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Perché Apple continua a crescere mentre gli altri produttori sono in difficoltà

Mercato smartphone, la crisi fa bene a Apple

La crisi delle memorie DRAM e NAND colpisce il mercato smartphone, ma Apple continua a crescere. Ecco perché iPhone sta guadagnando terreno sui concorrenti.

Il mercato degli smartphone continua ad attraversare una fase complessa. L’aumento dei prezzi delle memorie DRAM e NAND sta mettendo sotto pressione praticamente tutti i produttori, costretti a fare i conti con costi di produzione sempre più elevati e margini sempre più ridotti. In questo scenario, però, c’è un’azienda che sembra soffrire meno delle altre: Apple.

Secondo gli ultimi dati diffusi dalla società di analisi Omdia, il secondo trimestre del 2026 ha segnato un nuovo record per gli iPhone. La quota di mercato della società di Cupertino è infatti cresciuta in maniera significativa, mentre diversi concorrenti hanno perso terreno. Il motivo non sarebbe soltanto il successo della gamma iPhone 17, ma anche una diversa capacità di affrontare la crisi che sta colpendo l’intero settore dell’elettronica.

Apple registra il miglior secondo trimestre della sua storia

Tradizionalmente il secondo trimestre rappresenta uno dei periodi meno brillanti per le vendite di iPhone. L’interesse del mercato tende infatti a concentrarsi sui nuovi modelli che arrivano in autunno, rendendo i mesi primaverili ed estivi più tranquilli. Nel 2026, però, la situazione è stata diversa.

Secondo Omdia, Apple avrebbe raggiunto una quota di mercato del 20%, contro il 16% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del miglior risultato mai ottenuto dall’azienda nel secondo trimestre.

Samsung rimane ancora il primo produttore mondiale, ma il vantaggio si è ridotto a soli due punti percentuali. Le due aziende continuano quindi a dominare il mercato globale, mentre tutti gli altri marchi faticano maggiormente a reggere l’impatto dell’aumento dei costi.

Mercato smartphone, la crisi fa bene a Apple
Mercato smartphone, la crisi fa bene a Apple (mistergadget.tech)

I produttori Android perdono terreno

Se Apple e Samsung continuano a crescere, lo stesso non si può dire per buona parte della concorrenza. Secondo i dati pubblicati da Omdia:

  • Xiaomi passa dal 15% all’11%;
  • OPPO scende dal 12% al 10%;
  • vivo cala dal 9% all’8%.

Nel complesso il mercato resta fortemente concentrato. Apple, Samsung, Xiaomi, OPPO e vivo rappresentano circa il 72% delle vendite mondiali, mentre tutti gli altri produttori si dividono il restante 28%. La competizione diventa quindi sempre più difficile soprattutto per i marchi di fascia media e bassa.

La crisi delle memorie DRAM e NAND pesa sui costi

Uno dei principali problemi del 2026 riguarda il forte aumento del prezzo delle memorie DRAM e NAND, componenti fondamentali in qualsiasi smartphone.

La crescente domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale e dei data center ha reso queste memorie più costose e più difficili da reperire. Per i produttori questo significa dover affrontare un incremento dei costi di produzione che, in molti casi, viene trasferito direttamente sul prezzo finale dei dispositivi.

Gli smartphone economici sono quelli che soffrono maggiormente questa situazione, perché operano già con margini molto ridotti.

Perché Apple resiste meglio alla crisi

Secondo Omdia, Apple è riuscita ad assorbire meglio questi rincari grazie a una combinazione di fattori. Da un lato, la gamma iPhone 17 avrebbe generato uno dei cicli di aggiornamento più forti degli ultimi anni, convincendo molti utenti a sostituire dispositivi più datati. Dall’altro, Apple dispone di margini economici più elevati rispetto a molti concorrenti Android.

Questo le consente di limitare gli aumenti di prezzo senza compromettere eccessivamente la redditività dei propri prodotti.

Molti produttori Android, invece, basano gran parte della propria competitività proprio sul prezzo. Quando aumentano i costi dei componenti, hanno meno margine di manovra e sono spesso costretti a ritoccare i listini.

Gli aumenti potrebbero non essere finiti

La situazione, però, è ancora lontana dall’essere risolta. Gli analisti ritengono che le difficoltà nella disponibilità delle memorie potrebbero diventare ancora più evidenti nella seconda metà del 2026.

Il terzo e il quarto trimestre rappresentano infatti il periodo più importante dell’anno per il settore smartphone grazie ai nuovi lanci, al Black Friday e alle festività natalizie. Una domanda elevata, unita a una disponibilità limitata di chip, potrebbe provocare ulteriori aumenti dei prezzi oppure ridurre la disponibilità di alcuni modelli.

Il ruolo decisivo degli iPhone 17

Secondo Omdia, una parte importante della crescita di Apple è legata proprio al successo della famiglia iPhone 17.

La nuova generazione sarebbe riuscita a convincere molti utenti che avevano rimandato l’aggiornamento negli anni precedenti, dando vita a un ciclo di sostituzione particolarmente favorevole.

Quando un numero elevato di clienti decide di cambiare smartphone nello stesso periodo, l’azienda può distribuire meglio i costi di produzione e affrontare con maggiore serenità anche l’aumento dei componenti.

È uno dei vantaggi di un ecosistema molto fidelizzato, dove gli utenti tendono a restare all’interno dello stesso marchio per diversi anni.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il mercato smartphone continuerà probabilmente a convivere ancora a lungo con la crisi delle memorie. La domanda legata all’intelligenza artificiale resta molto elevata e la disponibilità di chip DRAM e NAND continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sull’intero comparto elettronico.

Molto dipenderà dalle strategie dei singoli produttori. Apple sembra avere le risorse per limitare gli aumenti e continuare a investire sulla propria gamma premium, mentre diversi marchi Android potrebbero essere costretti a rivedere prezzi, configurazioni hardware o addirittura ridurre il numero di modelli disponibili.

Il secondo semestre del 2026 sarà quindi decisivo per capire se il vantaggio accumulato da Apple continuerà ad aumentare oppure se il resto del mercato riuscirà a trovare nuove strategie per affrontare una delle crisi dei componenti più importanti degli ultimi anni.

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