L'allerta arriva dai Servizi Segreti: questa volta non si scherza, urge proteggere il tuo WhatsApp - Mistergadget.tech
L’allarme arriva direttamente dai servizi segreti, si tratta di un rischio concreto che corrono tutti gli utenti su WhatsApp.
Ormai sentiamo così spesso parlare di truffe su WhatsApp che siamo quasi abituati a questo concetto, lo diamo per scontato come se fosse rumore di sottofondo e non ci riguardasse da vicino. In realtà, purtroppo, la piattaforma è diventata nota nel corso del tempo per i suoi strumenti incredibili che consentono di dialogare con persone in tutto il mondo in pochi click, tuttavia, proprio per questa sua capillarità, ad oggi viene ampiamente utilizzata anche quando si tratta di truffe online.
L’allarme in questo caso, però, non è soltanto generalizzato, ma arriva addirittura dai servizi segreti tedeschi, che non soltanto fanno presente di come la crittografia sia uno strumento eccezionale ma fallibile, ma anche di quanto strumenti di questo tipo, quindi che sono consolidati nel panorama quotidiano di ogni persona, vengano utilizzati per diffondere virus, malware e spyware. Chiunque può essere preso di mira, le campagne di phishing, infatti, mirano a colpire quanto più utenti possibili, basta veramente un dettaglio per poter determinare una serie di reazioni a catena che ci fanno ritrovare nei pasticci senza nemmeno sapere cosa sia accaduto.
L’allarme di WhatsApp questa volta ci riguarda
Ormai la questione è del tutto sdoganata, quindi siamo costantemente esposti e dobbiamo tenerlo presente ad ogni click, ad ogni sito aperto, in ogni momento in cui inseriamo i nostri dati in qualche parte, diventa un vero e proprio tritatutto. Le truffe si sono diffuse su WhatsApp soprattutto con alcune strategie: link e QR code, contatti telefonici, immagini che nascondono degli elementi sospetti. Alcune questioni chiaramente devono essere fatte in via precauzionale, per altre invece è necessario agire in reazione al pericolo.
Per coloro che hanno notato anomalie di sistema o problemi, è sempre consigliabile chiaramente rivolgersi direttamente a enti, banche e qualsiasi altro contatto possa essere utile per dare loro delle spiegazioni immediate. Ad esempio, se si riceve una mail da parte dell’INPS in cui si richiede di inserire dei dati o magari di dover convalidare la propria posizione, meglio chiedere all’INPS se si tratta di una mail verificata e veritiera o se siamo di fronte ad una truffa, in questo modo, prima di determinare un danno, possiamo avere un riscontro diretto. Lo stesso possiamo fare chiaramente quando si ricevono messaggi da parte delle banche, degli enti previdenziali o di qualunque altro contatto di strumenti che andiamo ad utilizzare nella vita quotidiana e che in qualche modo può determinare delle ripercussioni di questo tipo.