OpenAI: al lavoro su un gadget che si indossa (mistergadget.tech)
Un rumor svela un wearable audio OpenAI da indossare sull’orecchio: non semplici auricolari, ma un assistente AI pensato per l’uso quotidiano.
OpenAI potrebbe essere pronta a entrare nel mondo dell’hardware indossabile con un dispositivo decisamente diverso dai classici auricolari true wireless. Secondo nuove indiscrezioni provenienti dalla filiera produttiva asiatica, l’azienda starebbe sviluppando un wearable audio da indossare sull’orecchio, progettato per un utilizzo quotidiano e prolungato, più vicino a un assistente sempre attivo che a un semplice accessorio per ascoltare musica.
Il progetto, noto internamente con il nome in codice Sweetpea, non sarebbe pensato per stare nel taschino, ma direttamente sul corpo dell’utente, seguendo una filosofia che punta a rendere l’intelligenza artificiale sempre disponibile, senza schermi e senza interazioni complesse.
OpenAI: un design “behind-the-ear” fuori dagli schemi
Il dettaglio più interessante riguarda il design. Le informazioni parlano di una struttura behind-the-ear, quindi posizionata dietro l’orecchio, con il corpo principale che rimane quasi invisibile durante l’uso. Alcuni componenti sarebbero removibili, suggerendo un approccio modulare e molto distante dagli auricolari tradizionali.
Il corpo centrale del dispositivo viene descritto come un elemento metallico compatto, soprannominato “eggstone”, che ospiterebbe la parte principale dell’elettronica. Una soluzione di questo tipo permetterebbe di risolvere problemi noti degli auricolari classici, come la stabilità durante il movimento, il comfort nelle sessioni lunghe e il posizionamento dei microfoni.
L’idea sembra essere quella di un dispositivo che si indossa per ore, non solo durante l’ascolto di contenuti audio, ma come presenza costante.
Non solo audio: sensori e interazione ambientale
Alcuni dettagli emersi suggeriscono che il wearable non sia limitato alla riproduzione sonora. In presunti schemi tecnici si fa riferimento a punti di contatto con la pelle, sistemi di acquisizione del segnale e persino a un trasmettitore a ultrasuoni.
Se confermato, questo indicherebbe un dispositivo capace non solo di ascoltare, ma anche di percepire l’ambiente, raccogliendo informazioni utili per contestualizzare le richieste dell’utente. Un approccio coerente con l’idea di un assistente AI sempre attivo, capace di comprendere meglio ciò che accade intorno a chi lo indossa.
In questo senso, il form factor behind-the-ear non sarebbe una scelta estetica, ma funzionale: più spazio per sensori, microfoni meglio posizionati e maggiore affidabilità nell’uso quotidiano.
Produzione su larga scala: segnali concreti dalla filiera
Un altro elemento che rende il rumor più credibile è il presunto cambio di strategia produttiva. Secondo le informazioni circolate, OpenAI avrebbe spostato la pianificazione della produzione da Luxshare a Foxconn, valutando il Vietnam come base principale e riducendo la dipendenza dalla Cina.
Scelte di questo tipo non sono comuni nelle fasi sperimentali: indicano piuttosto un progetto pensato per volumi importanti e per una possibile distribuzione consumer. Non è una conferma ufficiale, ma è un segnale che il dispositivo non sarebbe un semplice prototipo da laboratorio.
Cosa manca (e cosa aspettarsi)
Al momento restano fuori i dettagli più importanti:
- nessun prezzo
- nessuna data di lancio
- nessuna conferma ufficiale
- nessuna indicazione sui mercati di debutto
Si parla genericamente di silicio potente, con una combinazione di chip standard e componenti custom. Questo aspetto sarà cruciale per capire il ruolo del dispositivo: semplice estensione dello smartphone o wearable in grado di elaborare localmente alcune funzioni AI.
Se nei prossimi mesi dovessero emergere certificazioni, immagini più chiare o conferme incrociate sul design behind-the-ear, il progetto Sweetpea potrebbe passare rapidamente da rumor a uno dei prodotti più osservati del prossimo ciclo tecnologico.
Un nuovo modo di “indossare” l’AI
L’idea di un wearable audio firmato OpenAI non punta a competere direttamente con le cuffie premium o con gli auricolari per l’intrattenimento. Il messaggio sembra un altro: rendere l’intelligenza artificiale una presenza continua, discreta e sempre pronta ad ascoltare.
Se questo dispositivo arriverà davvero sul mercato, potrebbe segnare un cambio di paradigma nel modo in cui interagiamo con gli assistenti digitali: meno schermi, meno gesture, più contesto e più continuità.