per passare il testimone a John Ternus, attuale responsabile dell’hardware engineering, e diventare presidente esecutivo del consiglio di amministrazione.

Il modo diplomatico ma diretto con cui ha gestito la notizia sembra studiato apposta per evitare che sia il suo successore a dover incassare il malcontento dei clienti per i rincari che arriveranno con la prossima generazione di iPhone.


Domande frequenti su Tim Cook e gli aumenti di prezzo Apple

Apple aumenterà davvero i prezzi dei suoi prodotti?
Sì. Tim Cook ha confermato al Wall Street Journal che gli aumenti di prezzo sono “inevitabili” a causa della crisi della memoria RAM e storage. Non sono stati specificati né i prodotti coinvolti né le date.

Perché i prezzi della memoria RAM stanno salendo così tanto?
La domanda di chip DRAM e NAND da parte delle aziende che costruiscono infrastrutture per l’intelligenza artificiale ha fatto schizzare i prezzi, riducendo drasticamente la disponibilità per l’elettronica di consumo.

Di quanto potrebbe aumentare il prossimo iPhone?
Secondo le stime di TechInsights, per mantenere gli attuali margini di profitto Apple dovrebbe aumentare il prezzo del prossimo iPhone Pro di circa 270 dollari. Si tratta di una stima, non di un dato confermato da Apple.

Il Mac mini ha già subito un aumento di prezzo?
Sì. Apple ha eliminato la configurazione base da 256GB a 599 dollari, lasciando come modello di ingresso quella da 512GB a 799 dollari, un incremento di 200 dollari sul prezzo minimo d’accesso.

Solo Apple sta affrontando questo problema?
No. Samsung, HP, Microsoft, Nintendo e Valve hanno tutte comunicato pubblicamente l’impatto dei rincari della memoria RAM sui propri prodotti negli ultimi mesi.

Quando arriveranno i nuovi prezzi Apple?
Non è stata indicata una data precisa, ma l’appuntamento più probabile è la presentazione della gamma iPhone 18, prevista per settembre 2026.


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