ChatGPT potrebbe fallire entro due anni, il parere degli esperti (mistergadget.tech)
Costi enormi, ricavi in crescita e dubbi sulla sostenibilità: perché parlare di “fallimento” di ChatGPT è una semplificazione.
Negli ultimi giorni attorno a OpenAI si è riacceso un dibattito che ciclicamente torna a galla ogni volta che emergono nuove stime sui costi dell’intelligenza artificiale. Secondo alcune analisi finanziarie, il laboratorio potrebbe affrontare un 2026 estremamente complesso, con spese operative talmente elevate da mettere sotto pressione la liquidità. Da qui, l’ipotesi più estrema: un possibile collasso entro il 2027.
Ma parlare di “ChatGPT che muore” è una semplificazione fuorviante. La questione è molto più sottile e riguarda la sostenibilità economica dell’AI su larga scala, non la fine del prodotto.
Il nodo centrale: crescere costa (molto più di quanto sembri)
L’intelligenza artificiale generativa non è un software tradizionale. Non è qualcosa che sviluppi, rilasci e poi mantieni con costi marginali. Ogni nuovo modello richiede:
- enormi risorse computazionali
- infrastrutture sempre più sofisticate
- addestramento continuo
- personale altamente specializzato
Tutto questo si traduce in un burn rate elevatissimo, che cresce insieme al successo del prodotto. Più utenti usano ChatGPT, più i costi aumentano. È il paradosso dell’AI moderna: la domanda non abbassa i costi, li amplifica.
Ricavi in crescita, ma non abbastanza (per ora)
ChatGPT genera già introiti rilevanti, sia nel segmento consumer sia in quello enterprise. Abbonamenti, API, licenze aziendali: il modello di business esiste ed è attivo. Il problema è il rapporto tra quanto entra e quanto viene speso per restare competitivi.
Anche una crescita a doppia cifra può non bastare se la curva dei costi sale più velocemente di quella dei ricavi. Ed è qui che alcuni analisti iniziano a parlare di scenari critici, soprattutto se il flusso di nuovi investimenti dovesse rallentare.
Pubblicità, enterprise e la ricerca di un equilibrio
L’introduzione della pubblicità in ChatGPT non è un segnale di debolezza, ma un tentativo di diversificazione delle entrate. Tuttavia, difficilmente basterà da sola a riequilibrare i conti. Il vero terreno di gioco resta quello enterprise: contratti a lungo termine, soluzioni su misura, integrazione profonda nei flussi di lavoro aziendali. Qui OpenAI ha un vantaggio competitivo reale, ma anche concorrenti sempre più aggressivi e capitalizzati.
La visione di Altman contro il realismo dei numeri
Dal canto suo, Sam Altman continua a sostenere che l’azienda sia solo all’inizio di una fase di espansione molto più ampia, con prospettive di ricavi che potrebbero moltiplicarsi nel giro di pochi anni. È una visione ambiziosa, coerente con la storia delle grandi piattaforme tecnologiche.
Gli analisti più cauti, però, fanno notare che l’AI non segue le stesse regole del software tradizionale. I margini non migliorano automaticamente con la scala. Anzi, in alcuni casi peggiorano.
ChatGPT non sta “morendo”, sta entrando nell’età adulta
Il punto chiave è questo: ChatGPT non è un esperimento, è ormai un’infrastruttura. E come tutte le infrastrutture complesse, deve dimostrare di poter stare in piedi economicamente senza dipendere all’infinito da capitali esterni.
Parlare di “fallimento entro il 2027” è utile più come provocazione che come previsione. Serve a mettere in evidenza un problema reale: l’AI è tecnicamente rivoluzionaria, ma finanziariamente fragile.
Il vero rischio non è la fine, ma la trasformazione
Se OpenAI dovesse affrontare una fase critica, lo scenario più realistico non sarebbe una scomparsa improvvisa di ChatGPT, ma:
- una ristrutturazione profonda
- un maggiore peso del segmento enterprise
- un cambio nelle priorità di sviluppo
- una riduzione dell’accesso gratuito
In altre parole, una normalizzazione. Meno promessa universale, più piattaforma industriale.
Una cartina di tornasole per tutta l’AI
Al di là di OpenAI, questa storia riguarda l’intero settore. Se anche il prodotto AI più famoso al mondo fatica a trovare un equilibrio sostenibile, significa che il modello economico dell’AI generativa è ancora tutto da scrivere.
ChatGPT non sta morendo. Sta semplicemente mostrando, in modo molto visibile, quanto sia difficile trasformare l’AI in un business stabile.