Indice
- Che cos’è Marathon? Non chiamatelo solo “Shooter”
- I protagonisti: Hero Shooter o qualcosa di più?
- Un’atmosfera radicale: il PvP al centro di tutto
- Le mappe: vastità e verticalità
- Progressioni e Fazioni: il cuore della Meta
- Contratti e Narrazione: un Codex da leggere
- Economia e Microtransazioni: un terreno scivoloso
- Considerazioni finali: Perché Marathon vi toglierà il sonno
Tra estetica acida e un PvP spietato, il nuovo extraction shooter dei creatori di Halo e Destiny ridefinisce il genere su PS5 e PS5 Pro.
Bungie ha messo tutta la sua esperienza nei sistemi di tiro (il gunplay è, come sempre, il migliore della categoria) al servizio di una struttura moderna e spietata. Nonostante qualche difetto di gioventù nell’intelligenza artificiale dei robot e un matchmaking a volte un po’ pigro, l’esperienza complessiva è solida e incredibilmente immersiva.
Marathon è un vortice. Vi attira su Tau Ceti IV con la promessa di ricchezza e vi trattiene con un universo affascinante, un sound design da brividi e una sfida PvP che non fa sconti a nessuno. Se cercate un gioco che vi faccia sentire davvero in pericolo a ogni passo, lo avete trovato.
+ Gunplay eccellente, come da tradizione Bungie.
+ Progressione delle Fazioni profonda e gratificante.
+ Design delle mappe complesso e stimolante.
+ Immersione totale, specialmente giocando in solitaria.
– Interfaccia del Codex migliorabile.
– Matchmaking un po’ lento nelle ore di punta.
– Curva di apprendimento ripida per i neofiti del genere.
Che ne ha fatta di strada Marathon dalla sua prima alpha pubblica dell’anno scorso! Se vi ricordate bene, il nuovo ambizioso progetto di Bungie era originariamente previsto per il debutto a settembre 2025. Tuttavia, con una mossa che ha fatto discutere ma che oggi definiremmo salvifica, lo studio ha deciso di posticipare l’uscita per rifinire ogni dettaglio. L’obiettivo dichiarato? Migliorare l’atmosfera – per renderla più cupa e vicina allo spirito della trilogia originale degli anni ’90 – e potenziare la narrazione ambientale.
Oggi, a pochi mesi di distanza da quel rinvio, ci troviamo davanti a un titolo che non è solo cambiato, ma si è letteralmente metamorfosato. Negli ultimi giorni sono stato letteralmente risucchiato dal mondo di Tau Ceti IV, accumulando una trentina di ore in quello che è, a mani basse, uno degli extraction shooter più magnetici degli ultimi anni. Per chi conosce il pedigree di Bungie – parliamo dei padri di Halo e Destiny – le aspettative erano altissime. Ma la domanda è: Marathon è riuscito a trovare una sua identità in un mercato sempre più affollato?
Ho testato il gioco su PS5 e PS5 Pro, esplorando ogni angolo delle mappe disponibili al lancio. Ecco perché, se amate il rischio e la fantascienza d’autore, Marathon potrebbe diventare il vostro prossimo incubo a occhi aperti.
Che cos’è Marathon? Non chiamatelo solo “Shooter”
Prima di tuffarci nei dettagli tecnici, è fondamentale fare una distinzione netta. Marathon è un extraction shooter puro, un genere che sta vivendo la sua epoca d’oro con titoli come ARC Raiders o Escape from Tarkov. La struttura è semplice quanto brutale: venite catapultati su una mappa, dovete raccogliere tutto il loot possibile (armi, risorse, dati) e raggiungere un punto di estrazione.
Se ce la fate, portate a casa il bottino e diventate più forti. Se morite… beh, preparatevi alla “zuppa alla grimace”: perderete la totalità del vostro inventario. A differenza di ARC Raiders, che concede qualche piccola ancora di salvezza come le “tasche sicure”, Marathon è spietato. Qui non esiste un porto sicuro per i vostri oggetti preziosi una volta scesi in campo. L’unica concessione di Bungie è l’arsenale gratuito: un kit di base di basso livello che vi permette di rientrare in partita anche quando siete rimasti letteralmente in mutande.
In questo scenario impersonate un Corridore, mercenari cibernetici inviati sulle rovine della colonia umana di Tau Ceti IV. Il vostro obiettivo ufficiale è recuperare i vestigi tecnologici del passato per conto di diverse fazioni, ma la realtà è che siete lì per il sacro graal di ogni videogiocatore moderno: il loot leggendario.
I protagonisti: Hero Shooter o qualcosa di più?
Marathon adotta una struttura che strizza l’occhio agli hero shooter, proponendo al lancio 6 Coureurs unici, ognuno dotato di abilità specifiche che cambiano radicalmente l’approccio tattico. Non si tratta solo di estetica, ma di sinergie fondamentali per la sopravvivenza:
- Il Distruttore: Il tank del gruppo. Può schierare scudi energetici e utilizzare un lanciamissili integrato per ripulire le aree più affollate.
- Il Vandalo: La scelta ideale per chi ama la verticalità. Dotato di un doppio salto e di un braccio trasformabile in cannone energetico, è perfetto per aggirare i nemici.
- Il Ladro: Maestro della mobilità grazie a un rampino che gli permette di raggiungere zone altrimenti inaccessibili.
- L’Assassino: Capace di diventare temporaneamente invisibile, una manna dal cielo per sfuggire ai robot dell’UESC o per tendere imboscate ai giocatori ignari.
Ogni partita ospita fino a 6 squadre, per un totale che varia dai 6 ai 18 giocatori (a seconda che si giochi in solo, duo o trio). Ma Tau Ceti IV non è popolata solo da mercenari umani. I fantassini robot dell’UESC (United Earth Space Council) pattugliano le rovine della colonia. L’UESC, l’ombra del governo spaziale che voleva fare di questo pianeta la nuova culla dell’umanità, ha fallito miseramente, lasciando dietro di sé solo macchine da guerra programmate per uccidere ogni intruso.
L’anomalia Rook: il re del saccheggio solitario
Un accenno speciale va fatto per il Capitano Rook, un personaggio che rompe le regole del genere. Si sblocca raggiungendo il livello 3 della stagione ed è pensato esclusivamente per i lupi solitari. Rook non può accettare contratti standard né giocare in team. Il suo funzionamento è unico: mentre gli altri Corridori entrano in partita allo scoccare dei 25 minuti, Rook “spawna” con un ritardo di 10-15 minuti.
Il suo scopo non è combattere per la gloria, ma piallare tutto quello che gli altri hanno lasciato indietro. Parte già equipaggiato con uno zaino capiente e un buon bouclier, rendendolo la scelta perfetta per chi vuole arricchirsi velocemente, a patto di avere i nervi saldi per affrontare i minuti finali della partita, quando le estrazioni diventano un inferno di piombo e laser.
Un’atmosfera radicale: il PvP al centro di tutto
Diciamocelo chiaramente: Marathon è un gioco per chi non ha paura di soffrire. Bungie ha scelto una strada intransigente, privilegiando il PvP (Player vs Player) rispetto al PvE. Sebbene i robot dell’UESC siano una minaccia costante (e vederli puntare alla vostra testa non è mai piacevole), il vero pericolo è rappresentato dagli altri giocatori.
Su Tau Ceti IV non si fanno prigionieri. Anche se il gioco implementa una chat di prossimità, le interazioni amichevoli sono rare quanto un loot di grado esotico. Il Time-to-Kill (TTK) è estremamente rapido: basta un errore di posizionamento o un secondo di distrazione per vedere la propria schermata diventare nera e l’inventario svanire nel nulla. È una proposta radicale che può generare un odio profondo o un amore viscerale. Io, personalmente, appartengo alla seconda categoria.
La maestria tecnica di Bungie su PS5 e PS5 Pro
Dal punto di vista puramente estetico e sensoriale, Marathon è un capolavoro. Bungie ha creato una direzione artistica acidula, cubica e audace, che si distacca completamente dal realismo sporco di molti concorrenti. È un mondo che sembra un concept art vivente, dove la saturazione dei colori si scontra con la desolazione delle rovine.
Su PS5 Pro, il gioco brilla in modo particolare. Grazie alla tecnologia PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution), la pulizia dell’immagine è cristallina anche nelle situazioni più caotiche. La gestione della luce volumetrica, della nebbia che avvolge le paludi e dei riflessi sulle superfici metalliche delle basi UESC è superba. Ma è il sound design a rubare la scena: ogni scricchiolio, ogni sibilo di vento o eco di passi in lontananza è progettato per mettervi il dubbio. Giocare a Marathon significa vivere in uno stato di paranoia costante, interrotto solo da scariche improvvise di adrenalina quando si incrocia un altro giocatore.
Le mappe: vastità e verticalità
Al lancio, Marathon offre 3 mappe principali, ognuna con un’identità ben definita:
- Périmètre: Una zona industriale densa di edifici e corridoi angusti, ideale per scontri a corto raggio.
- Marécage trouble (Palude Torbida): Un’area aperta e insidiosa, dove la visibilità è ridotta dalla brume e dove il posizionamento dei cecchini è fondamentale.
- Avant-Poste: Una base scientifica arroccata, caratterizzata da una grande verticalità e punti di estrazione molto contestati.
Il level design è labirintico e complesso. Dopo 30 ore, sento di aver appena grattato la superficie delle possibilità tattiche offerte da questi ambienti. La conoscenza della mappa è tutto: sapere dove si trovano i punti di spawn, quali estrazioni appaiono o scompaiono col passare dei minuti e dove si celano i container più ricchi fa la differenza tra un mercenario ricco e un cadavere cibernetico.
Progressioni e Fazioni: il cuore della Meta
Bungie ha imparato la lezione da anni di Destiny e ha implementato una meta-progressione che funziona come un orologio svizzero. Tutto ruota attorno a 6 fazioni principali, ognuna con i propri obiettivi e ideologie:
- CyberAcme: Scienziati ossessionati dal capire cosa sia realmente successo su Tau Ceti.
- Mida: Una cellula ribelle che si oppone con violenza all’autorità dell’UESC e delle corporazioni.
- Arachne: Una fazione quasi religiosa, affascinata dal ciclo di morte e “ristampa” (clonazione) dei Coureurs.
Collaborare con queste fazioni tramite gli Agenti permette di accettare i Contratti. Ogni fazione ha il proprio albero delle abilità (skill tree) e il proprio sistema di ranghi. Più missioni completate per loro, più potrete sbloccare bonus passivi o nuovi oggetti nell’armurerie.
La progressione è generosa: anche quando morite, guadagnerete comunque una piccola quantità di XP e punti rango se avete compiuto azioni significative durante la partita. Questo mitiga la frustrazione della perdita del loot e vi spinge a dire sempre “ancora una partita”. Tenete presente, però, che i progressi delle fazioni vengono resettati ogni tre mesi con l’inizio di una nuova stagione, mantenendo il meta sempre fresco e competitivo.
Contratti e Narrazione: un Codex da leggere
I contratti in Marathon sono divisi tra Prioritari (missioni principali legate alla trama) e Secondari. In generale, sono ben scritti e vari: si va dal recupero di dati sensibili all’attivazione di antenne, fino alla caccia di specifici tipi di nemici. C’è qualche momento più ripetitivo (come rompere vetri o cercare oggetti comuni), ma la qualità media è alta.
Un limite attuale che Bungie ha già promesso di rivedere è l’impossibilità di accettare più di un contratto alla volta. È una scelta restrittiva che a volte costringe a ignorare opportunità ghiotte solo perché non si ha la missione attiva. Anche il marker degli obiettivi, che appare solo entro un raggio di 10 metri, è un po’ troppo punitivo: spesso si finisce per girare a vuoto in un edificio multipiano senza capire dove sia l’oggetto della missione. Fortunatamente, è già stato annunciato un aumento del raggio a 20 metri.
Dove il gioco sorprende davvero è nel Codex. Con oltre 357 voci al lancio, Marathon offre una narrazione ambientale e testuale degna dei migliori RPG fantascientifici. Leggere i diari dei coloni, ascoltare i file audio o scoprire che i nuovi abitanti di Tau Ceti ricevevano un “burger liquido” come regalo di benvenuto aggiunge uno strato di realismo grottesco e affascinante. Peccato solo che l’interfaccia del Codex sia un po’ macchinosa e sepolta nei sottomenu: un tocco di ergonomia in più non avrebbe guastato.
Economia e Microtransazioni: un terreno scivoloso
Parliamo dell’elefante nella stanza. Marathon segue il modello di Helldivers 2 o ARC Raiders: il gioco è venduto a un prezzo budget, ma si sostiene con le microtransazioni estetiche. Esistono due valute:
- Soia: Guadagnata giocando normalmente, serve per acquistare schermi di armi e potenziamenti base.
- LUX: La valuta premium, acquistabile con denaro reale per skin esotiche e oggetti cosmetici di alto livello.
Al lancio c’è stata una piccola polemica legata ai prezzi: alcune skin costavano 1120 LUX mentre il pacchetto base da 9,99€ ne offriva solo 1100. Bungie ha reagito istantaneamente portando il pacchetto a 1120 LUX, dimostrando una reattività verso la community che fa ben sperare. Importante sottolineare che non esiste alcun elemento Pay-to-Win:tutti gli oggetti che influenzano il gameplay sono ottenibili esclusivamente giocando.
Considerazioni finali: Perché Marathon vi toglierà il sonno
Marathon non è solo un videogioco, ma un vero e proprio esperimento sensoriale che mette a nudo la maestria di Bungie nel manipolare il genere FPS per adattarlo alle esigenze brutali del 2026. È una proposta coraggiosa, a tratti arrogante nella sua spietatezza, che non cerca di piacere a tutti ma punta dritto al cuore di chi cerca nel gaming un’emozione autentica fatta di tensione, strategia e adrenalina pura. Su Tau Ceti IV, ogni passo falso pesa come un macigno e ogni vittoria ha il sapore dolce del rischio calcolato, il tutto avvolto in un’estetica “neon-distopica” e cubica che ridefinisce gli standard visivi degli shooter moderni, specialmente se goduto con la potenza di calcolo di PS5 Pro.
Nonostante l’intelligenza artificiale dei robot richieda ancora una limatura e l’ergonomia del Codex sia migliorabile, il cuore pulsante dell’esperienza è talmente solido da creare una dipendenza magnetica. Bungie ha dimostrato che, anche dopo decenni di successi con Halo e Destiny, sa ancora come reinventarsi, offrendo un ecosistema dove il gunplay sopraffino incontra una narrazione ambientale criptica e affascinante. Marathon è un vortice dal quale è difficile uscire: un titolo che vi ossessionerà non solo per il desiderio del loot leggendario, ma per quella costante e gratificante sensazione di pericolo che solo i grandi capolavori sanno trasmettere. Se siete pronti a rischiare ogni singolo pezzo del vostro equipaggiamento per un istante di gloria, la superficie di Tau Ceti IV è il posto dove dovete assolutamente atterrare.