Homey Pro richiede una discreta conoscenza della tecnologia (mistergagdet.tech)
La smart home è piena di promesse non mantenute. Hub che unificano tutto (ma solo se compri tutto dello stesso brand), sistemi facili (finché non vuoi fare qualcosa di minimamente complesso), piattaforme aperte (che poi dipendono dal cloud di qualcun altro). Homey Pro 2026 non fa promesse miracolose. Dice: “Ti do otto protocolli wireless, elaborazione locale, RAM sufficiente per oltre 100 app, e tu arrangiati a configurare quello che ti serve”. Non è romantico, ma è onesto.
La vera notizia è che costa sempre 399 euro nonostante la RAM raddoppiata. In un mercato dove tutti aumentano i prezzi citando inflazione e costi dei componenti, Athom (ora sotto LG) ha fatto il contrario. Stesso prezzo, doppia RAM. Il modello 2023 aveva 2GB, questo ne ha 4. Fine della storia. Niente processore nuovo, niente radio aggiornate, niente fronzoli. Solo più margine operativo per chi ha setup complessi.
L’unica novità rispetto al modello 2023 è la RAM raddoppiata da 2GB a 4GB, che permette di gestire oltre 100 app contemporaneamente.
A 399€ è un prodotto per utenti evoluti che vogliono automazioni complesse e controllo locale totale, non un plug-and-play.
+ Supporto per 8 protocolli wireless integrati
+ Elaborazione completamente locale
+ Compatibilità con oltre 50.000 dispositivi
+ Sistema di automazione Flow estremamente potente
– Richiede competenze tecniche di base
– Matter ancora instabile su alcuni dispositivi
Indice
- Da 2GB a 4GB: cambia davvero qualcosa?
- Hardware: tutto uguale tranne la RAM
- Software: HomeyOS e il sistema Flow
- Compatibilità: il bene e il male
- Confronto con Homey Pro Mini: quando serve davvero il modello grande?
- Automazioni concrete: cosa si può fare davvero
- Privacy e controllo locale: non è marketing
- Confronto con le alternative
- Cosa manca a Homey Pro 2026?
- Verdetto finale: cosa faccio, lo compro?
- FAQ: domande frequenti su Homey Pro 2026
Da 2GB a 4GB: cambia davvero qualcosa?
La risposta breve è sì, se sai cosa stai facendo. Homey funziona con un sistema di app che aggiungono supporto per brand specifici o protocolli particolari. Philips Hue ha la sua app, IKEA Trådfri la sua, Aqara la sua. Ogni app consuma RAM. Con 2GB, Athom diceva che l’utente medio installerebbe 14 app e si fermava lì. Con 4GB, si parla di oltre 100 app installabili, anche se il numero esatto dipende dalla complessità di ciascuna.
Nella pratica, questo significa setup più articolati. Se hai una casa con lampadine Zigbee, serrature Z-Wave, termostati Wi-Fi, sensori Matter, telecamere IP, tende motorizzate 433MHz e condizionatori controllati via infrarossi, non devi più scegliere cosa tagliare per stare nei limiti. Installi tutto, crei le automazioni che servono, e il sistema non si lamenta.
La RAM extra ha un altro effetto: riduce i rallentamenti quando le automazioni complesse si sovrappongono. Un Flow avanzato che controlla temperatura, presenza, orario, meteo, e regola di conseguenza luci, riscaldamento e tapparelle può coinvolgere 10-15 app diverse. Con 2GB, c’era il rischio di ritardi o restart in background. Con 4GB, l’elaborazione è più fluida.
Hardware: tutto uguale tranne la RAM
Il resto del dispositivo è identico al modello 2023. Processore quad-core ARMv8 da 1,5GHz, 8GB di storage eMMC, porta USB-C per alimentazione. La forma è sempre quella: disco nero elegante con LED circolare alla base, discreto su qualsiasi mobile. Porta Ethernet integrata di serie, cosa che il Pro Mini non ha e che qui fa la differenza per chi vuole stabilità di rete.
I protocolli wireless rimangono otto: Wi-Fi dual-band (2,4GHz e 5GHz), Zigbee 3.0, Z-Wave Plus serie 700, Matter v1.3, Thread (con funzione border router), Bluetooth Low Energy 5.0, infrarossi 360 gradi, 433MHz (disabilitato negli USA e Canada per normative locali). L’antenna IR permette di controllare TV, condizionatori, decoder senza comprare blaster esterni. Il 433MHz copre tende, tapparelle e sensori wireless europei che ancora non sono passati a protocolli moderni.
Z-Wave serie 700 è la versione attuale, con portata migliorata e consumo ridotto rispetto alla generazione precedente. Zigbee 3.0 è lo standard, compatibile con migliaia di dispositivi consumer. Matter è ancora giovane e mostra qualche instabilità con certi prodotti, ma migliora a ogni aggiornamento firmware. Thread funziona bene come estensione della rete mesh.
Software: HomeyOS e il sistema Flow
HomeyOS è l’anima del dispositivo. L’interfaccia è disponibile via app mobile (iOS e Android) e via browser (my.homey.app). I dispositivi si organizzano per stanze e zone, con possibilità di creare dashboard personalizzate. L’aspetto è pulito, moderno, ma il vero potere emerge quando si costruiscono le automazioni.
Il sistema Flow è strutturato con logica “Quando… E… Allora”. Quando il sensore rileva movimento, e il sole è tramontato, e nessuno è in casa da almeno 30 minuti, allora accendi le luci del soggiorno al 50%, attiva il riscaldamento a 21 gradi, e invia una notifica. Semplice come concetto, potente come esecuzione.
Gli Advanced Flow, accessibili via web, portano la complessità a un altro livello. Diagrammi visivi con nodi, ramificazioni, loop, condizioni multiple. Non serve scrivere codice, ma serve capire la logica. Per chi viene da Home Assistant è un sollievo, per chi arriva da Apple Home è un salto nel vuoto. La curva di apprendimento è ripida, ma una volta capita apre possibilità che altri sistemi consumer non offrono.
HomeyScript è disponibile per chi vuole scrivere JavaScript o Node.js direttamente. Serve per automazioni estremamente specifiche o per integrazioni con API esterne che non hanno app ufficiali. Non è obbligatorio usarlo, ma è disponibile per chi ne ha bisogno.
La funzione Insights registra tutto: consumi energetici, temperature, attivazioni sensori, stato dispositivi. Si possono costruire grafici storici per capire pattern di consumo, ottimizzare automazioni, identificare anomalie. Per chi vuole davvero controllare la propria casa, è uno strumento prezioso.
Compatibilità: il bene e il male
La promessa di supportare oltre 50.000 dispositivi di più di 1.000 brand è vera sulla carta. L’App Store di Homey contiene centinaia di integrazioni ufficiali e della community. Philips Hue, IKEA, Aqara, Shelly, Sonoff, Netatmo, Nest, Ring, Yale, Nuki, Tado, Danfoss, Fibaro, Aeotec, Somfy, Velux, Sonos, Tesla. La lista è lunga.
Il problema è che non tutto è ufficialmente supportato. Alcuni produttori, come Tuya, hanno revocato l’accesso alle API pubbliche, costringendo gli utenti a cercare workaround o configurare account sviluppatore. Reolink, per fare un altro esempio, non offre API aperte, ma esistono app Homey non ufficiali create dalla community che colmano il gap. Funziona, ma aggiunge frizione.
Matter è il nuovo standard che dovrebbe unificare tutto, ma è ancora acerbo. Alcuni dispositivi Matter si collegano senza problemi, altri mostrano disconnessioni casuali che richiedono nuovo pairing. Non è colpa di Homey, Matter v1.3 è giovane e i produttori stanno ancora capendo come implementarlo correttamente. La situazione migliora con ogni aggiornamento, ma ad oggi è una lotteria.
La stabilità dipende molto dal protocollo. Zigbee è solido come una roccia, la rete mesh funziona perfettamente. Z-Wave altrettanto affidabile, con portata superiore grazie al chip serie 700. Thread funziona bene quando ci sono abbastanza border router nella rete. Wi-Fi dipende dalla qualità del router domestico. Bluetooth ha portata limitata, 433MHz funziona ma è tecnologia legacy.
Confronto con Homey Pro Mini: quando serve davvero il modello grande?
Homey Pro Mini costa 249 euro e offre Wi-Fi, Zigbee, Matter e Thread. Mancano Z-Wave, Bluetooth integrato (serve il Bridge esterno da 69 euro), infrarossi e 433MHz. La RAM è 1GB invece di 4GB. Per chi parte da zero con dispositivi prevalentemente Zigbee e Wi-Fi, il Mini può bastare.
Il Pro a 399 euro ha senso quando:
- Servono Z-Wave per serrature, termostati, moduli a muro di qualità
- Si vogliono gestire oltre 40-50 app contemporaneamente
- Si hanno automazioni molto complesse con decine di step
- Serve controllo infrarossi integrato per TV e condizionatori
- Si vuole margine di crescita per anni senza limiti RAM
Chi ha già il Pro 2023 e ci sta stretto con le app può considerare il 2026, ma non c’è programma trade-in. Si compra nuovo a prezzo pieno e si rivende il vecchio. Athom non offre sconti agli early adopter, scelta discutibile ma prevedibile.
Automazioni concrete: cosa si può fare davvero
Esempi pratici di Flow avanzati testati:
Scenario rientro a casa intelligente: quando il telefono entra nel raggio di geofencing, e la temperatura esterna è sotto i 15 gradi, e sono le 17 o più tardi, accende riscaldamento a 21 gradi, apre tapparelle se chiuse, accende luci del corridoio al 70%, disattiva allarme. Se invece è estate, abbassa tapparelle, avvia condizionatore a 24 gradi, accende ventilazione. Tutto basato su sensori Zigbee, termostato Wi-Fi, tende 433MHz, dati meteo dal cloud.
Gestione energetica notturna: alle 23 controlla se qualcuno è sveglio (sensori di movimento), se tutti dormono abbassa riscaldamento a 18 gradi, spegne tutte le luci tranne quelle notturne, attiva modalità eco su elettrodomestici compatibili, disattiva prese smart non essenziali. Alle 6 del mattino avvia il processo inverso gradualmente.
Sicurezza dinamica: quando nessuno è in casa da 1 ora, attiva telecamere, sensori perimetrali, accende luci casuali per simulare presenza, blocca termostato a 16 gradi per risparmiare. Se un sensore rileva movimento, accende tutte le luci, fa suonare sirena, invia notifica push con snapshot telecamere, chiama un numero predefinito. Complessità impossibile da replicare con altri hub consumer.
Privacy e controllo locale: non è marketing
Homey elabora tutto in locale. Le automazioni girano sul dispositivo, non sui server Athom/LG. Internet serve solo per:
- Scaricare app dall’App Store
- Accesso remoto via app (opzionale, si può disattivare)
- Dispositivi che per natura richiedono cloud (telecamere cloud, assistenti vocali)
- Aggiornamenti firmware
I backup possono essere locali via USB (gratuito) o cloud a 10 euro l’anno. Le chiavi API locali permettono di integrare Homey con sistemi esterni senza passare dal cloud. Il port forwarding permette accesso diretto quando si è fuori casa senza intermediari.
Per chi ha preoccupazioni sulla privacy, è un approccio raro nel 2025. La maggior parte degli hub smart home dipende pesantemente dal cloud. Amazon Alexa, Google Home, SmartThings, tutti passano dai server delle rispettive aziende. Homey offre un’alternativa concreta, ma richiede una rete domestica stabile e competenze minime di networking.
Confronto con le alternative
Home Assistant è più potente, più flessibile, completamente open source. Ma richiede un Raspberry Pi o mini PC sempre acceso, configurazioni manuali via file YAML, pazienza infinita. Homey offre l’80% delle funzionalità con il 20% della complessità. Per chi ha tempo e voglia di imparare, Home Assistant è superiore. Per chi vuole risultati senza diventare sistemista, Homey è la scelta razionale.
SmartThings è più semplice ma dipende totalmente dal cloud Samsung. Le automazioni sono limitate a logiche base. Supporta Zigbee, Z-Wave, Matter, ma non infrarossi né 433MHz. Il prezzo dello hub è basso, ma l’ecosistema è meno flessibile.
Apple HomeKit è eccellente per chi vive nell’ecosistema Apple, ma la compatibilità è ristretta. Le automazioni complesse sono un incubo da configurare. Matter dovrebbe migliorare le cose, ma ad oggi HomeKit rimane limitato. Homey può esporre dispositivi a HomeKit tramite bridge Matter, offrendo il meglio dei due mondi.
Amazon Alexa e Google Home sono ottimi per controllo vocale, mediocri per automazioni serie. Non supportano Z-Wave né 433MHz senza hub esterni. Dipendono dal cloud per qualsiasi operazione. Homey li integra come assistenti vocali ma mantiene l’elaborazione locale per tutto il resto.
Cosa manca a Homey Pro 2026?
La RAM da 4GB è un miglioramento benvenuto, ma Athom non ha toccato nulla altro. Il processore è lo stesso del 2023, le radio sono identiche. Per 399 euro nel 2026, ci si aspetterebbe almeno un chip Wi-Fi 6E o supporto Matter avanzato. Invece è un upgrade minimo che risolve un collo di bottiglia ma ignora tutto il resto.
Matter è ancora instabile. Non è colpa di Homey, ma l’esperienza utente ne soffre. Dispositivi che si disconnettono, pairing che fallisce, funzioni che non sono esposte correttamente. Migliora con ogni update, ma ad oggi Matter non è il salvatore che dovrebbe essere.
Nessun programma trade-in per chi ha il modello 2023. Se hai comprato il Pro due anni fa e ora vuoi più RAM, ti tocca comprare il 2026 a prezzo pieno e rivendere il vecchio. Athom potrebbe offrire uno sconto ai clienti esistenti, ma ha scelto di non farlo.
Il supporto per alcuni brand popolari richiede workaround. Tuya ha chiuso le API, Reolink non le offre, alcuni dispositivi Xiaomi funzionano solo con app della community. Non è un limite insuperabile, ma aggiunge frizione. La documentazione non è sempre esaustiva, la community è attiva ma prevalentemente in inglese.
Verdetto finale: cosa faccio, lo compro?
Al prezzo ufficiale di 399 euro, Homey Pro 2026 rappresenta un investimento significativo per un hub smart home. Il raddoppio della RAM da 2GB a 4GB è l’unico cambiamento rispetto al modello 2023, ma è quello che conta. Più app installabili, più automazioni complesse, più margine di crescita. Athom ha identificato il collo di bottiglia e lo ha risolto senza aumentare il prezzo.
Per chi cerca un hub universale che supporti davvero tutti i protocolli (Zigbee, Z-Wave, Matter, Thread, Wi-Fi, Bluetooth, infrarossi, 433MHz), Homey Pro non ha alternative dirette. Home Assistant è più potente ma richiede competenze sistemistiche. SmartThings è più semplice ma limitato e cloud-dipendente. HomeKit è ottimo ma chiuso e restrittivo.
La filosofia “local-first” è reale, non marketing. Le automazioni girano sul dispositivo, internet serve solo quando necessario, i backup possono essere locali. Per chi ha preoccupazioni sulla privacy o connessioni internet instabili, è un vantaggio concreto.
La curva di apprendimento è ripida. Non è un prodotto per chi cerca plug-and-play assoluto. Serve voglia di configurare, sperimentare, ottimizzare. La documentazione è buona ma non esaustiva, la community aiuta ma bisogna saper cercare. Chi viene da sistemi consumer troverà un salto concettuale importante.
Chi ha il Pro 2023 e ci sta stretto con le app ha finalmente una via d’uscita, ma senza sconti trade-in il passaggio costa 399 euro più la vendita del vecchio. Chi parte da zero ha un dispositivo che durerà anni, con supporto software garantito fino almeno a giugno 2031.
In definitiva, Homey Pro 2026 non è l’hub che unisce tutto senza sforzo. È l’hub che permette di unire tutto, se si sa come farlo. La differenza è sottile ma fondamentale. Per chi ha pazienza, competenze minime di networking, e voglia di costruire una smart home seria, è uno strumento straordinario. Per chi cerca qualcosa che funzioni subito senza pensieri, meglio guardare altrove.
La smart home, quella vera, richiede un po’ di impegno. Homey rende il lavoro più semplice di Home Assistant, ma non lo fa sparire. A 399 euro, con otto protocolli wireless, elaborazione locale, e RAM sufficiente per oltre 100 app, è un’offerta competitiva per chi sa apprezzarla.
FAQ: domande frequenti su Homey Pro 2026
1. Homey Pro 2026 cosa cambia rispetto al modello 2023? L’unica differenza è la RAM, raddoppiata da 2GB a 4GB. Processore, storage, radio wireless e design rimangono identici.
2. La RAM da 4GB fa davvero differenza? Sì, permette di installare oltre 100 app Homey invece di 40-50, gestire automazioni più complesse e ridurre rallentamenti con setup articolati.
3. Homey Pro 2026 supporta Matter e Thread? Sì, supporta Matter v1.3 e funziona come Thread border router, ma Matter è ancora instabile su alcuni dispositivi.
4. Serve abbonamento per usare Homey Pro? No, le funzioni principali (automazioni, accesso remoto, app store) sono gratuite. Il backup cloud costa 10 euro l’anno, opzionale.
5. Quali protocolli wireless supporta? Otto protocolli: Wi-Fi dual-band, Zigbee 3.0, Z-Wave Plus serie 700, Matter, Thread, Bluetooth LE 5.0, infrarossi 360°, 433MHz.
6. Homey Pro funziona senza internet? Sì, tutte le automazioni girano in locale. Internet serve solo per accesso remoto, app store, aggiornamenti e dispositivi cloud-based.
7. È difficile da configurare? La curva di apprendimento è ripida. Non è plug-and-play, richiede competenze tecniche di base e voglia di sperimentare.
8. Homey Pro 2026 costa troppo rispetto al Mini? Il Mini a 249€ ha 1GB RAM e manca Z-Wave, Bluetooth, infrarossi, 433MHz. Il Pro a 399€ ha tutto integrato e 4GB RAM.
9. C’è sconto trade-in per chi ha il modello 2023? No, Athom non offre programmi di permuta. Si compra il 2026 a prezzo pieno e si rivende il vecchio.
10. Homey Pro 2026 vale 399 euro? Sì, se serve un hub universale con tutti i protocolli, elaborazione locale e automazioni complesse. No, se cerchi semplicità plug-and-play.