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Recensione Nothing Phone (4a) Pro: il coraggio di essere diversi, ad un prezzo top

Nothing Phone (4a) Pro colorazione Silver tenuto in mano con il Glyph Matrix acceso che visualizza l'orario 08:20

C’era una volta un gruppo di ingegneri che aveva fondato OnePlus. Avevano fatto esattamente una cosa: dimostrare che si poteva costruire qualcosa di straordinario senza chiedere un prezzo straordinario. Il mondo li aveva amati per questo.

Poi era arrivata la crescita, erano arrivati i compromessi, e quella scintilla originale si era spenta lentamente sotto il peso del successo e delle aspettative degli investitori.

Quella storia la conoscono in molti. Quello che in pochi si aspettavano è che la stessa energia, più matura e più sofisticata, sarebbe riemersa sotto un nome diverso. Nothing.

Fondato a Londra nel 2020, con undici mila investitori della community e oltre 450 milioni di dollari raccolti, il marchio ha impiegato pochi anni a costruire qualcosa di raro nel panorama tecnologico contemporaneo: un’identità riconoscibile, una filosofia coerente, un’estetica che non copia nessuno.

Il Nothing Phone (4a) Pro è il punto di arrivo più convincente di questo percorso. Non è il flagship della casa — quello è il Phone (3) — ma è uno smartphone che fa qualcosa di molto più difficile: dimostrare che si può avere carattere, qualità costruttiva e originalità a un prezzo che inizia da 499 euro. Non è un’impresa banale. È quasi un affronto alla logica del mercato.


nothing phone (4a) pro
Nothing Phone (4a) Pro è il medium-premium più originale oggi sul mercato: unibody in alluminio aerospaziale da 7,95 mm, Glyph Matrix di seconda generazione, fotocamera Sony LYT-700C con periscope 3,5x e Nothing OS 4.1 con AI integrata. A partire da 499€, non ha rivali sul piano della personalità. Chi cerca il benchmark più alto guardi altrove.

Pro

+ Costruzione in alluminio aerospaziale
+ Glyph Matrix più grande
+ Fotocamera Sony LYT-700
+ NothingOS 4.1
+ Prezzo 499 euro
+ Batteria capiente con ricarica da 50W

Contro

– Ultrawide migliorabile
– Alcune funzioni Essential AI non disponibili in italiano
– Solo IP65
– Solo 3 anni di aggiornamenti Android

Design e costruzione

Tenerlo in mano è la prima cosa che spiazza. Non perché sia bello — e lo è — ma perché è difficile credere che costi quello che costa.

Il Nothing Phone (4a) Pro è costruito con un unibody in alluminio aerospaziale disponibile in tre colorazioni: Black, Silver e Pink.

La versione Silver che stiamo usando da settimane ha un effetto visivo che ricorda l’acciaio spazzolato, freddo e sobrio, con una qualità tattile che raramente si incontra sotto gli 800 euro.

La versione Pink è forse la più originale: non è un rosa confetto, è qualcosa di più sofisticato, meno ovvio, che si porta in giro senza bisogno di spiegazioni.

Profilo laterale destro del Nothing Phone (4a) Pro che mostra lo spessore ridotto e i tasti volume in alluminio aerospaziale
Nothing Phone (4a) Pro: 7,95 mm di spessore, il full-metal più sottile del mercato. (mistergadget.tech)

Con 7,95 mm di spessore, è il telefono full-metal più sottile oggi disponibile sul mercato. Non è un primato fine a sé stesso: contribuisce a una sensazione di leggerezza e raffinatezza che telefoni più costosi spesso faticano a trasmettere.

Il peso, 210 grammi, è ben distribuito, e il telaio simmetrico rende l’impugnatura naturale in ogni orientamento.

La resistenza all’acqua è certificata IP65: migliorata rispetto al precedente IP64, ma ancora un gradino sotto l’IP68 dei flagship più costosi.

Nothing dichiara anche una resistenza testata fino a 25 cm di profondità per 20 minuti, il che nella pratica significa che sopravvive alla pioggia, al bagno del telefono in una pozzanghera e agli incidenti comuni.

Profilo laterale sinistro del Nothing Phone (4a) Pro con l'Essential Key
Nothing Phone (4a) Pro: l’Essential Key sul lato sinistro, USB-C sul fondo. (mistergadget.tech)

Non ci si fa il bagno in piscina, ma per la maggior parte degli utilizzi quotidiani è più che sufficiente.

Il bumper trasparente della fotocamera — realizzato con plastica a iniezione nanometrica, resistente il doppio rispetto al Phone (2a) — riprende formalmente il design delle cuffie Nothing Headphone (1), costruendo un linguaggio visivo familiare all’interno dell’ecosistema del brand.

Un dettaglio che dimostra quanto la coerenza progettuale sia presa sul serio qui.

La struttura è 42% più resistente alla torsione rispetto al Phone (3a) Pro, il display è protetto da Gorilla Glass 7i. Sono numeri che nella pratica significano una cosa sola: questo telefono è costruito per durare

Glyph Matrix: il segno distintivo

Se Nothing avesse brevettato l’idea di mettere una matrice di LED sul retro di uno smartphone, avrebbe fatto i soldi. Nessun altro ha avuto il coraggio di provarci con questa coerenza.

Il Glyph Matrix sul Phone (4a) Pro eredita il sistema del flagship Phone (3), ma 57% più grande e con 137 mini-LED che raggiungono 3.000 nit di luminosità — il doppio rispetto alla versione precedente. Leggibile in pieno sole, visibile anche in tasca se lo schermo è rivolto verso il basso.

Dettaglio del modulo fotocamera del Nothing Phone (4a) Pro sull'erba, con bumper trasparente e Glyph Matrix acceso con caratteri luminosi
Nothing Phone (4a) Pro: il bumper trasparente e il Glyph Matrix da vicino. (mistergadget.tech)

La domanda ovvia è: a cosa serve davvero? La risposta è più articolata di quanto sembri. Certo, c’è una componente estetica — e la Glyph Matrix è oggettivamente affascinante da guardare.

Ma il sistema funziona anche come interfaccia parallela alla schermata principale: mostra l’orario, il livello di batteria, la sveglia imminente, il timer in corso.

Con le Essential Notifications, la matrice visualizza simboli personalizzati per i contatti: un cuore che appare quando chiama la persona giusta, senza dover tirare fuori il telefono.

Glyph Tools espande ulteriormente il concetto, e attraverso la piattaforma Playground è possibile scaricare strumenti creati dalla community Nothing — una piccola ecosystem che in pochi anni ha già prodotto contenuti interessanti.

La fase lunare, la bussola solare, la Glyph Mirror che replica i livelli audio: non sono tutte funzioni indispensabili, ma qualcuno le vorrà, e il fatto che esistano racconta qualcosa di importante sulla filosofia del brand.

Il Flip to Glyph — capovolgere il telefono per attivare automaticamente la modalità Non disturbare e mostrare le informazioni essenziali solo via LED — è una di quelle idee così semplici e sensate che ci si chiede perché nessun altro ci abbia pensato prima.

Il display: 6.83″ che convincono

Il pannello AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K (1260 x 2800 pixel, 440 PPI) è il miglior schermo mai montato su un Nothing Phone. Non sorprende, ma la qualità percepita supera le aspettative per la fascia di prezzo.

Il refresh rate adattivo arriva a 144 Hz, il touch sampling in modalità gaming tocca i 2.500 Hz — più del doppio rispetto al Phone (3a) Pro.

La fluidità durante lo scrolling è impeccabile, e i 144 Hz si percepiscono davvero nel confronto diretto con schermi a 90 Hz.

Nothing Phone (4a) Pro appoggiato su corteccia con schermo frontale acceso che mostra la home screen di Nothing OS 4.1 con widget orologio e icone circolari
Nothing Phone (4a) Pro: il display AMOLED 6,83″ con Nothing OS 4.1. (mistergadget.tech)

La luminosità di picco è 5.000 nit, con 1.600 nit in modalità outdoor. Leggibile alla luce diretta del sole senza sforzo, con neri assoluti propri dell’AMOLED. Il PWM dimming a 2.160 Hz riduce l’affaticamento visivo nelle condizioni di bassa luminosità — un dettaglio spesso ignorato dai produttori di fascia media, qui invece ben presidiato.

Il rapporto schermo/corpo del 93,4% con bordi arrotondati e cornici ridotte al minimo contribuisce a quella sensazione di premium che caratterizza l’intero dispositivo. Il vetro Gorilla Glass 7i aggiunge protezione ulteriore rispetto a soluzioni meno recenti.

La verità è che questo display non farebbe sfigurare un telefono da 900 euro.

Fotocamera: 3 sensori con un’anima e qualche limite

Il sistema fotografico del Phone (4a) Pro è la parte più ambiziosa della scheda tecnica, e la più interessante da valutare in uso reale.

La principale: Sony LYT-700C

La fotocamera principale monta il sensore Sony LYT-700C da 50 MP, con formato 1/1.56″ — circa il 24% più grande rispetto ai sensori tipici della fascia concorrente.

Il vantaggio concreto è la raccolta della luce: fino al 64% in piùrispetto a un sensore da 1/1.95″, il che si traduce in immagini con meno rumore e maggiore dettaglio in condizioni difficili. L’apertura f/1.88 e l’OIS completano un sistema che nella pratica funziona molto bene.

Interfaccia dell'app fotocamera del Nothing Phone (4a) Pro con il preset Urban attivo, palette colori e opzioni di personalizzazione visibili nella barra inferiore
Nothing Phone (4a) Pro: i preset fotografici personalizzabili direttamente dalla fotocamera. (mistergadget.tech)

L’autofocus è il 20% più veloce rispetto al modello base Phone (4a): il sistema 2×2 OCL PDAF lavora con rapidità, e in scene dinamiche si dimostra affidabile.

La Night Mode è uno dei punti forti: 7 frame vengono combinati in un singolo scatto, catturando fino al 500% di luce in più rispetto ai sistemi concorrenti secondo Nothing.

L’elaborazione AI per la riduzione del rumore è più veloce e meno energivora rispetto al Phone (4a). Nella pratica, la modalità notturna produce risultati che vanno oltre quello che il prezzo farebbe presupporre.

La periscope: la vera novità

La novità più interessante del Phone (4a) Pro rispetto alla generazione precedente è il teleobiettivo periscopico tetraprism: una soluzione a doppio prisma che consente lo zoom ottico 3,5x (equivalente a 80mm) con un ingombro inferiore del 32% rispetto al tradizionale sistema L-shaped.

Monta il sensore Samsung JN5 da 50 MP (lo stesso del Phone (3) di fascia superiore) con OIS e autofocus.

Lo zoom disponibile è articolato: 2x in-sensor, 3,5x ottico, 7x in-sensor, fino a 140x ultra zoom. La qualità cala naturalmente ai livelli più estremi, ma il 3,5x ottico — la focale da ritratto per eccellenza — produce risultati molto convincenti sia per la nitidezza che per la compressione prospettica.

Primo piano del modulo fotocamera del Nothing Phone (4a) Pro con bumper trasparente, sensore principale Sony, teleobiettivo periscopico e Glyph Matrix spento
Nothing Phone (4a) Pro: tre fotocamere e Glyph Matrix nel bumper trasparente. (mistergadget.tech)

L’Ultra XDR, sviluppato con Google, combina 13 frame RAW a diverse esposizioni per massimizzare la gamma dinamica. Le Ultra XDR Motion Photos catturano fino a 90 frame di movimento (3 secondi) in uno scatto singolo, con audio incluso. Il video 4K a 30 fps è fluido, con la stabilizzazione che combina OIS, EIS e AI anti-shake in modo efficace.

Il TrueLens Engine 4 — il motore AI di elaborazione delle immagini — lavora bene sull’analisi semantica della scena, adattando esposizione, ombre e alte luci in modo automatico e generalmente non invasivo.

7 nuovi preset di editing e la possibilità di importare o condividere stili personalizzati tramite Playground aggiungono un livello di personalizzazione raro in questa fascia.

L’ultrawide: l’unico punto debole

Diciamolo chiaramente: il sensore ultrawide da 8 MP Sony IMX355 con apertura f/2.2 è il vero punto debole del sistema. A fronte di una fotocamera principale e un teleobiettivo entrambi da 50 MP, questa differenza è evidente nelle situazioni limite.

Di giorno le immagini sono accettabili, ma di notte o in condizioni di scarsa illuminazione la qualità cala in modo percepibile. Per un telefono con queste ambizioni fotografiche, ci si aspetterebbe di più.

La fotocamera frontale: così così con poca luce

La selfie cam da 32 mpx è un po’ Dr. Jekyll e Mr. Hyde, a seconda della condizione in cui si usa. Quando c’è una buona illuminazione e la condizione è ottimale, I risultati sono eccellenti. La situazione cambia notevolmente quando invece si opera con poca luce, in particolare quando si girano video in situazioni in cui l’esposizione è complicata.

Se coesistono aree scure con aree chiare la messa a fuoco e la gestione dell’esposizione vanno un po’ in crisi. Riprese ad un concerto o all’interno di un locale notturno sono quelle che danno meno soddisfazione. E’ forse questo il dettaglio in cui si evince di più la differenze tra questo smartphone e i migliori della classe.

Prestazione: Snapdragon 7 gen4, efficiente e puntuale

Il Nothing Phone (4a) Pro è mosso dallo Snapdragon 7 Gen 4, il processore più capace della serie Qualcomm di fascia media. Rispetto al Phone (3a), le prestazioni salgono del 27% in ambito CPU, del 30% per la GPU e del 65% nell’elaborazione AI.

La configurazione RAM è LPDDR5X — standard da flagship — con lo storage UFS 3.1 che offre velocità di lettura il 147% più alte e di scrittura il 380% più veloci rispetto alla generazione precedente. Con il RAM Booster, la memoria disponibile arriva a 20 GB combinando RAM fisica e storage.

Profilo laterale sinistro del Nothing Phone (4a) Pro con tre tasti fisici in alluminio aerospaziale e riflesso del modulo fotocamera visibile in cima al frame
Nothing Phone (4a) Pro: i tasti fisici simmetrici nel telaio in alluminio aerospaziale. (mistergadget.tech)

Nella pratica, il telefono non si inceppa mai. Il multitasking è fluido, le app si aprono rapidamente, e il sistema gestisce bene le sessioni prolungate di utilizzo intensivo.

La camera di raffreddamento a vapore da 5.300 mm² — la più grande mai montata su un Nothing Phone — mantiene le temperature sotto controllo anche durante sessioni fotografiche o di gaming prolungate.

Il Phone (4a) Pro è il primo della serie (a) a supportare Stable Diffusion 1.5 per la generazione di immagini in tempo reale. L’Adaptive Performance Engine 4.0 porta i titoli compatibili fino a 120 fps.

Il sistema di antenna con 7 elementi in configurazione simmetrica garantisce ricezione stabile indipendentemente dall’orientamento del telefono.

NothingOS 4.1, il software fa davvero la differenza

Se c’è un aspetto in cui Nothing si distingue con continuità dalla concorrenza, è il software. Non è Android puro, non è l’ennesima skin carica di funzioni doppione. È qualcosa di diverso, costruito su una logica propria.

Schermata home del Nothing Phone (4a) Pro con Nothing OS 4.1, icone circolari in tema scuro e widget orologio analogico in alto
Nothing OS 4.1: l’interfaccia più riconoscibile del mercato Android. (mistergadget.tech)

Nothing OS 4.1, basato su Android 16, migliora la fluidità delle animazioni, introduce l’interpolazione dei frame per uno scrolling più morbido sotto carico, e aggiunge personalizzazioni concrete richieste dalla community: ridimensionamento degli elementi della schermata home, suonerie diverse per i due slot SIM, app nascoste nel Smart Drawer, recupero password per lo spazio privato, lock screen personalizzabili con effetto profondità e widget dedicati.

Essential AI: l’intelligenza che non urla

Il sistema Essential AI è la parte più interessante e meno ovvia del Nothing OS. Non è una suite di funzioni AI appiccicate sopra Android come decorazione di marketing. È un insieme di strumenti integrati in modo coerente attorno a un’idea centrale: ridurre il rumore e aiutare a ricordare le cose importanti.

L’Essential Key — spostato sul lato sinistro per distinguersi fisicamente dagli altri tasti — avvia con un tocco la cattura di screenshot, registrazione schermo o note vocali.

Tutto confluisce nell’Essential Space, una sorta di memoria aumentata del telefono che analizza automaticamente i contenuti salvati ed estrae le informazioni chiave. Con Nothing OS 4.1, l’Essential Space si sincronizza in cloud su tutti i dispositivi Nothing.

Schermo del Nothing Phone (4a) Pro che mostra l'Essential Space con contenuti acquisiti tra cui video e articoli web organizzati automaticamente
Nothing Phone (4a) Pro: l’Essential Space raccoglie e analizza i contenuti automaticamente. (mistergadget.tech)

L’Essential Search permette di cercare contatti, messaggi, note, foto e app con una gesture dal basso dello schermo. L’Essential Memory connette i punti tra tutto ciò che è archiviato, rendendo le ricerche più contestuali.

Le Essential Apps — piccoli strumenti personalizzabili creati in linguaggio naturale — sono il tentativo più interessante: permettono di costruire mini-applicazioni personali senza scrivere una riga di codice.

Una nota importante: alcune funzioni Essential AI — in particolare quelle relative alla comprensione del linguaggio naturale — supportano l’italiano, che è elencato tra le lingue supportate da Essential Voice. Questo è un miglioramento sostanziale rispetto ai competitor che propongono AI assistants ancora fermi all’inglese.

Il Breathing Break — widget per esercizi di respirazione sincronizzati a pattern aptico — e le Live Activities sulla barra delle notifiche (per seguire in tempo reale ordini, navigazione, calendario) completano un software che ragiona in modo coerente, non frammentato.

Batteria: solida affidabilità

La batteria da 5.080 mAh è la più capace mai montata su uno smartphone della serie (a) di Nothing. I numeri dichiarati parlano di 17 ore di utilizzo misto, 50+ ore di chiamate, 27+ ore di musica.

Nella nostra esperienza, arrivare a sera con carica residua abbondante dopo una giornata di utilizzo normale non è stato mai un problema.

Schermata delle impostazioni batteria del Nothing Phone (4a) Pro con indicatore al 19%, modalità risparmio energetico attiva e opzione batteria adattiva abilitata
Nothing Phone (4a) Pro: 5.080 mAh con batteria adattiva e risparmio energetico integrati. (mistergadget.tech)

La ricarica cablata a 50W porta la batteria al 60% in 30 minuti, e da zero a cento in circa 64 minuti. Non è la velocità dei campioni cinesi a 100W+, ma è un compromesso ragionevole che bilancia velocità di ricarica e longevità della batteria.

È presente la ricarica inversa cablata a 7,5W, utile in emergenza per ricaricare dispositivi più piccoli. Non c’è ricarica wireless: una scelta che a questo prezzo è comprensibile, ma vale la pena segnalare.

La Safe Cell Technology con resistenza agli urti e la garanzia del 90% della capacità originale dopo 1.200 cicli di ricarica — circa tre anni di utilizzo quotidiano — sono impegni concreti sulla longevità del prodotto.

Un tema serio: la sostenibilità

Il Phone (4a) Pro ha un’impronta di carbonio di 50,5 kg CO2e, la più bassa di qualsiasi Nothing Phone prodotto finora. 46 componenti utilizzano materiali riciclati, tra cui plastiche, acciaio, alluminio e stagno nei circuiti. Non è greenwashing: è un dato verificabile e in miglioramento.

Tre anni di aggiornamenti Android garantiti, sei anni di patch di sicurezza: è un impegno che allunga concretamente la vita utile del dispositivo e riduce l’impatto ambientale del ciclo di sostituzione.

Che faccio, lo compro?

Arriviamo al punto. E stavolta il punto ha una risposta più diretta del solito.

Il Nothing Phone (4a) Pro parte da 499 euro nella versione 8+128 GB — che alcuni rivenditori stanno già proponendo intorno ai 440 euro — e arriva a 569 euro per la configurazione 12+256 GB.

Per mettere questi numeri in prospettiva: stiamo parlando di un telefono con unibody in alluminio aerospaziale, sensore Sony da 1/1.56″, teleobiettivo periscopico 3,5x, schermo AMOLED 1.5K a 144 Hz, Snapdragon 7 Gen 4 con LPDDR5X, Glyph Matrix a 3.000 nit e un sistema operativo unico nel suo genere.

Per avere qualcosa di paragonabile in termini di costruzione e originalità, bisogna spostarsi stabilmente sopra gli 800 euro. La verità è che questo non è un telefono che si giustifica con la scheda tecnica. È un telefono che si giustifica con quello che è.

Chi compra un Nothing Phone (4a) Pro sta comprando un punto di vista sul mondo, un approccio al design che rifiuta l’omologazione, un software che rispetta l’intelligenza dell’utente invece di sommergerne lo schermo di notifiche e suggerimenti non richiesti.

Nothing Phone (4a) Pro in colorazione Silver appoggiato verticalmente su una radice d'albero, vista del pannello posteriore in alluminio aerospaziale
Nothing Phone (4a) Pro: la finitura Silver che ricorda l’acciaio spazzolato. (mistergadget.tech)

Il Glyph Matrix potrebbe sembrare un vezzo estetico al primo sguardo: dopo una settimana di utilizzo diventa difficile tornare a un telefono che non lo ha.

Il confronto diretto con i competitor diretti — il Samsung Galaxy A56, il Google Pixel 9a, lo stesso Nothing Phone (4a) base — vede il Pro distinguersi soprattutto sul piano della costruzione e del sistema fotografico.

Il teleobiettivo periscopico è un salto qualitativo reale, non un numero sulla carta. La fotocamera Sony dà risultati notturni che i sensori più piccoli della concorrenza non raggiungono.

I limiti esistono: l’ultrawide da 8 MP è il sacrificio più evidente, l’IP65 è un gradino sotto il top del mercato, e alcune funzioni AI potrebbero evolvere ulteriormente in termini di supporto linguistico. Sono compromessi reali, ma raramente determinanti.

Per chi apprezza la personalità di un prodotto quanto le sue prestazioni, per chi è stanco di scegliere tra l’anonimato dei mid-range e il costo dei flagship, per chi vuole uno smartphone che tra due anni sia ancora aggiornato e ancora riconoscibile in un mare di slab neri e grigi: il Nothing Phone (4a) Pro a questo prezzo non ha competizione. È uno di quei rari momenti in cui il mercato regala qualcosa che non si aspettava.

Puoi trovare il miglior prezzo del Nothing Phone (4a) Pro cliccando qui.

FAQ, cose da sapere su Nothing Phone (4a) pro

Quanto costa il Nothing Phone (4a) Pro? Il Nothing Phone (4a) Pro costa 499 euro nella versione 8+128 GB e 569 euro nella versione 12+256 GB. Alcuni rivenditori lo propongono già a circa 440 euro per la configurazione base.


Nothing Phone (4a) Pro: è uno smartphone di fascia media o premium? È un medio-premium. Monta un chipset Qualcomm Snapdragon 7 Gen 4, una fotocamera principale Sony da 50 MP con sensore 1/1.56″ e un teleobiettivo periscopico 3,5x, il tutto in un corpo unibody in alluminio aerospaziale spesso 7,95 mm. Le prestazioni e la qualità costruttiva superano la fascia media, ma il prezzo parte da 499 euro, ben al di sotto dei flagship tradizionali.


Il Nothing Phone (4a) Pro ha il teleobiettivo? Sì. Monta un teleobiettivo periscopico tetraprism con sensore Samsung JN5 da 50 MP, zoom ottico 3,5x (equivalente a 80 mm, ideale per i ritratti), zoom in-sensor fino a 7x e ultra zoom digitale fino a 140x. È una delle novità più rilevanti rispetto alla generazione precedente e una rarità nella fascia di prezzo.


Qual è la fotocamera principale del Nothing Phone (4a) Pro? Il sensore principale è il Sony LYT-700C da 50 MP, con formato 1/1.56″, apertura f/1.88 e stabilizzazione ottica OIS. Cattura fino al 64% di luce in più rispetto ai sensori tipici della fascia concorrente. L’autofocus è il 20% più veloce rispetto al Phone (4a) base. La Night Mode fonde 7 frame per una resa notturna superiore alla categoria.

Nothing Phone (4a) Pro in colorazione Silver appoggiato sull'erba, vista posteriore completa con Glyph Matrix che visualizza l'orario
Nothing Phone (4a) Pro Silver: design unibody in alluminio aerospaziale. (mistergadget.tech)

Il Nothing Phone (4a) Pro è resistente all’acqua? È certificato IP65: protetto da polvere e getti d’acqua diretti. Nothing dichiara test aggiuntivi fino a 25 cm di profondità per 20 minuti. Non raggiunge l’IP68 dei flagship di fascia alta, ma è sufficiente per pioggia, spruzzi e incidenti comuni.


Cos’è il Glyph Matrix del Nothing Phone (4a) Pro? Il Glyph Matrix è una matrice di 137 mini-LED sul retro del telefono, con luminosità fino a 3.000 nit. Funziona come schermo secondario sempre attivo: mostra orario, batteria, timer, notifiche personalizzate per contatto e strumenti scaricabili dalla community. Sul Phone (4a) Pro è il 57% più grande e due volte più luminoso rispetto alla versione precedente.


Che processore ha il Nothing Phone (4a) Pro? Monta il Qualcomm Snapdragon 7 Gen 4, realizzato con processo TSMC a 4 nm. Rispetto al Phone (3a) offre il 27% di CPU in più, il 30% di GPU in più e il 65% di prestazioni AI in più. Supporta RAM LPDDR5X fino a 12 GB, espandibile a 20 GB con RAM Booster, e storage UFS 3.1.


Quanta batteria ha il Nothing Phone (4a) Pro e quanto ci vuole a ricaricarla? La batteria è da 5.080 mAh. La ricarica cablata è a 50W: porta il telefono al 60% in 30 minuti e al 100% in 64 minuti. Nothing dichiara 17 ore di utilizzo misto. La ricarica wireless non è supportata; è presente la ricarica inversa cablata a 7,5W.


Che display ha il Nothing Phone (4a) Pro? Il display è un pannello AMOLED flessibile da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K (1260×2800, 440 PPI), refresh rate adattivo fino a 144 Hz, luminosità di picco 5.000 nit e 1.600 nit in modalità outdoor. Il vetro è Corning Gorilla Glass 7i. Il rapporto schermo/corpo è del 93,4%.


Per quanti anni riceve aggiornamenti il Nothing Phone (4a) Pro? Nothing garantisce 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza. La batteria è progettata per mantenere il 90% della capacità originale dopo 1.200 cicli di ricarica, corrispondenti a circa tre anni di uso quotidiano.


Cosa fa Nothing OS 4.1 di diverso rispetto ad Android standard? Nothing OS 4.1, basato su Android 16, integra il sistema Essential AI: un insieme di strumenti che include l’Essential Key (tasto fisico per catturare note, screenshot e registrazioni), l’Essential Space (archivio intelligente che analizza automaticamente i contenuti), l’Essential Search (ricerca unificata sul dispositivo) e le Essential Apps (mini-applicazioni personalizzabili in linguaggio naturale). L’interfaccia è più pulita di Android puro e più coerente delle skin dei produttori tradizionali.


Il Nothing Phone (4a) Pro conviene rispetto alla concorrenza? A 499 euro, il Nothing Phone (4a) Pro offre una combinazione — alluminio aerospaziale, teleobiettivo periscopico reale, sensore Sony principale, schermo AMOLED 1.5K a 144 Hz, software originale — che non ha equivalenti diretti nella stessa fascia di prezzo. Per trovare livelli analoghi di qualità costruttiva e originalità progettuale bisogna spostarsi stabilmente sopra gli 800 euro.


Quali sono i punti deboli del Nothing Phone (4a) Pro? Il limite più evidente è l’ultrawide da soli 8 MP: insufficiente rispetto alla qualità del sensore principale e del tele, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. L’IP65 (non IP68) è un compromesso accettabile ma reale. I 3 anni di aggiornamenti Android sono nella media del segmento, ma meno generosi di quanto offre Google con i Pixel.


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