Redmi Note 15 Pro+ in colorazione black (mistergadget.tech)
Quando tutti i brand cinesi si danno battaglia sui millisecondimi di benchmark e i megapixel della fotocamera, qualcuno deve pure pensare a chi uno smartphone lo usa davvero. Non per screenshot da social network, ma per lavorare, viaggiare, dimenticarselo in tasca sotto la pioggia o tirarlo fuori dopo che è caduto per la trentaduesima volta.
Il Redmi Note 15 Pro+ parte proprio da questa idea: costruire un telefono che sopravvive al mondo reale. 6500mAh di batteria, certificazioni IP68 e IP69K (quest’ultima quasi da smartphone industriale), Gorilla Glass Victus 2 davanti e alluminio tutto intorno. Pesa 207 grammi, non è un campione di sottigliezza, ma quando lo prendi in mano capisci subito che non è un telefono qualsiasi.
Snapdragon 7s Gen 4, memoria UFS 2.2, fotocamera da 200 megapixel che sulla carta impressiona ma nella pratica ha i suoi limiti. Prezzo ufficiale 479 euro per la versione 8+256GB, ma già in promozione si trova a cifre decisamente più interessanti. Il punto è capire se tutto questo basta per farne un acquisto sensato in una fascia di mercato affollata da competitor che costano meno e promettono di più.
Questo è il fratello nobile di POCO M8, con un prezzo leggermente più alto giustificato da alcuni dei dettagli costruttivi.
Lo Snapdragon 7s Gen 4 non spacca i benchmark ma gestisce bene il quotidiano. Fotocamera da 200MP discreta, ma zoom e ultra-grandangolare deludono. A 479€ (versione base) diventa un best buy in promozione.
Per chi cerca autonomia estrema senza compromessi sulla robustezza.
+ Certificazioni IP68/IP69K
+ Display AMOLED 1.5K brillante
+ Ricarica rapida a 100W inclusa
– Fotocamera ultra-grandangolare sottotono
– Bloatware e pubblicità invasive all’avvio
– Design del modulo fotocamera ingombrante
Indice
Confezione e primo impatto
Xiaomi continua la sua politica di contenimento dei costi anche sul packaging. Nella confezione trovi il telefono, il cavo USB-C e, a seconda del mercato, l’alimentatore da 100W. In Italia fortunatamente è ancora incluso, ma nei mercati europei più “virtuosi” lo stanno già facendo sparire.
Il primo impatto con il Note 15 Pro+ dipende dalla colorazione scelta. La versione Mocha Brown con pannello posteriore in similpelle è quella più interessante: non raccoglie impronte, ha una texture piacevole al tatto e conferisce al telefono un aspetto leggermente più premium rispetto alle altre due colorazioni (Glacier Blue e Black) che usano vetro tradizionale.
Il design del modulo fotocamera è rimasto praticamente identico al Note 14 Pro+: isola quadrata con angoli arrotondati, molto pronunciata. A me non entusiasma, anzi, trovo che questo approccio “camera bump” così evidente sia esteticamente discutibile. Ma è una questione di gusti personali, e so bene che molti non se ne fanno un problema.
Robustezza: qui entriamo nel vivo. Le certificazioni IP66, IP68 e IP69K non sono marketing. IP68 significa immersione fino a 1,5 metri per 30 minuti. IP69K aggiunge resistenza ai getti d’acqua ad alta pressione e alta temperatura, uno standard quasi da uso industriale. La certificazione SGS per cadute da 2,5 metri completa il quadro. Non è uno smartphone rugged nel senso classico del termine, ma è costruito per durare.
Display: luminoso come pochi
Il pannello AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K (2712 x 1280 pixel) è uno dei punti di forza del Note 15 Pro+. Non è un display flagship con LTPO e refresh rate adattivo hardware, ma offre comunque 120Hz gestiti via software e una luminosità di picco da 3200 nit.
Quest’ultimo dato è il vero highlight. Sotto il sole diretto il telefono rimane perfettamente leggibile, cosa che in questa fascia di prezzo non è così scontata. I contenuti HDR10+ e Dolby Vision rendono bene su Netflix e YouTube, con neri profondi e contrasti marcati tipici dell’AMOLED.
Il PWM dimming a 3840Hz aiuta a ridurre l’affaticamento visivo quando si usa lo smartphone con luminosità bassa, soprattutto la sera. Le certificazioni TÜV per luce blu ridotta e controllo del flickering completano un quadro molto positivo per chi passa ore davanti allo schermo.
Colorazione fedele senza derive verso il saturo, angoli di visione eccellenti, fluidità costante a 120Hz. Non è il display del secolo, ma è più che adeguato per il prezzo richiesto.
Prestazioni: quotidiano senza patemi
Lo Snapdragon 7s Gen 4 è un processore costruito per fare il proprio mestiere senza squilli di tromba. Non è il chip più veloce della fascia media, non impressiona nei benchmark, ma gestisce il carico quotidiano con fluidità.
Apertura app immediata, multitasking senza rallentamenti evidenti, HyperOS 2 che gira in modo fluido. Con 8GB di RAM (espandibili virtualmente fino a 16GB grazie alla RAM virtuale) non ho mai avuto la sensazione di soffocare il sistema. La versione da 12+256GB offre ancora più margine, anche se personalmente 8GB sono più che sufficienti per un uso normale.
Gaming: qui iniziano le rinunce. Genshin Impact gira, ma serve scendere a compromessi con i settaggi grafici. Medio a 60fps è sostenibile, alto diventa problematico. CarX Drift Racing 2 va meglio, ma anche qui servono limature per mantenere i 120fps stabili.
La gestione termica è discreta. Il telefono scalda sotto carico, ma non diventa mai scottante e soprattutto non sembra throttlare in modo aggressivo. Per un utente medio che gioca occasionalmente è più che sufficiente. Per un mobile gamer incallito, meglio guardare altrove.
Il vero limite è la memoria UFS 2.2. Nel 2026 trovare ancora questo standard su uno smartphone da quasi 500 euro fa storcere il naso. Le installazioni di app pesanti sono più lente, i trasferimenti di file pure. Non è un dramma nell’uso quotidiano, ma la concorrenza offre UFS 3.1 a prezzi inferiori.
Fotocamera: 200 megapixel ma con riserva
Il sensore principale da 200 megapixel (1/1.4″) è quello su cui Redmi ha puntato tutto il marketing. Sulla carta impressiona, nella pratica i risultati sono altalenanti.
Luce diurna: qui il Note 15 Pro+ si comporta bene. Foto nitide, dettagliate, con un bilanciamento tra luci e ombre convincente. La stabilizzazione ottica aiuta, le foto vengono naturali senza processamenti eccessivi. Lo zoom digitale 2x e 4x regge discretamente grazie alla risoluzione elevata, ma non aspettatevi miracoli.
Situazioni difficili: la notte il sensore fa il suo con il pixel binning 16-in-1, riducendo i 200MP effettivi a 12,5MP per catturare più luce. I risultati sono accettabili per la fascia di prezzo, ma l’assenza di un teleobiettivo dedicato si fa sentire. Oltre il 3x la qualità crolla visibilmente.
L’ultra-grandangolare da 8MP è il classico sensore di riempimento. Di giorno va, di sera diventa quasi inutilizzabile per l’abbondanza di rumore. Peccato, perché un sensore da almeno 12MP avrebbe dato ben altra versatilità.
La fotocamera frontale da 32MP se la cava bene. Selfie nitidi, videochiamate pulite, niente da dire su questo fronte.
Video: si ferma al 4K a 30fps, con stabilizzazione DAG HDR. Per contenuti social va benissimo, ma se pensate di usarlo per vlog più strutturati, la mancanza di 4K60fps si fa notare. La modalità Steadyshot (stabilizzazione avanzata) è relegata al 1080p.
Le funzioni AI (AI Erase Pro, AI Beautify, AI Imaging Enhancement) aiutano in post-produzione, ma sono ormai standard su qualsiasi smartphone. Niente di rivoluzionario.
In definitiva, il comparto fotografico è adeguato ma non entusiasmante. Per scatti social e ricordi va benissimo, per chi ha pretese fotografiche più elevate sarà frustrante.
Batteria: qui si fa sul serio
La batteria da 6500mAh è il vero asso nella manica del Note 15 Pro+. Non è un numero di marketing, è autonomia concreta che si traduce in giorni interi lontani dalla presa.
Con uso misto (social, streaming musicale, qualche foto, navigazione web, hotspot occasionale) si arriva tranquillamente a due giorni pieni. Con un utilizzo più leggero, si può sforare verso i tre giorni. Per uno smartphone del 2026 è un risultato notevole.
Il benchmark PC Mark registra 16 ore e 40 minuti, che in realtà sono un dato conservativo rispetto all’uso reale. La tecnologia silicio-carbonio permette di inserire questa capacità in un corpo relativamente sottile (7,9mm) senza sacrifici eccessivi sul peso.
La ricarica rapida a 100W è inclusa con l’alimentatore originale (nei mercati in cui viene fornito). Da vuoto a pieno in circa 40 minuti, che è un ottimo compromesso. Non siamo ai livelli dei 240W di alcuni competitor, ma 100W sono più che adeguati. C’è anche la ricarica inversa cablata da 22,5W, utile per dare una mano a un amico in difficoltà.
Per chi cerca autonomia senza patemi, il Note 15 Pro+ è praticamente imbattibile nella sua fascia.
Software: HyperOS 2 tra luci e ombre
Il Redmi Note 15 Pro+ arriva con HyperOS 2 basato su Android 15. Rispetto ai vecchi MIUI, c’è un netto passo avanti in termini di fluidità e coerenza dell’interfaccia. Le animazioni sono più curate, il multitasking funziona meglio, l’esperienza generale è più raffinata.
Le funzioni AI integrate sono presenti ma non invadenti. L’integrazione con Google Gemini è naturale, Circle to Search funziona bene, le trascrizioni vocali e le traduzioni sono utili. Xiaomi HyperAI aggiunge qualche tocco proprietario (AI Writing, AI Speech Recognition, AI Interpreter) che tornano comodi in contesti lavorativi.
Il problema principale resta il bloatware. All’accensione il telefono è infestato di app preinstallate, alcune utili, molte superflue, alcune direttamente fastidiose. Notifiche promozionali, suggerimenti invasivi, app che si riattivano da sole. Serve una bella sessione di pulizia manuale per rendere il sistema vivibile.
Se dedichi mezz’ora a disabilitare le notifiche delle app di sistema, rimuovere i suggerimenti, disinstallare le app inutili, l’esperienza migliora drasticamente. Ma non dovrebbe essere necessario. Xiaomi continua a monetizzare i propri utenti con pubblicità e partnership, e questo su un telefono da 479 euro (prezzo ufficiale) stride parecchio.
Aggiornamenti: Xiaomi promette supporto software decente, ma non aspettatevi la velocità di Google o Samsung. Gli aggiornamenti di sicurezza arrivano con regolarità, quelli major di Android con qualche mese di ritardo. Considerando l’enfasi sulla durabilità hardware, un supporto software più lungo sarebbe stato coerente.
Connettività e altro
Sul fronte connettività, il Note 15 Pro+ non fa mancare nulla: 5G, Wi-Fi 6E (dove disponibile, in alcuni mercati si ferma al Wi-Fi 6), Bluetooth 5.4, NFC per i pagamenti contactless, GPS multifrequenza (L1+L5) preciso, porta a infrarossiper controllare TV e condizionatori.
C’è anche il supporto eSIM oltre al doppio slot nano-SIM, utile per chi viaggia spesso e vuole gestire più operatori senza cambiare SIM fisiche.
Gli speaker stereo con Dolby Atmos suonano discretamente. Non sono casse da audiofili, ma per guardare una serie su Netflix o giocare vanno benissimo. Il volume massimo è elevato (con boost fino al 400%), anche se a volumi estremi la qualità decade.
Manca il jack audio da 3,5mm, ormai standard nella fascia media. C’è il supporto Hi-Res Audio via Bluetooth, ma chi ha cuffie cablate dovrà usare un adattatore USB-C.
Biometria: lettore di impronte sotto il display (ottico) veloce e preciso, riconoscimento facciale 2D che funziona bene in condizioni di luce favorevoli. Niente di rivoluzionario ma tutto funziona come deve.
Verdetto finale
Il Redmi Note 15 Pro+ è uno smartphone che sa esattamente cosa vuole essere: resistente, autonomo, affidabile. Non cerca i riflettori con prestazioni da benchmark o fotocamere rivoluzionarie, punta su caratteristiche concrete che fanno la differenza nel quotidiano.
La batteria da 6500mAh è un lusso che ripaga ogni grammo di peso in più. Le certificazioni IP68/IP69K danno una tranquillità che su telefoni più costosi non trovi. Il display AMOLED è luminoso, fluido, piacevole da usare in ogni condizione.
I compromessi ci sono, e vanno accettati. La memoria UFS 2.2 è anacronistica, il comparto fotografico è solo sufficiente, il bloatware di sistema è fastidioso. Ma se si guarda al rapporto qualità-prezzo, soprattutto considerando il prezzo promozionale che gira intorno ai 400 euro o meno per la versione base, il Note 15 Pro+ diventa un acquisto difficile da battere.
Per chi è indicato: utenti che cercano autonomia senza compromessi, chi lavora all’aperto o in ambienti difficili, chi dimentica spesso il caricabatterie in giro, chi vuole un telefono che non richiede troppe attenzioni. Viaggiatori, professionisti, genitori che condividono il telefono con i figli piccoli (la resistenza fa la differenza).
Chi dovrebbe evitarlo: mobile gamer che cercano prestazioni pure, appassionati di fotografia che vogliono zoom di qualità, utenti che pretendono un’esperienza software pulita fin dal primo avvio, chi cerca il telefono più sottile e leggero possibile.
Al prezzo ufficiale di 479 euro (versione 8+256GB) e 529 euro (12+512GB) il Note 15 Pro+ è competitivo. In promozione, quando scende sotto i 400 euro, diventa un best buy praticamente inarrivabile nella fascia media. Se poi si da un occhio in rete, è facile trovare questo smartphone ad un prezzo di poco superiore ai 300 euro, se si può accettare l’uso di un prodotto di origine extra-europea, con tutti i rischi connessi.
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FAQ – Domande frequenti
1. Quanto dura realmente la batteria del Redmi Note 15 Pro+?
Con uso misto (social media, streaming musicale, navigazione web, qualche foto) si raggiungono facilmente due giorni pieni. Con utilizzo più leggero si può arrivare a tre giorni. Il benchmark PC Mark registra 16 ore e 40 minuti, ma nell’uso reale l’autonomia è anche superiore.
2. È davvero resistente all’acqua e alle cadute?
Sì, ha certificazione IP68 (immersione fino a 1,5m per 30 minuti) e IP69K (resistenza a getti d’acqua ad alta pressione e temperatura). La certificazione SGS garantisce resistenza a cadute da 2,5 metri. Non è indistruttibile, ma è molto più robusto della media.
3. Come si comporta il processore Snapdragon 7s Gen 4?
È un processore di fascia media adeguato per uso quotidiano: app veloci, multitasking fluido, social e streaming senza problemi. Per il gaming pesante (Genshin Impact, ecc.) serve scendere a compromessi sui settaggi grafici. Non è un flagship killer ma fa il suo lavoro.
4. La fotocamera da 200MP è davvero migliore?
In buone condizioni di luce produce foto dettagliate e nitide. Lo zoom digitale 2x e 4x è utilizzabile grazie all’alta risoluzione. Di notte fa uso del pixel binning e i risultati sono accettabili. L’ultra-grandangolare da 8MP è il punto debole, soprattutto in notturna.
5. Quanto tempo ci vuole per ricaricare completamente?
Con il caricatore da 100W incluso (nei mercati dove è fornito) si passa da 0 a 100% in circa 40 minuti. La ricarica è rapida e non richiede caricatori proprietari particolari, funziona anche con caricabatterie USB-C standard (a velocità ridotta).
6. Ha ancora tanto bloatware come i vecchi Xiaomi?
Sì, all’avvio ci sono molte app preinstallate e notifiche promozionali. Serve una sessione di pulizia manuale per disabilitare suggerimenti e rimuovere app superflue. HyperOS 2 è comunque più pulito di MIUI, ma il problema del bloatware persiste.
7. Supporta l’eSIM oltre alla doppia SIM fisica?
Sì, il Redmi Note 15 Pro+ supporta eSIM in aggiunta ai due slot nano-SIM fisici. Utile per chi viaggia spesso e vuole gestire più operatori senza cambiare SIM. La disponibilità dell’eSIM può variare in base al mercato.
8. È adatto per il gaming mobile?
Per giochi casual e di media intensità va bene. Per titoli pesanti come Genshin Impact o giochi con grafica spinta bisogna scendere a compromessi con i settaggi. Non è uno smartphone gaming dedicato ma regge un uso occasionale.
9. Il pannello posteriore in similpelle è resistente?
La versione Mocha Brown con pannello in similpelle (eco-leather) è piacevole al tatto, non raccoglie impronte e conferisce un aspetto premium. La resistenza nel tempo va ancora verificata, ma il materiale sembra robusto. Le altre colorazioni usano vetro standard.
10. Vale la pena aggiornare dal Redmi Note 14 Pro+?
Se hai già il Note 14 Pro+, l’upgrade non è fondamentale: le differenze sono incrementali. Se invece arrivi da modelli più vecchi o cerchi specificamente una batteria più grande e maggiore resistenza, il Note 15 Pro+ ha senso. Valuta soprattutto in base alle offerte promozionali disponibili.