Xiaomi lancia il suo primo tracker (mistergadget.tech)
Il tracker da 20 dollari di casa Xiaomi funziona sia con iPhone che Android.
Xiaomi entra ufficialmente nel mercato dei tracker Bluetooth. E lo fa con una mossa strategica precisa: compatibilità doppia. Il nuovo Xiaomi Tag nasce per competere direttamente con Apple AirTag, ma con una differenza sostanziale. Non si lega a un solo ecosistema. Funziona sia con Apple Find My sia con Google Find Hub (ex rete Trova il mio dispositivo). In pratica, è uno dei primi tracker mainstream realmente cross-platform.
Design minimale e peso piuma
Il dispositivo si presenta con un design compatto in plastica bianca, dal peso di circa 10 grammi e uno spessore di appena 7,2 mm. Sottile abbastanza da entrare nel portafoglio, leggero abbastanza da sparire su un portachiavi. All’interno troviamo:
- Bluetooth 5.4
- NFC per l’identificazione rapida
- Batteria CR2032 sostituibile
- Autonomia dichiarata superiore a un anno
- Certificazione IP67 contro acqua e polvere
Scelte tecniche solide, allineate ai principali competitor.
Come funziona la localizzazione
Il vero punto di forza è l’integrazione con le reti di tracciamento di Apple e Google. Questo significa che un oggetto smarrito può essere localizzato tramite i dispositivi compatibili presenti nelle vicinanze, indipendentemente dal sistema operativo. Un vantaggio concreto rispetto ai tracker “chiusi”, che funzionano solo dentro un ecosistema.
Il Xiaomi Tag integra anche:
- Modalità smarrito
- Avvisi “Left Behind” quando ti allontani dall’oggetto
- Buzzer interno per ritrovarlo nelle vicinanze
- Visualizzazione dei contatti tramite NFC su smartphone compatibili
L’esperienza è molto simile a quella offerta dall’AirTag, ma senza il vincolo esclusivo Apple.
Prezzo e disponibilità
Il dispositivo è stato lanciato in Malesia al prezzo di 79 RM, circa 20 dollari. È disponibile anche in confezione da quattro unità a 299 RM (circa 77 dollari). Al momento è venduto in un’unica colorazione bianca.
Non ci sono ancora dettagli ufficiali su un lancio europeo, ma considerando la compatibilità con Google e Apple, il potenziale è evidente. Attendiamo fiduciosi una commercializzazione anche da noi.
Perché è una mossa interessante
Il mercato dei tracker è cresciuto grazie all’effetto rete: più dispositivi compatibili esistono, più efficace è la localizzazione. Xiaomi punta su un approccio pragmatico: invece di costruire una propria rete globale, sfrutta quelle esistenti.
È una strategia intelligente. Riduce i costi, aumenta immediatamente la copertura e rende il prodotto appetibile a un pubblico più ampio. La vera domanda ora è: Apple e Google accoglieranno serenamente un competitor che usa le loro reti? Il mondo dei tracker sta diventando meno chiuso. E questo potrebbe cambiare gli equilibri.