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Memoria RAM: i prezzi non scenderanno. Micron prevede 300 GB per auto e robot

Un robot umanoide bianco e nero con dettagli luminosi blu è in piedi in una stanza minimalista mentre solleva una mano.

Mentre il mercato PC sperava in una tregua, i giganti dei semiconduttori spostano l’asticella verso l’alto: la nuova frontiera dell’IA divorerà ogni scorta disponibile.

Se stavate pianificando di assemblare un nuovo PC da gaming o una workstation a prezzi accessibili nel prossimo futuro, abbiamo brutte notizie. Il mercato delle memorie vive (RAM) si prepara a una nuova, lunghissima stagione di rincari. Nonostante le speranze di una stabilizzazione nel 2026, le recenti dichiarazioni del CEO di Micron, Sanjay Mehrotra, hanno gelato gli entusiasmi: i futuri robot umanoidi e le auto a guida autonoma avranno un appetito di memoria talmente vasto da rendere l’attuale carenza di componenti una condizione strutturale e permanente.

Dalla fine dello scorso anno, l’intero settore tecnologico sta soffrendo per una carenza di chip che non accenna a diminuire. La causa principale è nota: l’ingordigia dei data center dedicati all’Intelligenza Artificiale Generativa. Tuttavia, proprio quando si intravedeva uno spiraglio di luce, i risultati trimestrali di Micron hanno confermato che la RAM costerà “un occhio della testa” ancora per molto tempo, e questa volta i colpevoli non sono solo i server di Google o Microsoft, ma i futuri “maggiordomi meccanici” e i taxi senza conducente che presto popoleranno le nostre città.


Risultati finanziari da capogiro: l’era dell’oro di Micron

Per comprendere perché i prezzi non scenderanno, basta guardare i bilanci dei produttori. Micron ha appena pubblicato i dati relativi al secondo trimestre fiscale 2026, e le cifre sono impressionanti. L’azienda americana ha registrato un fatturato stratosferico di 23,86 miliardi di dollari, quasi il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ancor più incredibile è il dato sugli utili: 13,8 miliardi di dollari di profitto netto, un balzo immenso rispetto al “modesto” miliardo e mezzo registrato all’inizio del 2025. Sanjay Mehrotra non ha nascosto l’entusiasmo davanti agli investitori:

“L’esplosione della domanda legata all’IA, unita alle nostre limitazioni strutturali nell’offerta, ci sta permettendo di siglare contratti strategici pluriennali senza precedenti.”

Primo piano di diversi moduli di memoria RAM montati su una scheda elettronica, con chip neri allineati su circuiti verdi.
La memoria RAM resta uno dei componenti più sotto pressione del 2026, stretta tra domanda crescente, produzione limitata e nuove esigenze legate all’intelligenza artificiale. (Mistergadget.tech)

Per tentare di arginare questa sete insaziabile, Micron ha già approvato un piano di espansione che prevede l’aumento della capacità produttiva mondiale del 20% entro fine anno. Tuttavia, queste nuove linee di produzione rischiano di essere solo una goccia nel deserto rispetto alle proiezioni di consumo previste per i prossimi dispositivi.

Il “caso” dei 300 GB di RAM: visione tecnologica o strategia di marketing?

Il punto più controverso dell’intera presentazione riguarda i requisiti tecnici dei futuri sistemi. Secondo la direzione di Micron, i veicoli a guida autonoma di Livello 4 richiederanno oltre 300 GB di memoria RAM per funzionare. Se consideriamo che un’auto moderna di fascia alta oggi ne utilizza circa 16 GB, il salto tecnologico appare quasi fantascientifico.

Immagine divisa con un robot umanoide su sfondo neutro a sinistra e un’auto futuristica dorata a destra.
Secondo Micron, saranno soprattutto robot umanoidi e auto autonome a spingere verso l’alto la richiesta di memoria, ridefinendo gli equilibri dell’intero mercato dei semiconduttori.(Mistergadget.tech)

Lo stesso scenario è stato prospettato per i robot umanoidi, descritti come il motore della crescita globale per i prossimi vent’anni. Tuttavia, molti esperti del settore hardware hanno sollevato più di un dubbio su queste cifre. Storicamente, per il Livello 4 (quello dei robotaxi che operano in aree delimitate), si è sempre parlato di una larghezza di banda necessaria di 300 GB/s, non di capacità di archiviazione pura. Confondere la velocità di trasferimento (bandwidth) con la capacità di archiviazione (capacity) è un errore grossolano per un’azienda del genere, il che suggerisce una precisa volontà di gonfiare le aspettative dei mercati. Persino studi precedenti della stessa Micron indicavano requisiti decisamente più contenuti per la guida autonoma totale.

Evoluzione della memoria RAM nei sistemi intelligenti

Dispositivo / StandardMemoria Standard (2026)Proiezioni Precedenti (L5)Nuove Proiezioni Micron (L4/Robot)
PC Desktop fascia media16-32 GB64 GB (workstation)N/D
Veicoli autonomi16 GB74 GB300 GB
Robot Umanoidi8-16 GB (Jetson/Optimus)32 GB300 GB

Il grande paradosso: l’industria contro il consumatore

Dietro queste sparate iperboliche si nasconde una strategia di comunicazione mirata a rassicurare Wall Street. Gli investitori temono che la “bolla” dell’IA possa scoppiare da un momento all’altro; sventolando lo spettro di robot e auto che necessitano di quantità industriali di RAM, Micron garantisce che la domanda rimarrà altissima per decenni.

Ma cosa significa questo per noi? Gli analisti prevedono che la penuria attuale non si risolverà prima della fine del 2027. Se questi nuovi mercati industriali entreranno in produzione di massa, il prezzo delle memorie per il mercato consumer (PC, smartphone, console) potrebbe non scendere mai più.

Ci troviamo di fronte a una questione etica e di mercato: è accettabile che pochi giganti della tecnologia monopolizzino le risorse materiali mondiali per progetti di nicchia, rendendo i beni di consumo quotidiani inaccessibili per la gente comune? È come se venisse utilizzato tutto l’acciaio mondiale per costruire razzi spaziali, lasciando i cittadini senza materiali per costruire case. Il rischio è che una singola barretta di RAM da 32 GB rimanga un bene di lusso da centinaia di euro ancora per molto, molto tempo.

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