Videogiochi

Terremoto in casa Xbox: Microsoft valuta la chiusura o la vendita di tre importanti studi di sviluppo

Pulsante rosso di reset con il logo Xbox al centro, simbolo di una possibile ripartenza della divisione gaming.

Dietro la facciata degli annunci spettacolari si nasconde un drastico reset aziendale voluto dalla nuova dirigenza, che mette a serio rischio il futuro e l’indipendenza di Ninja Theory, Double Fine e Compulsion Games.

L’industria dei videogiochi è stata travolta da una notizia bomba destinata a far discutere a lungo. Un nuovo report investigativo pubblicato da Bloomberg, a firma del noto giornalista Jason Schreier, rivela che diversi studi interni di Xbox sono entrati in trattativa con Microsoft per evitare la chiusura definitiva o per tentare un ritorno all’indipendenza.

Tra i team storici coinvolti in questa ondata di incertezza figurano veri e propri punti di riferimento del settore: Compulsion Games (autori del recente South of Midnight), Double Fine (creatori di pietre miliari come Psychonauts e Grim Fandango) e Ninja Theory, lo studio britannico dietro la celebre saga di Hellblade. Secondo quanto riferito da Schreier, questi tre nomi potrebbero essere solo la punta dell’iceberg di un piano aziendale ancora avvolto da una forte incertezza.

La strategia del “Reset” e il fallimento della monetizzazione

Questo terremoto organizzativo non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un contesto di profonda ristrutturazione interna. La nuova Amministratrice Delegata (CEO) di Xbox, Asha Sharma, subentrata dopo l’addio di Phil Spencer all’inizio dell’anno, ha parlato esplicitamente di un vero e proprio “reset aziendale”.

In un’e-mail interna indirizzata allo staff e successivamente divenuta pubblica, la dirigenza ha evidenziato margini di profitto insoddisfacenti e un’espansione eccessiva degli Xbox Game Studios, che avrebbe finito per disperdere risorse preziose.

Due rappresentanti Xbox seduti in uno studio di sviluppo, con monitor sullo sfondo che mostrano immagini di Halo.
La ristrutturazione interna di Xbox metterebbe in discussione il futuro di diversi studi acquisiti negli ultimi anni, aprendo una fase di forte incertezza per l’intera divisione gaming di Microsoft. (Mistergadget.tech)

A rincarare la dose sono arrivate le pesanti ammissioni del CEO di Microsoft, Satya Nadella. Nadella ha dichiarato apertamente che l’azienda ha di fatto “sovvenzionato l’intrattenimento” senza riuscire a monetizzare adeguatamente i giganteschi investimenti effettuati.

Le conseguenze sul campo potrebbero essere durissime: le indiscrezioni parlano di licenziamenti di massa previsti per il mese di luglio, mentre testate come The Information suggeriscono addirittura l’ipotesi di uno scorporo di Xbox in una divisione societaria completamente separata e autonoma.

Il caso Ninja Theory: un tempismo a dir poco brutale

La situazione che sta colpendo Ninja Theory ha dell’incredibile se si guarda alle tempistiche. Lunedì 16 giugno, i dipendenti dello studio di Cambridge sono stati informati della concreta possibilità di una chiusura, appena pochissimi giorni dopo essere saliti sul palco dell’Xbox Games Showcase.

Durante l’evento, il team aveva svelato in anteprima mondiale Senua, il terzo capitolo della serie, raccogliendo grandissimo entusiasmo grazie a un focus rinnovato sulla profondità delle meccaniche di gioco.

Scena cupa di Hellblade con la protagonista vista di spalle mentre avanza in un paesaggio oscuro e nebbioso.
Ninja Theory, studio noto per la saga di Hellblade, rischia di diventare uno dei casi più simbolici della nuova strategia Xbox, sempre più orientata alla sostenibilità commerciale dei propri progetti. (Mistergadget.tech)

L’unica ancora di salvataggio per lo studio inglese sembra essere la ricerca di un acquirente esterno disposto a rilevare la proprietà da Microsoft, un’operazione complessa che lascia il destino del nuovo progetto Senua in un limbo totale. Nel frattempo, ai dipendenti è già stato comunicato che possono iniziare a cercare un nuovo impiego altrove.

Il paradosso di Compulsion Games: dai premi ai tagli

Non meno amara è la parabola di Compulsion Games, lo studio canadese con sede a Montreal. Il team ha recentemente ricevuto un prestigioso Peabody Award per il suo lavoro su South of Midnight. Si tratta di un riconoscimento di altissimo livello nel campo della comunicazione, considerato da molti una sorta di Premio Oscar per i media interattivi.

Scena di South of Midnight con una protagonista che evoca una creatura luminosa attraverso poteri magici.
Compulsion Games, reduce dal successo creativo di South of Midnight, sarebbe tra i team coinvolti nel drastico “reset” aziendale che Microsoft starebbe valutando per Xbox. (Mistergadget.tech)

Il paradosso con le logiche di mercato è stridente. Solo nell’aprile del 2026, i vertici di Xbox (tra cui il chief content officer Matt Booty e la stessa Sharma) elogiavano pubblicamente Compulsion Games come un’oasi creativa fondamentale per la nascita di nuove proprietà intellettuali. Oggi, lo studio (che conta circa 115 dipendenti interni nella sezione “Midnight Internal”) si ritrova nella lista dei rami secchi da tagliare.

Double Fine e l’addio simultaneo dei leader di Xbox

Anche Double Fine, lo storico studio guidato da Tim Schafer a San Francisco, sta cercando una via di fuga per riacquistare la propria libertà sul mercato. Il team, che negli ultimi mesi ha rilasciato il titolo multigiocatore Kiln e l’avventura Keeper, ha commentato le indiscrezioni dei giornalisti in modo ironico, pubblicando sui canali social una semplice faccina imbarazzata che riassume la delicatezza del momento.

A confermare la portata storica di questa ristrutturazione vi è un altro dettaglio cruciale. Craig Duncan, il capo degli Xbox Game Studios, ha rassegnato le sue dimissioni da Microsoft nello stesso identico giorno in cui il personale è stato avvisato delle possibili chiusure.

Collage dei giochi Double Fine con il logo dello studio al centro e diversi personaggi sullo sfondo.
Double Fine è uno degli studi Xbox finiti al centro delle indiscrezioni sulla possibile ristrutturazione interna di Microsoft, tra ipotesi di vendita e ritorno all’indipendenza. (Mistergadget.tech)

La nuova linea editoriale di Asha Sharma sembra non fare sconti: la priorità assoluta è la scala commerciale e il consolidamento dei franchise più redditizi. I progetti più piccoli, intimi, focalizzati sulla visione dell’autore e acclamati dalla critica – come lo splendido Hellblade II uscito a maggio 2024 – sembrano non trovare più spazio nei fogli di calcolo dei bilanci di Microsoft.

Le trattative in corso potrebbero dare agli studi l’opportunità di ricomprarsi e tornare indipendenti. Tuttavia, un ritorno all’indipendenza, pur rappresentando una speranza di sopravvivenza, si preannuncia comunque doloroso e costellato da inevitabili tagli al personale, a causa della perdita delle risorse infrastrutturali e finanziarie garantite fino a oggi dalla casa di Redmond.

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