Cellulare vicino al corpo: le regole scientifiche da non sottovalutare, c'è un tempo massimo e va rispettato (per la salute) - Mistergadget.tech
Utilizziamo ormai gli smartphone sempre e comunque, sono dispositivi che in un qualche modo rappresentano la nostra estensione.
Oggi è inutile negare che la tecnologia abbia stravolto le nostre abitudini trasformando il modo di comunicare, ormai è una cosa su cui abbiamo consolidato il nostro modo di fare, tuttavia non dobbiamo dimenticare che parliamo di strumenti molto diffusi di cui conosciamo però aspetti e rischi solo in maniera parziale.
Da quando l’invenzione del telefono è diventata capillare, uno degli interrogativi che ci si è sempre posti è se effettivamente questo strumento possa avere qualche ripercussione, soprattutto quando lo smartphone è stato corredato da una serie di servizi come internet, cosa che ne ha massimizzato l’utilizzo ma ha aperto anche a tutta una serie di domande e preoccupazioni lecite. Ci sono degli studi che sono già stati condotti, ma è chiaro che tradizionalmente per comprendere l’uso di un prodotto e capirne i pericoli occorre tempo, occorre capire sul lungo termine che cosa accada.
L’aspetto a cui non pensiamo mai quando parliamo di ripercussioni sulla salute causate dagli smartphone
In merito alle indagini scientifiche condotte finora, ci sono delle questioni di cui bisogna prendere consapevolezza senza demonizzarne l’uso, ma cercando di capire qual è il parere della società scientifica e quali sono le regole pratiche che ci possono aiutare nella vita di tutti i giorni, così da svolgere al meglio una vita che non debba rinunciare alla tecnologia ma che ne faccia un uso consapevole. Come ogni cosa la verità sta nel mezzo, quindi, al di là degli studi scientifici che sono la base a cui fare riferimento perché contengono dati effettivi, avere consapevolezza non vuol dire non utilizzare lo smartphone o gli auricolari bluetooth, ma conoscere i rischi legati a un utilizzo intensivo.
Uno degli errori più comuni che facciamo sempre, è quello di tenere sempre il telefono attaccato all’orecchio quando effettuiamo o riceviamo una chiamata, quindi, quando la rete è attiva, è fondamentali in questi casi non tenere il telefono accanto al viso e comunque mai troppo vicino al corpo, evitando ad esempio di posizionarlo sul comodino quando dormiamo o di tenerlo in tasca quando siamo per strada. Bastano semplici variazioni per modificare le nostre abitudini, come spegnerlo e metterlo in un’altra stanza quando riposiamo, oppure tenerlo in una borsa invece che a contatto diretto con il corpo, utilizzando magari degli auricolari con il cavetto invece di quelli bluetooth.
Questo perché le radiazioni e il calore emettono comunque un’interconnessione con il nostro organismo e, secondo uno studio del team dell’Università di Exeter che ha accorpato dieci ricerche precedenti, le conseguenze di questi utilizzi eccessivi possono avere ripercussioni anche per quanto riguarda la fertilità maschile, un aspetto che spesso tendiamo a sottovalutare. Secondo i risultati, infatti, un’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici a bassa frequenza può andare a compromettere questo aspetto. Ovviamente questo è un dettaglio, ma ciò che emerge dagli studi è proprio l’invito a fare attenzione e a valutare piccoli cambiamenti, quindi non vietare l’uso ma applicare delle variazioni che possono avere un impatto positivo sulla nostra salute, anche su quegli aspetti che magari non correliamo direttamente allo smartphone come la fertilità, che potrebbe essere compromessa dall’esposizione alle radiazioni.