Torna la truffa del CUP: se ti arriva questo messaggio dall'Asl o dal tuo medico apri gli occhi - Mistergadget.tech
Torna nuovamente all’attenzione generale la truffa del finto CUP. Si tratta, sostanzialmente, di un messaggio pericoloso che sembra inoltrato dall’ASL.
I messaggi per attenzionare gli utenti circa questo presunto SMS, che potrebbe addirittura arrivare tramite WhatsApp o comunque app di messaggistica istantanea, sono stati diramati proprio dalle ASL territoriali (si possono trovare le specifiche sui siti di riferimento della propria regione), che hanno spiegato non soltanto la metodica utilizzata per sviluppare questa tipologia di truffa, ma anche a cosa fare attenzione.
Sembra inverosimile, eppure questo genere di approccio, purtroppo, riesce facilmente ad attecchire sugli utenti che, spaventati, preoccupati, o magari anche spinti dalla fretta di accettare, sono indotti a cliccare sul link o comunque a premere OK senza capire che cosa stia effettivamente accadendo. Il meccanismo in questo caso è già noto, quindi è il medesimo utilizzato anche in passato per truffe di questo tipo. Addirittura, in realtà, alcuni mesi fa circolava la stessa truffa INPS, ASL e CUP, quindi è del tutto similare: cambiano i numeri di telefono, ma è la stessa cosa.
La truffa CUP colpisce ancora: utenti ignari chiamano e finiscono nei guai
In alcuni casi può esserci un link interno su cui cliccare, in altri casi richiedono proprio delle informazioni, ma nel caso peggiore c’è un numero di telefono da chiamare. Nel momento in cui l’utente va per telefonare, e quindi confermare la sua prenotazione e la visita con il medico, in realtà scatta un sistema a pagamento per cui il conto viene svuotato. In questo caso, il pericolo maggiore è per coloro che hanno attivo il sistema di ricarica automatica perché, mentre loro sono al telefono, magari in attesa di un presunto dottore che dovrà rispondere, la chiamata si traduce chiaramente in una ricarica continua che svuota anche la carta di credito.
Purtroppo le truffe sono sempre più diffuse, che si tratti di Poste, banche o INPS. Che siano preoccupazioni, come ad esempio un figlio in pericolo, piuttosto che finti Carabinieri o presunte questioni da dover pagare, le tecniche sono più o meno sempre le stesse e i raggiri continuano a diffondersi rapidamente. Il recente esempio di quanto accaduto con una mail di phishing ad Andrea Galeazzi, uno dei più noti personaggi nella sfera del tech online, quindi una persona esperta e consapevole, caduto in una subdola trappola perché orchestrata mediante l’intelligenza artificiale, ci fa capire perché dobbiamo fare attenzione.
Soprattutto ci mette in guardia su quelli che sono i pericoli del web anche quando si tratta di cose semplici, quindi quando non vediamo necessariamente la richiesta dei dati della carta di credito che ci può fare insospettire, ma anche per cose ben più banali che, in realtà, possono nascondere delle trappole pericolose non soltanto a breve termine, ma anche a lungo termine, con delle ritorsioni che vanno ben oltre l’immaginario comune.